Satoshi Nakamoto Bitcoin: Chi è, Paper, Patrimonio, Craig Steven Wright

Satoshi Nakamoto Bitcoin Chi è, Paper, Patrimonio, Craig Steven Wright

Satoshi Nakamoto è la persona alla quale è stata attribuita l’invenzione del Bitcoin. Nakamoto è quindi il creatore del client Bitcoin e del Bitcoin stesso (con tutto il resto che ne consegue, come la Blockchain). Nel suo profilo della Fondazione P2P affermò che era originario del Giappone. Nient’altro si sa di lui. Satoshi Nakamoto stava lavorando ad il suo progetto del Bitcoin dal 2007-2008 per poi terminare nel 2010 la sua partecipazione allo sviluppo di Bitcoin.

Il fondatore di Bitcoin è ancora sconosciuto. Satoshi Nakamoto è il nome con il quale viene firmato il lavoro scientifico che stabilisce le basi teoriche del bitcoin, così che non è chiaro se si tratti di uno pseudonimo o meno.

Satoshi Nakamoto Bitcoin

Satoshi Nakamoto Bitcoin

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Satoshi Nakamoto, che era impegnato nel suo ruolo di sviluppatore del Bitcoin, ha continuato le sue discussioni su siti internet di specialisti interessati nello sviluppo del sistema.

Tuttavia, la “corrispondenza” tra Satoshi ed il suo team si è indebolito nella primavera del 2011, quando Satoshi annunciò la sua personale uscita, in quanto affermò ad uno sviluppatore che decise di abbandonare lo sviluppo “a causa dell’impegno in task più importanti”.

Da allora, nessuno parlò più di Nakamoto, scomparve nello stesso modo in cui apparì per la prima volta. Il controllo totale del dominio Bitcoin.org fu gestito dai suoi colleghi, come Gevin Anderson, uno degli sviluppatori principali del Bitcoin.

Chi è Satoshi Nakamoto?

Satoshi Nakamoto Bitcoin Chi è, Paper, Patrimonio, Craig Steven Wright

Satoshi Nakamoto Bitcoin Chi è, Paper, Patrimonio, Craig Steven Wright

È ben chiaro tra gli esperti di Bitcoin e di criptovalute che Satoshi Nakamoto non esiste, ma che è in realtà uno pseudonimo che è stato scelto da un certo gruppo di persone o da una certa persona che agisce nell’ombra.

Il nome di Satoshi Nakamoto è diventata praticamente una sorta di leggenda e mistero. È chiaro che il nome scelto ha origini giapponese, ed è curioso che proprio il giappone sia considerato uno dei paesi più liberali nei confronti del Bitcoin, e abbia decretato nel 2017 il Bitcoin come una valuta vera e propria, regolamentandola in tutto il paese.

Craig Steven Wright Satoshi Nakamoto

Craig Steven Wright Satoshi Nakamoto

Craig Steven Wright Satoshi Nakamoto

Nel 2015-2016 ci fu una vera e propria caccia alle streghe da parte dei blog Wired e Gizmodo, i quali affermarono che il vero Satoshi Nakamoto sarebbe stato Craig Steven Wright, un imprenditore, professore di informatica e consulente di sicurezza informatica australiano.

Subito dopo l’accusa da parte dei due blog online, vennero effettuate perquisizioni direttamente nella casa e nell’ufficio di Wright da parte della polizia federale australiana, perquisizioni che non furono collegate alla Vicenza.

Nel maggio del 2016, Craig Steven Wright dichiarò di essere il vero Satoshi Nakamoto alla BBC, The Economist e GQ. Per dimostrare le sue affermazioni, decise di firmare il suo messaggio con la chiave di crittografia privata associata alla prima transazione del Bitcoin.

Tuttavia, lo sviluppatore bitcoin Peter Todd affermò che il post sul blog di Wright, che sembrava contenere una prova crittografica, in realtà non conteneva nulla del genere. Il progetto Bitcoin Core ha rilasciato una dichiarazione su Twitter dicendo “Al momento non esiste alcuna prova crittografica disponibile pubblicamente che qualcuno in particolare sia il creatore di Bitcoin.” Lo sviluppatore di Bitcoin, Jeff Garzik, ha concordato che le prove fornite da Wright non provano nulla, e il ricercatore di sicurezza Dan Kaminsky ha concluso che l’affermazione di Wright è stata “disinformazione intenzionale”.

È quindi chiaro che Wright non è sicuro che sia l’inventore del Bitcoin e la persona che si cela dietro l’alias Satoshi Nakamoto. Nel 2016 inoltre, London Review of Books pubblicò un articolo dove affermava che l’azienda canadese nTrust era coinvolta nelle affermazioni di David Wright.

Nick Szabo Satoshi Nakamoto

Nick Szabo Satoshi Nakamoto

Nick Szabo Satoshi Nakamoto

Nel dicembre 2013, un blogger di nome Skye Gray collegò Nick Szabo al whitepaper bitcoin usando un’analisi stilometrica.

Szabo è un appassionato di criptovalute decentralizzate e ha pubblicato un articolo su “bit gold”, che è considerato un precursore del bitcoin. È noto per essersi interessato all’uso di pseudonimi negli anni ’90.

La ricerca dettagliata dell’autore finanziario Dominic Frisby fornisce molte prove circostanziali ma, come lui stesso ammette, non esiste nessuna prova che Satoshi sia Szabo.

