Sofferenze Bancarie: “Ancora più soldi nel Fondo Atlante”

Tutti parlano del Fondo Atlante, ma in realtà sono poche le testate giornalistiche ad averlo spiegato per bene. Atlante, si chiama Atlante perché deriva dal personaggio della mitologia greca, figlio di Giapeto e Cilene. Secondo Esiodo, Zeus lo costrinse a portare sulle sue spalle l’intera volta celeste. E proprio come secondo la leggenda, in Italia il popolo è costretto a portare sulle spalle le banche, che non sono profittevoli sul lungo termine, a causa dei vari magheggi fatti durante gli anni (vedi il caso BPVi, il più scandaloso nella storia italiana dopo il Monte dei Paschi di Siena). La punizione gli fu data per essersi alleato con il padre di Zeus, Crono, che portò la rivolta contro gli dèi dell’Olimpo.

Ma tornando a parlare di Economia, a cosa serve veramente il fondo Atlante? Sicuramente ne parleremo in un’altra guida specifica sul fondo Atlante, ma per adesso vi possiamo dire, in parole povere, che serve a sostenere le banche italiane in tutte quelle operazioni di aumenti di capitale, favorendo la gestione dei crediti in sofferenza del settore.

Ecco come funziona e i suoi promotori e finanziatori principali, un’immagine vale più di mille parole:

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L’ultima notizia di questi giorni, è che la quota riservata al Fondo Atlante per le sofferenze bancarie, potrebbe salire. Giuseppe Guazzetti dell’Acri, ha infatti affermato durante la presentazione del fondo di contrasto alla povertà, confermando il Fondo Atlante sarà ancora più grosso e solido, ma che necessiterà di molti più fondi, ecco cosa ha affermato:

Intanto vediamo come finisce la vicenda Veneto Banca, se come dicono in molti ci dovessero essere risposte di mercato, rimarrebbero solo la vicenda vicentina e le sofferenze. Il 30% del fondo è destinato alle sofferenze ma se dovessero succedere cose positive questa quota potrebbe aumentare.

I prestiti da parte delle Banche in Italia nel mese di Aprile, sono in aumento, complessivamente, dello 0.4% anno su anno, per quanto concerne invece i finanziamenti alle imprese e allo famiglie, siamo in calo dello 0.3%, in miglioramento rispetto al -0.4% del mese precedente. Soltanto il mese scorso, le banche hanno fornito la bellezza di più di 1820,3 miliardi di euro, rispetto ai 1819 miliardi di euro del mese di marzo.

Tuttavia, il “Decreto Banche” ha dei criteri sfalsati, che sfavoriscono i risparmiatori, creando paradossi, come quello dei ristori milionari a chi non ha un reddito Irpef, e mancati rimborsi per un reddito di soli 1000 euro superiori alla soglia.

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