Svizzera e moda: tanti brand ma pochi posti di lavoro

27 sono i marchi di moda e operanti nel luxury che hanno sede nel Canton Ticino. La ragione non è spesso legata alla bellezza dei paesaggi, ma ad una politica fiscale che si propone più che favorevole alle aziende che scelgono questa terra come sede fiscale. Nessuna macchina da cucire lavora infatti fra le verdi valli svizzere, perché si tratta di una concentrazione di sedi di facciata, che nascondono un operato reale dislocato in tanti paesi del resto del mondo, soprattutto in quelli in via di sviluppo che permettono di ottenere una manodopera a bassissimo costo e di incrementare i guadagni in modo esponenziale.

E’ di questi giorni la denuncia da parte di una Organizzazione Non Governativa Svizzera, Dichiarazione di Berna, che si è impegnata a rendere pubblica una situazione che molti già conoscevano, ma che non era mai stata resa nota all’opinione pubblica. Si tratta del fatto che nel lembo del Canton Ticino trovano sede tante aziende del mondo della moda, da Guess a Hugo Boss fino alle imprese di Kering, proprietario di Puma e del marchio Gucci.

L’Ong ha dimostrato che tutte queste aziende contabilizzano più della metà dei loro utili nel Canton Ticino, ma solo il 2% degli impiegati vi lavora attivamente. La ragione, ovviamente, è di natura fiscale, perché la Svizzera offre un’imposizione fiscale variabile dal 5% al 13% sugli utili, che si rivela irrisoria rispetto alle percentuali richieste ad esempio a New York, del 41%, oppure a Milano del 25%.

Il caso più eclatante è quello legato alle imprese di Kering, che in terra Svizzera lavora il 70% dei suoi utili senza che un singolo capo venga prodotto in questa verde valle. Si tratta, quindi, di una pura manovra fiscale, a che a detta degli abitanti non porta benessere al territorio e contribuisce ad arricchire le aziende aumentando la disparità nei paesi dove i capi di abbigliamento e gli accessori vengono effettivamente prodotti. Denuncia sociale? Sicuramente sì, perché la Fashion Valley, come è stata ribattezzata dai media, non ha nessuna intenzione di introdurre fabbriche in questa terra, troppo costosa dal punto di vista della manodopera, ma infinitamente piacevole dal punto di vista fiscale.

Secondo la stampa locale, la beffa si rivela inoltre molto problematica dal punto di vista dei lavoratori che operano nella Fashion Valley. Anche se si tratta del 2% della manodopera societaria, quindi di un numero irrisorio di dipendenti, si tratta per lo più di frontieristi italiani che hanno trovato occupazione in queste aziende e che non ricevono certamente stipendi da capogiro, ma salari che hanno notato una diminuzione negli ultimi anni del -16% e che si rivelano completamente insufficienti per poter vivere in una terra costosa ed elitaria come quella ticinese.

One Response to Svizzera e moda: tanti brand ma pochi posti di lavoro

  1. Conte Zio ha detto:

    La Svizzera? Uno dei pochissimi posti che si trova in Europa (almeno geograficamente) dove vale la pena vivere. Il resto sono chiacchiere.

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