Smart Contracts: come Ethereum sta rivoluzionando il mondo

Smart Contracts come Ethereum sta rivoluzionando il mondo

Abbiamo parlato in passato spesso di Ethereum da un punto di vista del mero “prezzo”, che in questi mesi si è mosso in maniera decisa verso l’alto. Tuttavia non ci siamo mai soffermati veramente sulla tecnologica che sta alla base di tutto questo interesse da parte degli investitori. Del resto: “il prezzo è quello che paghi. Il valore è quello che ricevi”. Cerchiamo quindi di dare un senso a questo valore, rappresentato in gran parte dagli Smart Contracts.

Gli Smart Contracts, per farla semplice, sono dei contratti che vengono tradotti in un linguaggio di programmazione che vengono successivamente eseguiti applicando in modalità automatica tutte le condizioni del contratto. Il mondo degli smart contracts sta rendendo Ethereum una criptovaluta ancora più celebre dello stesso Bitcoin, madre di tutte le criptovalute. Vediamo quindi cosa sono e come funzionano nel dettaglio, con uno sguardo in particolare ad Ethereum,

Che cos’è uno Smart Contract

Che cosa sono quindi questi “Contratti Intelligenti”. Uno Smart Contract è un contratto, capace di essere eseguito e far rispettare tutte le proprie condizioni senza nessun intervento esterno. Questo significa che a differenza di un classico contratto tradizionale, uno Smart Contract non è un foglio di carta oppure digitalizzato, ma è invece un linguaggio di programmazione “intelligente” eseguibile in automatico da qualsiasi computer.

Come un qualsiasi altro contratto presente su carta, anche gli smart contracts possono far rispettare le proprie clausole senza il bisogno di un intervento da terze parti. Possono quindi essere previste sanzioni, obblighi o anche benefici all’interno del contratto, che possono essere a carico oppure a vantaggi delle parti contraenti in svariate circostanze.

Gli smart contract non sono dei contratti passivi, possono anche ricevere svariate informazioni come input, elaborandole in base a delle richieste ben definitive eseguendo quindi anche svariate azioni come output.

L’idea dei contratti smart pone le sue basi negli anni 70, quando fu introdotto per la prima volta la licenza per utilizzare il software tramite una predeterminata chiave. Questo meccanismo consentiva di abilitare oppure disabilitare il software, fungendo quindi da versione primitiva per il “contratto smart”.

Gli smart contracts tutt’oggi utilizzati sono i sistemi di Digital Rights Management, che del resto funzionano in maniera similare alle licenze, tenendo sotto controllo i contenuti digitali ottenuti in modo legale.

Nick Szabo, il celebre programmatore (ma laureato anche in Legge) inventò per la primissima volta il concetto di “Smart Contract”. Nick ebbe la brillante idea di fondere il mondo reale con quello digitale, interconnettendo gli oggetti fisici del mondo che conosciamo, con apparecchiature hardware e software in grado di eseguire Smart Contracts.

Per fare un esempio con una automobile, pagata in questo caso a rate, nel caso in cui le rate non venissero pagate per un certo periodo di tempo, lo smart contract potrebbe “auto-eseguirsi” entrando quindi in azione e disabilitando alcune delle funzionalità principali dell’automobile, come l’accensione.

In quegli anni tuttavia questa tecnologia non era ancora ben sviluppata a quindi non consentiva di applicare queste conoscenze a dei modelli reali.

Come è composto uno Smart Contract

Uno smart contract viene composto da tre parti fondamentali:

  1. Logica Contrattuale come fondamento del codice del programma;
  2. Gli eventi che attivano la logica contrattuale, gli input del programma;
  3. Un meccanismo che attivi gli effetti che sono previsti dalla logica, l’output del programma.

Un qualsiasi tipo di software, così come qualsiasi tipo di programma, quando viene eseguito all’interno di un computer, ha dei risultati ben determinati: questo significa quindi che ogni volta che si forniscono gli stessi input, anche gli output saranno gli stessi.

Nel linguaggio di programmazione infatti, il codice è legge, nel senso che viene eseguito e rispettato sempre, senza eccezioni.

Una volta che un contratto diventa quindi “smart” e i contraenti decidono di accettarne tutte le clausole, poi quel contratto verrà eseguito sempre e gli effetti non verranno più legati in base alle volontà dei contraenti. Deve quindi esistere un meccanismo che consenta che le varie parti possano avere la massima fiducia nello smart contract.

Per fiducia intendiamo, sempre utilizzando l’esempio precedente dell’auto, che si deve essere sicuri che la banca non abbia ricevuto il pagamento della rata, o che l’automobile sia stata realmente disattivata in caso di mancato pagamento.

