Steve Jobs, il miracolo del Nord Est e la crisi

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Che legame c’è tra Steve Jobs, il miracolo del Nord Est e la crisi che sta inabissando l’Italia? Semplice, il legame sta nel fatto che per anni nel Nord Est tutti sono stati affamati, esattamente come il grande Jobs ha insegnato. Il celebre motto Siate Affamati, Siate Folli ha guidato l’ultimo grande miracolo italiano, quello che a partire dagli anni ’80 ha trasformato il Nord Est in una terra ricchissima, di fatto locomitva dell’Italia intera.

Certo gli onesti e solidi veneti non possono essere definiti folli, ma affamati lo erano, eccome. Ogni operai sognava nel suo piccolo di aprire una nuova fabbrica e lavorava fino allo sfinimento per mettere da parte i soldi necessari. Poi metteva a lavoro mogli e figli e magari si riproponeva come sub fornitore del suo ex datore di lavoro.
In questo contesto il Nord Est ha potuto godere di un tasso di crescita elevato, non dovuto ad azioni sistemiche della politica (che di solito era ed è interessata solo a tassare i laboriosi veneti) ne all’abbondanza di materie prime (di fatto assenti) ma semplicemente dovuto alla laboriosità e alla fame dei veneti stessi.
Insomma, se il Veneto è diventata una delle regioni più ricche d’Italia lo deve esclusivamente ai veneti. La politica si è sempre e solo messa di traverso. Ma adesso, forse, qualcosa è cambiato.

Un imprenditore ha suscitato un vero e proprio vespaio affermando che è costretto ad assumere solo stranieri perché gli italiani non vogliono fare turni straordinari ne lavorare nei week end.
Purtroppo siamo in crisi, eppure gli italiani vogliono godersi il week end. Siamo in crisi eppure non sono disposti a fare sacrifici. E non stiamo parlando di sfruttamento, perché questi sacrifici sono più che abbondantemente pagati come previsto dalla corrente normativa.
Probabilmente 20 anni fa gli operai sarebbero corsi a litigarsi gli straordinari, magari nell’ottica di accumulare più velocemente il capitale per aprire la propria impresa.

Adesso, invece, stanno attenti a preservare il proprio prezioso tempo libero (magari passato a cazzeggiare su Facebook). E il capitale lo investono quotidianamente in discoteche, pub, smartphone cambiato tutti i mesi.
Probabilmente la genesi della crisi sta nella testa degli italiani e solo quando saremo caduti così davvero in basso ci saranno i necessari cambiamenti psicologici per tornare a risalire la china.
A meno che non ci sarà un salario di cittadinanza per tutti, in modo tale da rendere anche superfluo il lavoro. Poi però qualcuno dovrà dire con quali soldi quel salario verrà pagato, chi pagherà le tasse per consentire a tanti di avere il tempo libero pagato. Un sospetto, atroce, è che toccherà ai lavoratori autonomi e piccoli imprenditori continuare a mandare avanti la baracca come avviene da decenni.
Ma come diceva qualcuno, anche le formiche nel loro picccolo si incazzano e prima o poi lavoratori autonomi e piccoli imprenditori potrebbero decidere che è arrivato il momento di rovesciare il tavolo e far volare tutte le carte.

Concludo osservando che le cose in Italia stanno peggio di come descritto in questo breve articolo: abbiamo preso in esame il laborioso Veneto, immaginiamoci cosa avvenga in Campania o Siciali. Lì, semplicemente, si vive di pensioni di invalidità erogate praticamente a tutti. Ci sono paesi dove più del 50% degli abitanti è disabile. Lascio al lettore ogni considerazione.

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