Parlando al The Keiser Report ha affermato: “Ho concluso che c’è una sola persona al mondo che ha una cultura incredibile ma anche una vasta conoscenza, ed è questo tizio …”. Ma Szabo negò di essere Satoshi. In una email del luglio 2014 a Frisby, ha affermato: ‘Grazie per avermelo fatto sapere. Ho paura che tu abbia sbagliato nello scambiarmi con Satoshi, ma ci sono abituato ‘. Nathaniel Popper ha scritto sul New York Times che “le prove più convincenti hanno fatto riferimento a un solitario americano di origine ungherese con il nome Nick Szabo.”

Altri possibili Satoshi Nakamoto

In un articolo del 2011 sul New Yorker, Joshua Davis ha affermato di aver ristretto l’identità di Nakamoto ad un numero di possibili individui, tra cui il sociologo economico finlandese Dr. Vili Lehdonvirta e lo studente irlandese Michael Clear, uno studente laureato in crittografia presso Trinity College Dublin. Sia Clear che Lehdonvirta, negarono di essere Nakamoto.

Satoshi Nakamoto Paper

Satoshi Nakamoto Paper

Nell’ottobre 2011, scrivendo per Fast Company, il giornalista investigativo Adam Penenberg ha citato alcune prove circostanziali che suggerivano che Neal King, Vladimir Oksman e Charles Bry potessero essere Nakamoto. I due depositarono congiuntamente una domanda di brevetto che conteneva la frase “computazionalmente impraticabile da invertire” nel 2008, che è stata anche utilizzata nel white paper bitcoin di Nakamoto. Il nome di dominio bitcoin.org è stato registrato tre giorni dopo la presentazione del brevetto. Tutti e tre gli uomini hanno negato di essere Nakamoto quando furono contattati da Penenberg.

Nel maggio 2013, Ted Nelson ipotizzò che Nakamoto sia un matematico giapponese, Shinichi Mochizuki. In seguito, un articolo apparve sul quotidiano The Age che affermava che Mochizuki negava queste speculazioni, ma senza attribuire una fonte per la negazione.

Gavin andresen

Un articolo del 2013, Vice ha elencato Gavin Andresen, Jed McCaleb, e un’agenzia governativa come possibili candidati per essere Nakamoto. Dustin D. Trammell, un ricercatore di sicurezza con base in Texas, fu ipotizzato come il possibile Nakamoto, anche se ha poi negato pubblicamente.

Nel 2013, due matematici israeliani, Dorit Ron e Adi Shamir, hanno pubblicato un articolo in cui si sosteneva un legame tra Nakamoto e Ross William Ulbricht. I due basavano il loro sospetto su un’analisi della rete di transazioni bitcoin, successivamente ritirarono la loro richiesta.

Alcuni considerano che Nakamoto possa essere un team di persone; Dan Kaminsky, un esperto di sicurezza che ha studiato per mesi il codice bitcoin, ha affermato che Nakamoto potrebbe essere un “gruppo di persone” o un “genio“; Laszlo Hanyecz, un ex sviluppatore di bitcoin core che aveva scambiato email con Nakamoto, aveva la sensazione che il codice fosse troppo ben progettato per essere stato scritto da una sola persona.

Satoshi nakamoto patrimonio

Bitcoin Blocco Genesi

Bitcoin Blocco Genesi

Satoshi Nakamoto è stata la prima persona a “minare” il Bitcoin su larga scala. Si pensa che abbia minato ben un milione di Bitcoin (circa il 7.5% dell’offerta totale di Bitcoin), che al prezzo attuale di 8200 dollari/BTC varrebbero 8.2 miliardi di dollari.

Satoshi Nakamoto Wallet Transazioni

Satoshi Nakamoto Wallet Transazioni

Satoshi Nakamoto ha quindi in mano una larga fetta dei Bitcoin attualmente circolanti, e sembra che questi fondi non siano stati ancora spesi.

C0ncentrare il controllo di un mercato in pochi individui non è generalmente positivo per l’integrità, correttezza o trasparenza.

Satoshi Nakamoto Transazioni Bitcoin

Satoshi Nakamoto Transazioni Bitcoin

Un esempio calzante potrebbe essere il Silver Thursday. In quell’evento del 1980, due fratelli miliardari tentarono di manipolare il mercato dell’argento, facendo salire i prezzi per poi farlo crollare; successivamente il governo degli Stati Uniti intervenne per regolamentare la situazione.

Con una partecipazione così grande in Bitcoin, Satoshi potrebbe esercitare pressioni simili sul mercato dei bitcoin? Anni fa, quando 26.000 bitcoin vennero venduti su BitStamp il 6 ottobre del 2014, ci fu un ribasso del Bitcoin pari al 10%. Gli effetti di un vendita di proporzioni così gigantesche potrebbe avere un contraccolpo ancora più grave di truffe Bitcoin come Mt. Gox.

Cosa potrebbe succedere se una quantità molto più grande di monete (come quelle possedute da Satoshi) venisse scaricata sul mercato in una volta?

Se Satoshi dovesse vendere un milione di bitcoin, non è solo l’effetto sul prezzo l’aspetto di cui dovremo preoccuparci, ma quella che viene chiamata ‘fiducia nel mercato’. Dopo tutto, se il creatore perde la propria fiducia in bitcoin, allora in quanti di noi potranno ancora credere in questo mercato? Le società che lavorano nell’industria del Bitcoin diventerebbero insolventi, ed il mercato impiegherebbe molto tempo per riprendersi.

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Al momento della scrittura di questa guida, il Bitcoin si trova ai massimi storici e sta registrando un anno senza precedenti. Potrebbe sembrare rischioso acquistare il Bitcoin in questo momento storico, a causa del rally forsennato che questa criptovaluta non sembra voler abbandonare. Tuttavia, con piattaforme come Plus500, Markets ed eToro, è possibile investire in bitcoin con sicurezza al rialzo oppure al ribasso.

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