Economia e Finanza

Riunione FED, l’esito della conferenza punto per punto

La FED ha ufficializzato il rialzo dei tassi di interesse Usa all’1,75%. A poche ore dalla conferenza stampa bisogna cercare di capire quali siamo stati gli esiti riguardo: forward guidance, dot plot e previsioni economiche

La riunione odierna del FOMC, acronimo di Federal Open Market Committe, ha stabilito quale debba essere il rialzo dei tassi di interesse di riferimento degli Stati Uniti di 0,25 punti percentuali, così come si attendeva dal mercato e in linea con il consensus rilevato da Bloomberg.

Il costo del denaro della prima economia del mondo supera il range 1,25-1,50% per salire all’1,50-1,75 per cento. La decisione è stata raggiunta all’unanimità, ovvero con 8 voti favorevoli e 0 contrari.

FED: è il sesto rialzo in un paio di anni, costo del denaro sui massimi dal 2008

Con la morsa ai tassi di interesse deliberata oggi dal comitato di politica monetaria della Federal Reserve, continua la stretta creditizia cominciata ormai nel dicembre 2015 da Janet Yellen.

Grazie all’ormai ex governatrice e ai 5 rialzi dei tassi in circa due anni, si erano raggiunti entro la fine del suo mandato il costo del denaro dal minimo storico dello 0,25% all’1,25-1,50%.

L’ incremento numero 6, quello che è stato da poco annunciato oggi, ha portato il costo del denaro negli Stati Uniti a livelli massimi (cosa che non accadeva settembre 2008, anno che vide lo scoppio della bolla dei mutui sub prime).

Prima della crisi il costo del denaro americano era al 2%. A fine 2008 la Federal Reserve all’epoca guidata da Ben Bernanke aveva fatto sì che i tassi di interesse americani raggiungessero il minimo storico dello 0,25 per cento.

FED: conferma ai 3 rialzi nel 2018

Il rialzo del costo del denaro di 25 punti base era già dato per scontato dagli investitori, diversamente sarebbe stata una sorpresa per i mercati finanziari internazionali. Il vero tema in grado di condizionare gli animi degli investitori globali è quello fondato sulle prospettive economiche della prima economia mondiale.

All’interno del comunicato stampa diffuso a margine della riunione del FOMC si evince che: “Le informazioni ricevute da quando il Federal Open Market Committee si è riunito a gennaio indicano che il mercato del lavoro ha continuato a rafforzarsi e che l’attività economica è cresciuta a un ritmo moderato. Gli incrementi di nuovi posti lavoro sono stati forti negli ultimi mesi e il tasso di disoccupazione è rimasto basso“.

Si aggiunge inoltre che i nuovi dati economici evidenziano come i tassi di crescita delle spese delle famiglie e degli investimenti fissi delle imprese siano stati moderati in virtù delle letture del quarto trimestre. Su base 12 mesi, sia l’inflazione complessiva che l’inflazione per gli articoli diversi da cibo ed energia hanno avuto un continuò calo sino a scendere al di sotto del 2 percento. Le misure di compensazione dell’inflazione che si fondano sul mercato si sono accresciute negli ultimi mesi ma sono lo stesso basse; le misure basate sull’indagine delle aspettative di inflazione a più lungo termine sono irrilevantemente cambiate.

In questo quadro la Federal Reserve ha preso la decisione di procedere con 3 rialzi nel corso del 2018 quasi all’unanimità; solamente un esponente del FOMC si è detto contrario.

L’inflazione di ogni anno secondo le stime della Fed dovrebbe salire nei mesi a seguire fino a stabilizzarsi attorno al valore del 2%. I rischi a breve termine per le prospettive economiche sono sostanzialmente equilibrati, ma il Comitato “sta monitorando da vicino gli sviluppi dell’inflazione”.

La conferenza di Powell  punto per punto

La prima conferenza stampa di Jerome Powell è cominciata puntuale alle 19:30 italiane (le conferenze stampa della FED avvengono in genere alle 20:30, l’orario di oggi è dovuto allo sfasamento fra ora legale e ora solare).

