Sta per nascere il diavolo del Sol levante: Berlusconi pronto a vendere il Milan a una cordata cinese

Milan Cinese

Dopo l’illusione thailandese di Mr Bee, il Milan sembra destinato a tingere il suo futuro del rosso della Repubblica cinese. Si fanno sempre più fitte e indiscrezioni che vorrebbero la società di Via Aldo Rossi vicina al passaggio ad un’importante cordata cinese.

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Sebbene non si conoscano ancora i nomi degl’imprenditori che formano questa cordata, indiscrezioni di stampa hanno identificato due possibili nomi, alternativi uno all’altro, che potrebbero guidare l’operazioni. E sono nomi di primissimo livello.

JACK MA E IL GRUPPO ALIBABA – La prima pista è quella che porta a Jack Ma, fondatore del gigante dell’e-commerce cinese, uno degli uomini più ricchi del mondo. La passione per il calcio dell’imprenditore 52enne è nota e testimoniata anche dall’acquisto del Guangzhou Evergrande Taobao, il club più importante della Chinese Super League. Una passione che Jack Ma coniuga all’italiano, ne sono prova la scelta di affidare prima a Lippi e poi, per una breve parentesi, a Fabio Cannavaro la gita della propria squadra in cui hanno militato anche ex nazionali azzurri come Gilardino e Diamanti.

È proprio con l’allenatore toscano che il Guangzhou ha ottenuto i maggiori successi della propria storia: tre titoli cinesi consecutivi (dal 2012 al 2014), una Coppa della Cina (2012) e la storica affermazione nella Champions League asiatica (2013). Se l’acquisto da parte della cordata di Jack Ma dovesse concludersi, a Marcello Lippi sarà affidato il ruolo di direttore tecnico.

Se Lippi ha portato il Guangzhou fuori dai confini cinesi, ora Jack Ma vuole che il tecnico toscano lo accompagni fino in Italia, a Milano esattamente. È ormai pacifico che grossi investitori stranieri stanno guardando all’Italia per ampliare la propria presenza nel calcio del vecchio continente e il Milan è di cero il marchio più conosciuto e spendibile a livello mondiale; elementi che non sono sfuggiti all’ex professore d’inglese che è diventato miliardario intuendo l’enormi potenzialità del mercato cinese.

La Hutchison Whampoa La seconda pista porta a un gruppo che ha fondato la propria fortuna su settori più “tradizionali”: la Hutchison Whampoa di Li Ka Shing, 87 anni, l’uomo più ricco di Honk Kong e il ventesimo al mondo.
Il gruppo guidato dall’ottuagenario imprenditore opera nei settori più disparati dai porti al commercio via mare, passando per gli hotel, l’energia, le infrastrutture, il settore finanziario, quello immobiliare, fino alle telecomunicazioni. In Italia, infatti, possiede la “3” e negli ultimi mesi sta lavorando alla fusione con Wind.
Nonostante la vastità dei settori in cui è impiegato il gruppo, per la Hutchison Whampoa sarebbe il primo investimento diretto in una società calcistica.

ROBIN LI A queste due piste, nelle ultime ore, si è aggiunta una terza che come profilo assomiglia a quella di Jack Ma e porta dritto a Robin Li, che Forbes cita come il sesto uomo più potente della Cina, proprietario del motore di ricerca Baidu e presidente del colosso fotovoltaico Hanergy, con un patrimonio di quasi 14 miliardi di dollari.

IL PIANO DI ACQUISTO Il piano che dovrebbe vedere Berlusconi cedere il Milan dopo 30 anni dovrebbe prevedere due step l’acquisizione di una percentuale tra il 70 e l’80% subito, e il restante entro un anno. Sulla valutazione le cifre più attendibili, date da Milano Finanza, parlano di 500-550 milioni per l’equity del club rossonero, più 240 milioni di debiti che il Milan ha contratto nei confronti di Banche e società di factoring. Una valutazione complessiva di 740-790 milioni ma l’investimento della cordata che rileverà il Milan potrebbe ammontare a 1,2 miliardi in più anni. Una cifra enorme con la quale i punterebbe a riportare il Milan ai fasti della prima era Berlusconi.

Nel frattempo, l’ad di Mediaset, Piersilvio Berlusconi a margine dell’assemblea degli azionisti ha dichiarato: “mi auguro solo che il Milan a breve trovi una strada definitiva che riporti la squadra in un progetto che guarda al futuro. Ma altro non so e quindi non posso dire”. Parole sibilline che sembrano confermare le indiscrezioni che vorrebbero proprio Piersilvio, assieme a Marina, come i maggiori sponsor di una cessione del Milan. Possibilità su cui il papà Silvio non ha ancora sciolto tutte e riserve, ma nonostante il legame affettivo è ragionevole pensare che anche Berlusconi senior si convincerà presto dell’inevitabilità della scelta di passare la mano.

Il Milan presto inizierà a parlare cinese.

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