Scenario “orso” per l’oro per tutto il 2015. Parte 1.

Non ci saremmo mai aspettati anni fa tutto quello che è nel frattempo successo. E così, i classici “beni rifugio” (petrolio, oro fisico più che finanziario) hanno perduto il loro classico “appeal” se vogliamo così definirlo, in termini molto stringati. Cerchiamo di capire se dobbiamo mantenerci ribassisti per tutto il 2015, distinguendo possibilmente tra ottica a breve termine (trading intra-day) e di medio/lungo termine. In questa prima parte ci occuperemo dell’oro nell’ottica intra-day




Non dimentichiamo mai la valuta di conto

Le aspettative “bearish” sull’oro sono basate sul presupposto che il dollaro Usa sia il denominatore comune di tutto il mercato delle commodities. Da tale punto di vista, e solo da tale punto di vista, ci attendiamo un continuo calo delle quotazioni dell’oro. Perché?

  • la Fed rialzerà i tassi e, quindi, il costo del denaro. Quando ciò avverrà, lo sprint al dollaro Usa sarà nei termini di un tendenziale ri-apprezzamento della valuta, almeno nell’istanza immediata perché la prima conseguenza di tale mossa della Fed è l’aumento degli “attacchi speculativi” sul dollaro Usa. Non si sa quando la Yellen si deciderà, in tal proposito. Ormai, non sappiamo più se intendere la Fed come “falco” o “colomba” e si sta quasi pensando a considerarla come uno “struzzo”. La tendenza ad essere poco propensa a comunicare e dichiarare d’anticipo ciò che farà da parte della Fed, il lasciare intendere che prima o poi qualcosa si farà ma il terminare con dei punti di sospensione sull’argomento “tempo”… Pensiamo solo al balletto che abbiamo fatto, nel pensiero: “Tapering o non Tapering?”. Solo sul ciglio della fine dell’anno, in questo sordo-dramma shakesperiano la Fed si è decisa e ha dato avvio allo stop al Quantitative Easing. Ma noi eravamo lì pronti già un anno prima, nell’attesa di quando la Fed avrebbe “cacciato” gli artigli, per così dire. Ora l’attesa si fa di nuovo spasmodica: “Quando la Fed aumenterà i tassi?”. E ci risiamo.
  • l’Europa, il Giappone, la Cina ed anche la Russia vogliono drenare liquidità nell’economia, chi per un motivo chi per l’altro. Lo spettro dell’inflazione ci ha pressapoco abbandonato per reincarnarsi nella nuova deflazione, quella che sembra accomunarci tutti. Che cosa è la deflazione? E’ la stretta ai consumi, la non adeguatezza dei salari, in relazione all’indebitamento privato, a risollevare i consumi. L’erosione del risparmio e, quindi, un effetto calmierante sui prezzi perché la domanda è comunque troppo scarsa per assorbire l’offerta. Il mercato è saturo e con ciò tende a deflazionare i prezzi, livellati verso il basso (salvo posizioni dominanti). Quindi, politiche monetarie espansive su tutti i fronti. Ciò deprezza la valuta perché, per offrire valuta sul mercato, si vende valuta domestica contro valuta estera (la Russia non lo farà nei termini del dollaro e qui c’è molto disorientamento da parte degli analisti).

Ed ecco che il pair Valuta di conto base/ Dollaro Usd si apprezzerà rispetto al dollaro (ci vogliono meno dollari per acquistare un’unità di valuta di conto base) e deprezzerà rispetto alla valuta di conto.

L’oro costerà di più nei termini dell’Euro, dello yen e di altre valute principali. L’oro costerà di meno nei termini del dollaro. Ecco la dinamica real time dell’oro negli ultimi giorni, rispetto al dollaro Usa. Possiamo capire che l’ottica intra-day risente molto del nervosismo dei mercati, caratterizzandosi di rally di brevissima durata.

oro

Le quotazioni sono tendenzialmente livellate verso il basso (1,195 dollari all’oncia), rispetto ai massimi storici a cui siamo stati abituati.

Nell’ottica di breve termine non possiamo non tenere conto delle dinamiche monetarie cercando di sfruttare i frequenti “swing” delle quotazioni, in risposta ad un ri-apprezzamento, deprezzamento relativo del dollaro Usa. Perché le quotazioni nel brevissimo termine hanno avuto questo slancio? Dobbiamo essere “rialzisti”? No, solo consapevoli del fatto che la correlazione con il dollaro Usa è inversa. Se il dollaro Usa si apprezza, la corsa verso l’oro viene ostacolata, dal fatto che monetizzare in attività auree costa di più. Quindi, ciò diminuisce la domanda di oro e deprime le quotazioni. Osservate la dinamica dell’eurodollaro, o anche il cable. Cosa ha fatto il dollaro Usa, appena dopo l’annuncio del Pil al 5%, ben superiore alle attese? Si è apprezzato consistentemente e la volatilità dei cambi, rispetto al dollaro, si è assestata su nuovi minimi intra-day. Passato il vocifero sul Pil e su quanto l’America stia andando bene, cosa ha fatto il dollaro, a livello intra-day? Si è riportato su livelli medi di normalità. Ciò ha creato un certo rally finanziario anche per l’oro che nel trading ci fa presumibilmente optare tra ottica rialzista e ribassista, a seconda dei cambi.

Insomma, chi ha l’oro nelle “cassette di sicurezza” e di oro fisico dobbiamo parlare non è molto interessato a tali logiche di investimento e non necessariamente vuole monetizzare il proprio investimento, anche se sostiene dei costi. L’oro, di per sé, pur nel rispetto delle convenzioni d’uso che ne attestano la purezza e la valenza commerciale, avrà sempre un suo “valore” e sarà sempre un bene rifugio. E’ questo forse che non si è capito abbastanza: l’ottica finanziaria e del trading è in amalgama, senza senso, con l’ottica conservativa dell’investimento che è tutto un altro mondo. Quindi, sì bearish sull’oro ma ciò non vuol dire che non convenga investire in oro (investimento Vs trading) né che bisogna puntare al ribasso sulle quotazioni (breve termine Vs Medio/lungo termine).

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