Così il governatore Jerome Powell esordisce dicendo:

«Il quadro economico degli Stati Uniti è molto più forte. Il mercato del lavoro è in aumento e l’inflazione si muove verso l’obiettivo del 2%. Il rialzo dei tassi compiuto oggi rappresenta un passo in più nella direzione verso la normalizzazione della politica monetaria, si tratta di una scelta intrapresa già da moltissimi anni».

Per questo la FED ha aumentato le stime sulla crescita del Pil statunitense nel 2018 e 2019. In particolare, le previsioni sul 2018 sono state aumentate dello 0,2 al 2,7%, mentre per il 2019 la crescita è auspicata al 2,4%, in rialzo dello 0,3 se confrontata con le precedenti stime. Invariate le stime sul 2020 e successivi.

Questi elementi molto difficili da interpretare. Da un lato il rialzo delle previsioni per quanto concerne il 2018 e 2019 evidenzia che la FED ripone moltissima fiducia nella crescita USA, nonostante le attuali letture per quanto riguarda le vendite al dettaglio siano state fin troppo deboli.

Dall’altro lato le previsioni da parte della FOMC per il tasso di crescita da sostenere nel lungo periodo dell’economia sono invariate sul valore dell’1,8 per cento. È stato sottolineato che i responsabili politici sono attualmente scettici su come venga fatta un’influenza positiva per quanto concerne i tagli fiscali per l’aumento dell’economia.

Le domande dal pubblico

Ma quali sono state le domande di chi ha partecipato personalmente alla conferenza? Cerchiamo di scoprirle insieme

1) Interessante osservare che avete alzato le stime di crescita economica. Ma cosa ci dite circa l’obiettivo sull’inflazione simmetrico?

Alla domanda è stato dunque risposto così: La FED è alla ricerca di un punto d’incontro nella politica dei tassi. Quello che vogliamo è una politica monetaria simmetrica. Siamo alla ricerca del 2% dell’inflazione, ma per raggiungere questo obiettivo non possiamo certamente dimenticare un’altra variabile estremamente importante, quella dell’occupazione.

2) Le previsioni circa la crescita economica sono venute fuori sulla base degli stimoli fiscali voluti dall’attuale amministrazione?

La risposta è stata: Le proiezioni economiche della FED rappresentano una sintesi delle previsioni individuali e l’unica azione del comitato ha portato l’aumento dei tassi. Diciamo che vi è una vastità di visioni

3) Cosa pensa nel poter comunicare più spesso con il mercato?

Questo il riscontro: Non vorrei che il fatto di accrescere le sessioni stampa possa far pensare che la FED stia velocizzando le tempistiche di normalizzazione dei tassi.

4) Come potrebbe rispondere la FED ad una ipotetica guerra dei dazi fra Usa e Cina?

La soluzione sarebbe: Una serie di membri del FOMC ha messo in risalto il tema. Ecco cosa ne è emerso: ci sono dei possibili cambiamenti per quanto concerne le politiche commerciali, politiche che non dovrebbero avere delle conseguenze per quanto riguarda il nostro outlook.

5) Esiste uno scenario che potrebbe portare il FOMC a cambiare l’attuale cammino dei tassi d’interesse?

Si è risposto così: Abbiamo preso una decisione nella riunione di oggi. Come sempre quando ci occupiamo di previsioni, queste si possono modellare nel corso del tempo, al ribasso o al rialzo.

6) Come giudica la bassa produttività degli ultimi anni?

Esaustiva la risposta: la produttività è stata molto bassa negli ultimi anni. Negli ultimi mesi sarà anche salita un pò ma non in modo importante. Attualmente, la spinta fiscale ha dato incentivi per altri investimenti e questo potrebbe favorire anche la produttività. Siamo fiduciosi che ci saranno ottimi risvolti positivi per merito della riforma fiscale.

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