Secondo l’Fmi, serviranno 20 anni per la ripresa

La ripresa economica, forse, non è proprio dietro l’angolo. Anzi, potrebbe passare un’intera generazione prima di riuscire a vedere la luce alla fine del tunnel della crisi che ha investito il nostro Paese e il mondo intero. Infatti, l’alto tasso di disoccupazione giovanile che si registra in Europa potrebbe danneggiare il potenziale del capitale umano e dar luogo a una ‘lost generation’, una generazione perduta, senza futuro e senza prospettive, senza la possibilità di farsi una vita come i propri genitori.

Questo sconfortante quadro economico si può leggere in un rapporto del Fondo monetario internazionale: “Nonostante i recenti miglioramenti, il tasso di disoccupazione rimane sopra l’11% nell’area euro e vicino al 25% in Grecia e Spagna. La quota di disoccupazione di lungo termine continua ad aumentare, accrescendo i rischi di un’erosione delle capacità”. E’ soprattutto la disoccupazione giovanile a preoccupare, dunque, e le cose non cambieranno tanto presto. Addirittura, per quanto riguarda l’Italia, il tasso di disoccupazione resterà alto nel medio termine e serviranno ben 20 anni per tornare ai livelli pre-crisi.

L’Fmi, invece, prevede un calo del tasso di disoccupazione in Spagna – sebbene sopra il 15%. Secondo le previsioni, se non ci sarà una forte ripresa della crescita, la Spagna impiegherà 10 anni per riprendersi, mentre Italia e Portogallo quasi 20 anni.

Il ministero dell’Economia fa sapere in una nota, però, che non è d’accordo. Secondo il ministero, infatti, la stima del Fondo monetario internazionale si basa su una metodologia che non tiene conto delle riforme strutturali che già sono state introdotte. Non si tiene conto infatti della riforma del mercato del lavoro e della riduzione della tassazione sul lavoro. Queste riforme, nel breve e nel medio termine, dovrebbero portare a una ripresa dell’occupazione.

L’Fmi comunque conferma che siamo in fase di ripresa, ma l’area euro “è vulnerabile a choc negativi” e restano i rischi di “stagnazione”. Il Pil cresce, certo, ma si potrebbe presto andare incontro a un prolungato periodo di bassa crescita e inflazione. I consigli che il Fondo dà all’Italia sono i seguenti: “Aumentare l’efficienza del settore pubblico e migliorare quella della giustizia civile“, ma anche “migliorare la flessibilità del mercato del lavoro e aumentare la concorrenza nei mercati dei prodotti e dei servizi”. Ma ancora non basta: la Pubblica Amministrazione va riformata al più presto.

Un altro consiglio che l’Fmi dà a tutta l’Eurozona è quello di aumentare la domanda interna, aumentare le produttività e rafforzare la governance economica. Più facile a dirsi che a farsi; in ultimo, vengono considerati i rischi di contagio dalla Grecia, che vanno in ogni modo evitati.

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