Sorgenia: il grande furto di cui nessuno parla

Sorgenia è un’azienda che negli ultimi 10 anni ha costruito centrali a gas in maniera impressionante. Ha fatto immensi investimenti, sostenuta in questo dalle banche e non da capitale proprio, come avviene per i grandi gruppi industriali italiani. Mentre le piccole e medie imprese devono infatti vedersi rifiutare la maggior parte delle richieste di prestiti, i grandi gruppi come Sorgenia vengono finanziati a piene mani, anche se il loro modello di business non è robusto.
Il caso di Sorgenia è emblematico: investire nel gas nel momento in cui si prevedeva il boom delle energie alternative non è certo una scelta intelliente. E infatti oggi come oggi gli impianti Sorgenia stanno fermi per la maggior parte del tempo visto che la produzione di energia elettrica è soddisfatta proprio dagli impianti che producono energia verde.

de benedetti pd

De Benedetti, proprietario del 51% di Sorgenia, ha la tessera n. 1 del PD

Dal punto di vista imprenditoriale Sorgenia è un progetto disperato, non può reggere. Se il mercato funzionasse davvero, Sorgenia dovrebbe portare i libri in tribunale visto che non può pagare i suoi debiti, le sue centrali messe all’asta giudiziaria e affidata a soggetti in grado di farle rendere o magari di riconvertirle. E’ vero che in questo modo i creditori non sarebbero soddisfatti completamente ma è giusto che chi ha dato i soldi per un progetto folle e demenziale ne paghi le conseguenze.
Invece siamo in Italia e chi sbaglia non paga mai, se appartiene al partito giusto. Ed ecco quindi che Sorgenia non fallirà, anzi. Le banche hanno deciso di trasformare i loro crediti in azioni (se si fosse trattato di un piccolo imprenditore sarebbero passati direttamente a prendersi la casa, altro che trasformare i crediti in azioni). L’ingegner De Benedetti, azionista di maggioranza dell’azienda con il 51%, si è addirittura rifiutato di mettere troppi soldi: le banche avevano richiesto almeno 150 milioni di euro ma l’Ingegnere (che molti hanno ribattezzato De Maledetti per il suo ruolo funesto sull’economia nazionale) ha deciso di concedere, bontà sua, solo 100 milioni di euro.
E il resto delle perdite da chi saranno coperte? Il socio di minoranza si è tirato da parte, e anzi ha svalutato a 0 la partecipazione. Dopo tutto in Austria sono persone serie e quando un’azienda vale zero lo scrivono nei bilanci e soprattutto non gettano soldi in un’azienda che è completamente decotta.
E allora gli altri soldi chi li mette? Li mettiamo noi, ovviamente.
De Benedetti, che non a caso ha la tessera numero uno del partito democratico, una tessera che ha un peso determinante nelle scelte del Governo. Perché Sorgenia sarà pagata dallo Stato semplicemente perché ha questa capacità di produzione, a prescindere dalla reale necessità per il Paese di questa energia.

monte dei paschi di siena

L’ex segretario PD Bersani si abbraccia fraternamente con l’ex capo di Monte dei Paschi di Siena, l’avvocato calabrese Mussari

Il ruolo di Monte dei Paschi di Siena
Se poi andiamo a scavare, oltre a questa anomalia, scopriamo anche che una parte consistente del mostruoso indebitamento di Sorgenia fa capo a Monde dei Paschi di Siena. Sì, proprio la banca che i cittadini italiani hanno dovuto salvare con i Monti Bond (leggasi IMU sulla prima casa) ha ben 600 milioni di euro prestati a questa azienda virtualmente fallita. E non solo, proprio una banca che gli italiani hanno salvato con i loro soldi si appresta a trasformare il prestito in una partecipazione azionaria. E ricordiamo ancora una volta che i soci austriaci hanno messo a bilancio il fatto che il 49% di Sorgenia vale 0. Niente. Quindi, Monte dei Paschi di Siena si appresta a trasformare 600 milioni di euro in una percentuale, più o meno elevata, di 0. Molto interessante come affare.

La libertà di informazione in Italia
Ma perché i media italiani non ne parlano? Molto semplicemente perché De Benedetti (o de Maledetti che dir si voglia) è anche il proprietario del Gruppo Editoriale L’Espresso e controlla quindi il quotidiano La Repubblica, organo ufficiale di tutte le proteste e le indignazioni dei moralmente superiori.

Gli italiani pagano sempre, questa volta non hanno nemmeno nessuno che li informi che con le loro bollette elettriche (le più salate d’Europa)
finanziano un finanziere che fa disastri da sempre e ha deciso, bontà sua, di spostare la residenza fiscale in Svizzera.

7 Responses to Sorgenia: il grande furto di cui nessuno parla

  1. Federica ha detto:

    Se al posto di De Benedetti ci fosse stato Berlusconi tutti a urlare al conflitto di interesse, ci sarebbe stata la rivoluzione. Ma De Benedetti è più furbo di Berlusconi, lui non si espone, si gode la vita senza i problemi della politica e manda avanti i suoi.

  2. Conte Zio ha detto:

    De Benedetti si gode la pace svizzera, dove tutto funziona e non si pagano tasse. Peccato che per gli italiani, popolo bue, voglia la patrimoniale.

  3. Francesco C. ha detto:

    quest’uomo ha fatto tanto per l’italia senza de benedetti saremmo tutti servi di berlusconi che invece è stato mandato a casa e presto lo sbattono pure in galere. Che adesso abbia il suo tornaconto lo trovo sacrosanto, scusate se è poco!

    • piero ha detto:

      no dimmi che non è vero…. non puoi essere così coglione ti prego…

      • Francesco C. ha detto:

        Che sei Piero berlusconiano? O sei seguace di qualche bocconiana? vatti a fare un giro che è meglio. Per me De Benedetti resta un eroe. E ve lo ha messo nel culo a tutti.

  4. john balzarini ha detto:

    PD,Magistratura Democratica , lobby finanziarie catto-comuniste e boiardi di stato tutti uniti x salvare il ” culo ” a De Benedetti!!!

  5. Marco Bonomi ha detto:

    De Benedetti purtroppo è un personaggio all’italiana, adesso controlla Repubblica, Stampa, Espresso e utilizza questo peso mediatico immenso per favorire le sue aziende, ricattando i politici di turno. Semplificando, può dire o Monte dei Paschi (che è controllata dalla politica) mi riempie di denaro a fondo perduto oppure parte una campagna contro Renzie. E’ triste, molto triste ma è così. Berlusconi è stato solo un alibi, alla fine tra Berlusconi e Renzie (ma anche Letta, Bersani o Di Maio) sono minime. Tutti puntano a gonfiare la spesa pubblica in modo indiscriminato per comprare consenso politico a spese delle classe produttrice, cioè dei liberi professionisti e piccoli imprenditori.

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