Sotto il segno dell’incertezza

Tutti aspettavano la pubblicazioni dei verbali del direttivo FED per capire che direzione avrebbe preso il mercato, sia azionario che forex, ma chi si aspettava risposte è rimasto deluso. I mercati rimangono incerti perché il board della FED è diviso, lacerato tra le spinte politiche che vogliono le politiche monetarie non convenzionali continuate all’infinito incuranti dei rischi e quelle dei membri meno politicizzati che vorrebbero fare le cose per bene ed evitare agli USA e al mondo qualche decennio di inflazione a doppia cifra.
E visto che la FED non ha detto ancora la sua opinione, i mercati sono incerti, sul forex il cambio euro dollaro galleggia a 1,33 (e dovrebbe stare a 1,20 in questo momento).
Ci sono già i primi fatti certi, però: ad esempio i paesi emergenti stanno iniziando a subire una fuga di capitali molto sostenuta.
I grandi capitali sanno bene che prima o poi la FED prenderà la sua decisione e vogliono farsi trovare nel posto giusto al momento giusto, cioè negli USA e denominati in dollari.
Perché nel momento in cui la FED comincerà a stoppare le sue politiche di riacquisto obbligazionario, i rendimenti USA saliranno di colpo.
E i capitali che adesso sono andati alla ricerca di rendimenti elevati nei paesi emergenti, potranno finalmente tornare a casa. Che senso avrebbe continuare a rischiare se si possono ottenere rendimenti certi?
Ecco quindi che i paesi emergenti subiranno una crisi paragonabile a quella del 1997.
Insomma, non sappiamo ancora come si muoverà il forex, ma se avete fondi che investono in paesi emergenti iniziate a smobilitarli.

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