Salvare le banche italiane?

Il recente decreto IMU – Bankitalia, approvato con il dubbio aiutino della contestatissima e poco capace presidente della Camera Boldrini, ha un risvolto molto interessante. Aumenta il patrimonio netto delle banche che sono attualmente proprietarie di quote della Banca d’Italia (il carrozzone Intesa – San Paolo controlla da solo più del 38% della banca centrale italiana).

Che cosa significa questo? Significa che le suddette banche si troveranno contabilmente più robuste e quindi avranno una probabilità maggiore di superare gli stress test imposti dalla BCE.

Senza scendere nei dettagli del grande scippo consumato ai danni del popolo italiano (e sperando che la tecnocrazia di Banca d’Italia sia estremamente parsimoniosa nella distribuzione di dividendi) significa che il patrimonio di Intesa – San Paolo sale di 2 o 3 miliardi, di colpo e senza che gli azionisti debbano tirare fuori un solo centesimo.

Un grandioso regalo fatto ad una banca che ha saputo perdere più di 2 miliardi di euro nell’oscura operazione Carlo Tassara e che adesso si vede premiata dal governo con l’aumento del valore delle quote di Bankitalia. In un Paese normale il governo avrebbe proceduto all’acquisto delle quote in mano ai privati, in cambio di un congruo risarcimento calcolato, ad esempio, rispetto al dividendo distribuito negli ultimi anni.
In Italia, invece, si procede all’ulteriore regalo al sistema bancario, nel tentativo estremo di foraggiare ancora una finanza marcia, pronta a finanziare speculazioni come quelle della Carlo Tassara nel caso in cui si possa vantare amicizie politicamente altolocate ma sempre restia a dare liquidità all’economia reale, agli imprenditori che lavorano e producono.

Banca Intesa e Unicredit, i due grandi istituti ulivisti, sperano grazie al supporto amico della politica di passare indenni lo stress test. E anche la disastrata Monte dei Paschi potrebbe sperare di farcela, magari con un bell’aiuto di stato. Dopo tutto paga sempre Pantalone e Modiano, messo da Banca Intesa a capo della Carlo Tassara nonché pluriindagato per usura, è già andato in televisione a dire che ci vuole la patrimoniale. Così i soldi degli italiani finiranno, per l’ennesima volta, per salvare questa finanza inutile e dannosa.

Il default è meglio e presto arriverà. Almeno non dovremo sorbirci questa farsa.

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