Spagna: uno sguardo dal vivo alla crisi

Questo articolo sarà diverso dal solito, non approfondiremo tematiche generali, nè analizzeremo dati macroenomici. Voglio semplicemente fare delle riflessioni concrete, scaturite da quanto osservato questa mattina. Parleremo quindi della vita della gente in Spagna e di come questa crisi stia colpendo pesantemente la popolazione. Premetto che vivo in Spagna per 10 o 15 giorni al mese e quindi conosco molto bene la situazione e ho anche modo di parlare con imprenditori e professionisti. Ma quello che oggi mi spinge a scrivere questo articolo non è quello che ascolto da queste persone, ma una scena purtroppo sempre più comune a cui mi trovo ad assistere: gente che cerca nei cassonetti dell’immondizia resti di cibo, scaduto o avariato, perché non ha nulla altro da mangiare.

Il segno più profondo della crisi che sta vivendo la Spagna è propio la scena, che si ripete con impressionante regolarità, di persone che cercano del cibo dei cassonnetti dell’immondizia. E ormai non si tratta solo di immigranti o di disadattati: anche la gente comune è costretta a ricorrere a questo tragico espediente per riuscire semplicemente a sopravvivere.

crisi spagna

Molte persone sono costrette a cercare tra i rifiuti resti di cibo o altri beni

Questo è un fatto molto duro, che ognuno può vedere con i suoi occhi: poi certo se si parla con gli imprenditori immobiliari spagnoli si scopre che ormai un appartamento di lusso, se si hanno le amicizie giuste, lo si può comprare ad un’asta bancaria per poco meno di 20.000 euro.

Insomma, la crisi che sta colpendo il paese è davvero dura e il governo Rajoy sta facendo tutto il possibile per cercare di risollevare la situazione, ma le condizioni del bilancio statale, ereditate da Zapatero, sono quelle che sono.

Non avendo liquidità da iniettare nel sistema paese, il governo sta cercando almeno di proteggere i più deboli con provvedimenti contro gli sfratti di coloro che non riescono a pagare il mutuo. Inoltre per cercare di arrestare la terrificante emoroggia del mercato immobiliare, il governo ha anche varato un interessante provvedimento atto ad attirare gli investimenti streanieri: chi acquista una casa del valore di almeno 160.000 euro riceve automaticamente un permesso di soggiorno.

Un provvedimento in grado di attirare soprattutto gli investitori russi e cinesi, in questo momento pieni di liquidità ma che spesso non investono proprio per le difficoltà di accesso al paese.

Proprio questo provvedimento ha scatenato la rabbiosa reazione socialista, una reazione che proprio non si capisce visto che quando i socialisti erano al governo implementarono una politica di porte aperte totali che portò il paese a riempirsi di stranieri.

La legge viene etichettata come classista ma la vera ragione di una opposizione così violente sta nella mancanza di argomenti dei socialisti. Visto che il paese è stato precipitato in una crisi così violenta dal socialista Zapatero, che ammise le sue colpe gravissime e non si ricandidò nemmeno,  si cerca di contestare il modo in cui il governo reagisce alla crisi.

Se la Spagna vuole tornare un grande paese deve, per prima cosa, ritrovare la coesione interna. Questo significa che i socialisti devono abbandonare la loro sterile opposizione a tutto campo e devono cercare di assumere uno spirito bipartisan. Da parte sua il governo di Rajoy dovrebbe cercare di accontentare le istanze più che legittime, come quelle della Catalunya, per una maggiore autonomia politica e fiscale: insomma, le imposte pagate in Catalunya non devono servire a finanziare spesa pubblica parassitaria in altre regioni della Spagna ma devono, appunto, rimanere in Catalunya.

catalani

I catalani sono stanchi di pagare per tutti e rajoy dovrebbe garantire loro più autonomia fiscale

Il governo Rajoy ha fatto molto per salvare la Spagna ma si trova a non avere il denaro per finanziare lo sviluppo, anche perché deve affrontare i costi del servizio del debito pubblico, molto alti per la sfiducia dei mercati nei confronti della Spagna.

Non sappiamo se ce la farà, ma glielo auguriamo di cuore: soprattutto ci auguriamo che la Spagna torni un grande Paese come merita di essere, il paese che ha portato la civiltà e il progresso in tanti luoghi, anche remoti, del mondo intero.

Claudio Appio

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