Scenario “Orso” per l’oro per tutto il 2015. Parte 2.

Nel precedente articolo (scenario Oro per l’oro per tutto il 2015. Parte 1) ci siamo soffermati sulle dinamiche che incidono su un possibile scenario “bearish” di breve, seppure non di brevissimo termine. Abbiamo detto come non sia vero che l’oro non debba essere considerato più un bene rifugio e che come parlare di trading non sia lo stesso che parlare di investimento.


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Il valore non è la finanza, la finanza detta le premesse per crearlo e distruggerlo, null’altro, e tutto secondo ottiche di “partecipazione” alle regole del gioco sempre nuove (un esempio calzante lo abbiamo con le opzioni binarie con cui si è posto le premesse per nuove regole del gioco, senza che ciò influenzi il mercato). Una cosa che non si è capita: non sempre le quotazioni che troviamo nel mercato delle opzioni binarie sono quotazioni real time dei prezzi “assoluti” ma i livelli di scadenza prefissati dal broker potrebbero dover ponderare in modo diverso le quotazioni bid (il prezzo a cui nel forex vendiamo) e le quotazioni ask. Quindi, quando utilizzeremo grafici tratti da piattaforme di trading binario, i valori riflessi potrebbero essere di natura orientativa (seppure fedeli, in tutto e per tutto). Con le binarie, però, è possibile senza i rischi dell’effetto leva investire poco e perdere al massimo quel poco.

Fatte queste premesse, in questa parte ci chiediamo se “lo scenario bearish” valga anche per il medio/lungo termine, il che potrebbe estendersi anche oltre il 2015. Ma a noi interessa il 2015. Quindi, brevissimo termine è l’ottica intra-day, il breve termine è riferito ad alcuni giorni, il medio/lungo termine ad alcuni mesi. Una convenzione che mettiamo in chiaro.

Che cosa dovrebbe far salire le quotazioni dell’oro?

Non consideriamo più gli artifici monetari. Soffermiamoci, invece, sulle pressioni alla domanda di oro. Dobbiamo presumibilmente attenderci che si ripeta la forte pressione alla domanda di oro che sul finire del 2013 ha posto le premesse ad un rally dell’oro senza paragoni?

Vi ricordate della forte domanda da parte della Cina lo scorso anno? Si è parlato per lungo tempo del fatto che forse la banca centrale asiatica avesse, prima o poi dichiarato, l’aumento delle riserve monetarie per i movimenti di incetta di oro. E c’era un’assenza importante sul mercato dell’oro in quel momento: l’India. Ricordate che l’India aveva fissato le restrizioni sull’oro?

Bene, l’India molto probabilmente tornerà in scena perché è uno degli stati che beneficeranno delle quotazioni del greggio in calo (sappiamo che parlare dell’India, in questo periodo, ci crea un po’ di geloni per altri episodi controversi dal punto di vista diplomatico ma cerchiamo di concentrarci sull’ottica di trading, per quello che ci concerne in questo spazio). Quindi, sta decidendo di abolire le restrizioni alle importazioni dell’oro e tornare a ringalluzzire la domanda dell’oro, portando così le quotazioni nuovamente su livelli record.

Ma ciò potrebbe non bastare a risollevare le quotazioni dell’oro, come non bastò la Cina a controcompensare le grandi assenze sul mercato dell’import. Infatti, le quotazioni sul finire dello scorso anno hanno toccato nuovi minimi storici. Perché potrebbe essere insufficiente?

Non dimentichiamoci dell’altro protagonista “mascherato” (in questo dedalo di strategie geo-monetarie, la metamorfosi degli attori si contorna quasi di una tinta fanta-economica che è diventato il nuovo appetito dei traders provetti): la Russia. A quanto sembra, dovrà cercare di arginare la caduta del rublo attraverso una strategia-doppia (ultima chance della Russia) ed una tattica:

  • la tattica consiste nel lubrificare l’economia. Si è ancora dipendenti fortemente dal dollaro Usa e l’internazionalizzazione di un’altra valuta (ad es. renminbi) con l’instaurazione di nuove relazioni commerciali-chiave non certo può far voltare pagina in modo così immediato. Il “tamburo mediatico” che c’è stato sul presunto default della Russia non è totalmente campato in aria e non ha nulla a che vedere con l'”enfasi giornalistica” (come spesso si dice, quando l’economia diventa un tafferuglio di primo interesse)  ma ha delle verità. Il cambio Usd/Rub continuerà ancora ad avere una certa “ricettività”, fin quando la relazione con il resto del mondo continuerà in rapporti più o meno pacifici. Di certo, ci si chiede: “Quanto la Russia ha bisogno anche degli altri?”. E’ verosimile un disegno autarchico e la creazione di un’economia parallela? La Russia ha delle riserve imponenti di oro. E molto probabilmente le venderà, e ciò farà pressing al ribasso sull’oro
  • la strategia consiste nel completare il presunto disegno di restrizione del movimento dei capitali. Ci si chiede: ci sarà ostacolo alla libertà di commercio? No, non si pensa che sarà opportuno. Basta che il rublo non possa essere più oggetto di attacchi speculativi da parte delle banche centrali estere. Qualcosa la Russia si inventerà certamente, ritirando gradualmente il rublo dai mercati internazionali, contro valuta estera (molto probabilmente il nuovo renminbi).

Nel medio/lungo termine, quindi, vi sono più incognite sul metallo giallo e si pensa che il peso forza di questi fattori è da valutare nel corso dell’anno, a seconda delle evoluzioni che ci saranno nei retroscena economici e “politici”.

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