Scandalo Telecom: Fossati prova a salvare l’azienda

marco fossati telecomIl destino di Telecom sembrava ormai scritto: venduta (regalata?) agli spagnoli di Telefonica, sarebbe stata velocemente smentellata. I lavoratori, in eccesso e poco produttivi, sarebbero stati convinti a spese della collettività a lasciare l’azienda, la rete sarebbe stata venduta a prezzi folli alla Cassa Depositi e Prestiti, TIM messa all’asta al miglior offerente e soprattutto le attività in Sud America sarebbero state depotenziate. Poi Telefonica sarebbe uscita con il ricco bottino e soprattutto dopo aver distrutto completamente il più pericoloso concorrente ai suoi affare in Sud America, Brasile e Argentina in testa.

Uno scenario da incubo per l’Italia, che avrebbe visto una delle sue ultimissime grandi aziende ridotta ad un cumulo di macerie, privata dei pezzi pregiati e con lo Stato costretto ancora una volta a farsi carico delle perdite. Ebbene, forse le cose almeno questa volta non adranno così.

Da una parte c’è il tentativo, patetico a dire la verità, di aggiornare la legge sull’OPA in modo da renderla obbligatoria anche quando non si raggiunge la soglia del 30%. E questo è sacrosanto quando si ha il controllo di una società. Peccato che siamo in Italia dove da sempre le azioni si pesano e non si contano.

E dall’altra c’è il tentativo da parte di Marco Fossati, azionista con il 5%, di far saltare il consiglio di amministrazione connivente con Telefonica e di provare, forse con l’appoggio dei fondi, a salvare Telecom. E’ difficile che il tentativo riesca nel Paese di Pulcinella ma almeno è lodevole che qualcuno ci abbia per lo meno provato.

In fondo Telecom ha in pancia aziende sane, che possono generare utili come TIM e soprattutto come TIM Brasil che è leader in un paese in fortissima crescita. Telefonica vuole solo distruggere un concorrente per aumentare i suoi profitti.

La grande abbuffata, il grande banchetto dei resti di quello che fu un grande Paese nel frattempo continua.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *