Russia: crollo del rublo ed economia in grossa difficoltà? Vediamo come stanno realmente le cose

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Nessuna misura d’emergenza, nè restrizioni ai flussi di capitale: Putin ha deciso questo per la Russia nonostante il recente crollo della moneta russa, il rublo.

A dispetto dei vari interventi della Banca Centrale russa sul mercato valutario per frenare la svalutazione imponente del rublo, la moneta russa è continuata a crollare anche per via delle sanzioni internazionali attese almeno fino al 2017, che hanno fatto sì che le previsioni sull’economia dell’anno 2015 e 2016 si mutassero ad una previsione di crescita 0. Oltre 30 miliardi di dollari (fino ad un massimo 350 milioni di dollari al giorno) quelli già spesi dalla Banca Centrale della Russia per tentare di frenare il crollo del rublo, che nella scorso venerdì mattina aveva toccato i seguenti record negativi: per fare 1 euro ci volevano ben 60 rubli e per un dollaro 48,47 rubli. A tal proposito Putin due giorni fa ha però provato a tranquillizzare i suoi cittadini, mentre si trovava al vertice Apec a Pechino: “Ci sono solo ragioni speculative dietro alle difficoltà del nostro tasso di cambio, ma penso che finirà tutto nel giro di qualche tempo, alla luce delle iniziative che la nostra Banca Centrale sta prendendo in risposta agli speculatori”.

In realtà da venerdì sera la situazione del rublo è migliorata e si è poi stabilizzata in questi giorni, mentre la Banca Centrale russa aveva comunque deciso d’ora in avanti d’intervenire solo in casi enormi, perchè le sue manovre sui mercati valutari non avevano fruttato alcun vantaggio tangibile ed anzi di fronte appunto ai 30 miliardi di dollari spesi, la valutazione del rublo era continuata a scendere comunque.

Ma da dove nasce tutto questo terremoto? Dalle sanzioni internazionali provocate dalla politica estera di Putin nei confronti della Crimea (territorio di popolazione a grande maggioranza russa che si è proclamata indipendente dall’Ucraina lo scorso 11 Marzo e si è annessa con un referendum alla Russia lo scorso 15 Maggio, secondo una procedura che Usa ed Ue però non riconoscono come valida e legittima) e dell’Ucraina (anche in quel territorio continua a promuovere e favorire referendum e manovre separatiste), che hanno dato origine perfino ad un embargo sulle principali importazioni di prodotti alimentari occidentali dallo scorso Agosto. Da questi accadimenti è seguita una logica fuga di capitali dalla Russia ed un’inflazione alle stelle (che arriverà all’8% secondo le previsioni economiche di Mosca), fino al crollo della scorsa settimana del rublo, che in soli 5 giorni lavorativi ha perso il 10% del proprio valore sul dollaro.

La Banca Centrale russa ha rivisto a riguardo in maniera sostanziale al rialzo anche le previsioni per il prossimo triennio sulle fughe di capitali: nel 2015 sarà di 99 miliardi di dollari (contro i 35 previsti), nel 2016 di 60 miliardi (contro i 29 previsti) e nel 2017 di 38 (contro i 18 previsti).

In realtà il crollo del rublo fa anche gioco al governo russo da un certo punto di vista, perchè esso viene pagato per le sue esportazioni energetiche in dollari, e vede così aumentare i suoi guadagni in maniera considerevole con la svalutazione della sua moneta, situazione che fin qui ha impedito conseguenze negative sulle politiche di spesa interna del governo, impegnato com’era a fronteggiare la diminuzione del prezzo del proprio greggio.

Sull’embargo e la minore concorrenza di merci che sta provocando l’aumento dei prezzi nazionali, Putin mira ad attutire tali effetti negativi incrementando le importazioni dalla Turchia, dai Paesi latinoamericani e dalla vicina Bielorussia.

Giancarlo Sali

One Response to Russia: crollo del rublo ed economia in grossa difficoltà? Vediamo come stanno realmente le cose

  1. attikus ha detto:

    le recenti notizie confermano, invece, che l’escalation delle azioni di putin contro l’ucraina sono volte a fuorviare l’opinione publica russa dalla crisi che attanaglia la gente ‘normale’ che vive fuori mosca e che aggraverà sempre di più le loro già misere condizini di vita…

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