Per essere sicuri di avere il 100% di fiducia tra le parti, questa viene garantita da un intermediario che media tra le due parti, venendo quindi premiato grazie ai suoi servizi.

Grazie all’informatica, sono nati svariati intermediari che consentono di garantire tutte le transazioni eseguite nel mondo digitale. Pensiamo per un attimo ad eBay: prima di questo sito non esista un luogo che garantisse la completa fiducia tra i partecipanti senza che le due parti dovessero entrare in contatto o scambiarsi dei messaggi.

Molti non sanno che eBay è in realtà uno smart contract, grazie al sistema di aste online. Le aste online sono quindi delle procedure automatiche che eseguono un vero e proprio contratto (con clausole) che gli utenti di eBay rispettano quando si registrano ad eBay oppure piazzano un’offerta.

Questi Smart Contract vengono eseguiti direttamente sulla piattaforma di eBay, così come su molti altri siti internet di aste online o e-commerce.

Facendo invece un esempio con la finanza, uno Swap legato al prezzo di un indice borsistico, possiede all’interno di esso svariate clausole di esecuzione automatizzata: in base al valore dell’indice (input) è possibile far avviare delle clausole. Successivamente arriva l’output, che indica chi deve essere pagato e chi deve pagare, in collaterale oppure in moneta. Spesso questo scambio di collaterale o di moneta è automatico, rendendo quindi anche lo swap uno smart contract a tutti gli effetti.

La Block Chain

Gli smart contract vengono eseguiti all’interno della Block Chain, un libro mastro che viene replicato in successione all’interno di una serie di nodi, dove sono contenute le informazioni di proprietà di uno o più asset. La Block Chain è inviolabile e immodificabile grazie a tecnologie crittografiche, dove ogni modifica deve essere accettata dalla maggiorana dei modi della rete.

Una Block Chain può anche fingere da esecutore del codice, come funziona proprio per il Bitcoin, dove vengono trasferiti da un utente all’altro le transazioni. Per fare un esempio:l’input è il messaggio dell’utente A che invia un pagamento a B, l’output è il messaggio che riceve l’utente B a cui era indirizzato il pagamento da parte dell’utente A.

Le tecnologie blockchain sono stato il vero successo dietro all’aumento di prezzo del Bitcoin. Questa rivoluzione ha consentito la diffusione e la proliferazione di tecnologie basate sul blockchain, fino a quando un gruppo di programmatori e sistemisti capitanati da un certo Vitalik Buterin hanno iniziato a lavorare su Ethereum.

Ethereum e gli smart contracts

Ethereum è una piattaforma che si basa sulla blockchain di Bitcoin ma con una criptovaluta propria, che consente di mandare in esecuzioni piccoli programmi, una vera e propria piattaforma di smart contracts.

Ethereum quindi può virtualmente essere utilizzato per qualsiasi finalità, attraverso una serie a dir poco infinita di linguaggi di programmazione tra cui:

  • Serpent (molto simile a Python)
  • Solidity (simile a Javascript)
  • LLL

Si tratta di linguaggi di programmazione “Turing Complete” che possono utilizzati per codificare qualsiasi tipologia di funzione.

In Ethereum gli smart contracts devono essere pensati come dei programmi con all’interno. Questo database può essere modificato soltanto dal programma che controlla lo stesso. I dati ed il codice sono quindi “protetti” e non possono essere modificati dall’esterno.

Gli smart contracts, per evitare il caso in cui un contratto non finisca mai la sua esecuzione, hanno dei dei costi di transazione (gli Ether, ossia il carburante) che vengono pagati al miner che la conferma in un blocco.

Ogni transazione che avviene attraverso Ethereum informa quanti Ether il mittente del messaggio può spendere. Il contratto, una volta che è stato avviato, consuma la somma di ether a disposizione. Se il contratto viene completato correttamente, la somma viene restituita al mittente. Se invece la somma si esaurisce prima di completarsi il programma si ferma e le modifiche al database vengono annullate e la somma in Ether non viene restituita. Questo significa che una transazione può utilizzare la rete Ethereum per un tempo finito, rendendo quindi la rete Ethereum sempre molto affidabile e veloci.

Questo consente di bloccare i programmi fuori controllo, eliminando il problema di nodi diversi che interpretano in maniera diversa i risultati delle transazioni.

Ethereum è quindi un ecosistema altamente affidabile e oltre al prezzo, che è innegabilmente molto allettante per gli investitori, sempre più startup stanno entrando nel mondo dei contratti smart e di Ethereum, rendendo questo ecosistema sempre più ambito dagli investitori.

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