Startup in Italia: un’altra bolla?

Cominciamo oggi, con questo articolo, una nuova sezione di Mercati24, dedicata alle startup. Il fenomeno in effetti si è intensificato notevolmente negli ultimi mesi, nascono sempre più aziende innovative (o che credono di essere innovative, ma questo è un altro discorso), ci sono sempre più capitali disponibili per chi ha idee. Il primo pensiero che torna alla mente è la famosa bolla finanziaria che ha coinvolto l’infomatica nell’ultimo decennio dello scorso millennio. Bastava che un’azienda avesse anche minimamente a che fare con l’informatica perché le sue quotazioni schizzassero in alto. Poi, ovviamente, la realtà ha bussato alla porta dei sogni e le quotazioni crollarono. Nel mondo della finanza la storia si ripete spesso e quindi è possibile che anche questa volta si stia verifando una bolla irrazionale. Non mi va di dire che questa volta è diverso, lascio volentieri la frase agli agenti immobiliari, ma è possibile che questa volta sia così.

Ed è proprio per esplorare questo mondo in crescita  e per capire le ragioni della crescita, che abbiamo deciso di creare una sezione su Mercati24. Presenteremoin questa sezione le migliori start up italiane, analizzando i loro modelli di business ed esprimendo i nostri giudizi. Cercheremo di capire se si tratta di una semplice moda oppure di un’opportunità concreta di crescita per il nostro paese.

Prima ancora di cominciare, però, dobbiamo dare atto che chi oggi si lancia nel campo dell’innovazione con una sua società o con servizi di supporto o offrendo il proprio capitale è davvero encomiabile per il suo coraggio. In un momento in cui stiamo vivendo una contrazione senza precedenti degli investimenti produttivi, ci sono persone che investono non solo il proprio capitale ma la loro vita in progetti innovativi e questo dovrebbe essere riconosciuto dalla società e dallo Stato.

E qui veniamo alle dolenti note: perché lo Stato Italiano è uno dei meno adatti allo sviluppo dell’innovazione, come ampiamente dimostrato da ricerche scientifiche, come quella della Startup Genoma di cui parlammo tempo fa. Insomma, gli italiani sono un popolo creativo e coraggioso, con tutte le carte in regola per il successo, ma sono governati male, tassati in maniera eccessiva, oppressi da una burocrazia spaventosamente lenta, corrotta e inefficace. Per questo motivo coloro che investono nell’innovazione in Italia sono doppiamente coraggiosi e doppiamente meritevoli di encomio.

I politici si fanno belli parlando di innovazione o di startup, magari approfittano delle passerelle televisive offerte da premi o altre iniziaitive connesse all’innovazione, ma poi non fanno nulla di concreto per cambiare le cose. Ovviamente non possiamo poi lamentarci se le menti migliori lasciano l’Italia per andare all’estero dove vengono adeguatamente valorizzate.

Lascio comunque ad altri autori di questo portale l’analisi della difficile situazione economica italiana e mi voglio concentrare, in questa sezione, sulle idee positive che germinano anche nel nostro Paese.

Torniamo allora alla considerazione da cui siamo partiti: siamo in presenza di una bolla finanziaria o ad uno sviluppo sano e sostenibile? I capitali che si stanno muovendo verso le startup si stanno muovendo verso un precipizio oppure avranno un ritorno?

Ebbene, io penso che sostanzialmente l’Italia si stia adeguando ad un modello di sviluppo vincente, quello che ha fatto la fortuna di Silicon Valley. Finalmente la classe imprenditoriale si sta rendendo conto delle grandi opportunità delle innovazione e sta cominciando a investire concretamente. Ecco perché non parlerei di bolla. E’ evidente che la disponibilità di finanziamenti ha attirato anche persone che non hanno buone idee (talvolta lo sanno, talvolta no) e quindi non tutte le startup italiane che vengono fondate in questi mesi avranno successo.

Alcune perché l’idea di base non è buona, altri perché non avranno trovato il giusto ambiente per crescere, altri ancora semplicemente per mancanza di fortuna, che nella vita serve sempre. Tuttavia sono sicuro che alcune delle aziende innovative che stanno nascendo adesso potranno contribuire a cambiare il nostro futuro. O almeno lo spero…

Vincenzo Colonna

3 Responses to Startup in Italia: un’altra bolla?

  1. Conte Zio ha detto:

    Se io volessi fondare una startup non la fonderei mai in Italia. Dopo tutto proprio voi avete pubblicato qualche giorno fa la classifica sulle città più favorevoli e la prima italiana era Milano, al quarantesimo posto o giù di li. Ci sono almeno 39 città migliori per farlo!

  2. Lidia ha detto:

    L’italia sta affondando meglio lasciare la nave prima che affondi piuttosto che affogare, altro che start up. Per la precisione, quella in cui stiamo affondando non è acqua, ma un liquido maleodorante…

  3. giovanna ha detto:

    bravi, abbandonare la nave.. questo è proprio l’atteggiamento giusto. Spiace leggere che avete perso la speranza. eppure noi siamo sempre ottimisti, e le startup che nascono in Italia sono il sintomo di questi ottimisti, che evidentemente ci sono ancora. in bocca al lupo a tutti loro, e anche a voi.

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