Tag Archives: crisi

Crisi economica dell’Occidente: è il mercato immobiliare la causa?

Crisi economica

E’ dal 2008 che l’Occidente è entrato in una crisi finanziaria senza precedenti, che si manifesta con modalità differenti. Prima c’è stata la crisi dei mutui subprime americani, poi il crollo della finanza e quindi gli scricchiolii orrendi delle finanze pubbliche. Grecia, Cipro, Spagna, Italia sono a rischio default e questo pesa moltissimo. Ma da cosa nasce davvero questa crisi?

Istat: la crescita rallenterà per la debolezza delle aspettative delle imprese

Istat Crescita Rallenterà

L’economia italiana continua a crescere con un ritmo moderato, caratterizzato dal consolidamento del contributo positivo della domanda inter- na alla crescita del Pil. Il principale motore della crescita è costituito dai consumi ai quali si accompagna anche un miglioramento degli investi- menti. In presenza di alcuni segnali di debolezza delle attese delle imprese e degli ordinativi della manifattura, l’indicatore composito anticipatore dell’economia italiana ha segnato un’ulteriore discesa suggerendo il rallentamento nel ritmo di crescita dell’attività economica nel breve termine.
Questo il succo della nota mensile sull’andamento dell’economia italiana dell’istituto nazionale di statistica.
L’ISTAT certifica come il Pil italiano nel primo trimestre del 2016 sia cresciuto dello 0,3%; un risultato modesto se paragonato ai quello della Spagna (+0,8%), della Germania (+0,7%) e della Francia (+0,6%), i paesi che hanno mostrato il maggiore dinamismo nell’area euro.

OptionWeb

Hai mai pensato di ottenere ingenti profitti extra con il trading binario? Se non l’hai fatto, dovresti seriamente prendere questa opportunità in considerazione. Le opzioni binarie sono uno strumento d’investimento semplificato, e se da una parte questa caratteristica rende indubbiamente più facile l’approccio ai principianti, dall’altra porta spesso molti a sottovalutarne i rischi connessi ad ogni attività di trading. Per operare con successo sulle opzioni binarie avrai prima di tutto bisogno di affidarti ad un broker regolamentato CONSOB che abbia a cuore la tutela dei tuoi fondi nonché la tua formazione. Operare avendo alle spalle una solida conoscenza delle nozioni fondamentali del trading incrementerà esponenzialmente le tue chance di profitto. Se stai cercando un broker così OptionWeb è il broker che fa per te. Provalo subito qui.

I contributi positivi alla crescita – si legge nella nota – provengono dalla spesa delle famiglie residenti e delle ISP e dalla variazione delle scorte (entrambi con un contributo di 0,2 punti percentuali), mentre la componente estera ha fornito un contributo negativo alla crescita (-0,2 punti percentuali”).

Il mese di maggio ha fatto segnare un peggioramento del clima di fiducia delle imprese e delle aspettative sull’economia. Stessa dinamica registrata per la fiducia deo consumatori. Non ha contribuito positivamente l’asfittico incremento delle retribuzioni contrattuali, appena dello 0,6% in un anno.
Se la fiducia dei consumatori è bassa, non è di certo migliore quella degl’imprenditori sulle tendenze dell’occupazione, sulla quale ha inciso la modifica degl’incentivi statali. in controtendenza il settore dei servizi, che fa segnare un miglioramento.

Per quanto riguarda i prezzi, “l’inflazione al consumo rimane negativa, ma il ritmo di caduta annua dei prezzi risulta in attenuazione. In base alle stime preliminari, in maggio l’indice per l’intera collettività nazionale ha registrato una variazione tendenziale negativa dello 0,3%, dopo il -0,5% di aprile”.
Al netto dell’energia l’inflazione è positiva e in lieve aumento anche se il quadro complessivo è di sostanziale stabilità. Le principali componenti di fondo non manifestano, infatti, visibili segnali di ripresa: l’inflazione nei servizi (+0,4%) è rimasta vicina ai valori minimi mentre per i beni non alimentari e non energetici il tasso tendenziale si è mantenuto sui valori prevalenti negli ultimi sette mesi (+0,7%).
Nelle previsioni dell’Istat, l’inflazione dovrebbe rimanere appena negativa o vicino allo zero ancora nei mesi estivi con un possibile recupero a partire dall’autunno.
Per quanto riguarda le prospettive di breve termine, l’Istituto di statistica sottolinea come l’indicatore composito anticipatore dell’economia italiana ha segnato un ulteriore calo, suggerendo il rallentamento nel ritmo di crescita dell’attività economica nel breve termine.

OCSE: La ripresa italiana riprende slancio ma occorrono più investimenti

OCSE: La ripresa italiana riprende slancio

Nel suo outlook semestrale, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico conferma le previsioni di crescita fatte a febbraio per l’Italia: il Pil del Belpaese crescerà dell’1% quest’anno e dell’1,4% nel 2017.

OptionWeb

Siete in cerca di un profitto extra che vi permetta di arrivare a fine mese con meno preoccupazioni? Il trading binario potrebbe essere la risposta che fa per voi. Le opzioni binarie sono uno strumento d’investimento semplice, sebbene proprio la loro natura porti spesso molti a sottovalutarne i rischi. Per operare con successo sulle opzioni binarie è allora quantomeno necessario affidarsi ad un broker regolamentato CONSOB che non solo tuteli i tuoi fondi ma si occupi anche della tua formazione. Operare sulla base di una solida conoscenza dei fondamenti del trading è essenziale per incrementare esponenzialmente le tue chance di profitto. Se stai cercando un broker così OptionWeb è il broker che fa per te. Provalo subito qui.

Le previsioni di Parigi danno il rapporto deficit-Pil al 2,3% quest’anno e al 2% l’anno prossimo, un debito in calo nel 2016 (132,8% del Pil rispetto al 133,5%) e nel 2017 (131,9% rispetto a 132,8%); mentre il debito pubblico nel 2016 salirà al 160,3% (+0,1% rispetto al 2015) per poi calare al 159,4% l’anno prossimo. Sul fronte del lavoro, l’Ocse prevede per l’Italia un tasso di disoccupazione in calo, rispettivamente, all’11,3% e al 10,8%.
Quella prospettata dall’organizzazione parigina per l’Italia è una crescita modesta (e inferiore alle previsioni del Governo di Roma che stima una crescita all’1,2%) ma in ottica globale le cose non sono molto migliori: le previsioni sulla crescita dell’economia mondiale sono deludenti; il Pil mondiale crescerà del 3% nel 2016 (come lo scorso anno) e poco di più nei prossimi. Il contesto economico ancora debole per le difficoltà dell’economie emergenti e per le conseguenze del basso livello dei prezzi del petrolio. “Molte economie emergenti hanno perso impeto, con drastici rovesci in alcuni casi, in particolare i produttori di materie prime”, prosegue l’organizzazione di Parigi, “la ripresa nelle economie avanzate rimane modesta, con la crescita trattenuta dai deboli incrementi dei salari e da investimenti fiacchi”.
Per le economie avanzate i rischi principali arrivano, invece, dalla difficoltà di trovare un accordo per risposte efficaci. Risposte a problemi che nel caso dell’Europa riguardano “l’aumento dei rifugiati e l’impopolarità delle misure di austerità”. Tutto con l’incognita Brexit che “deprimerebbe in maniera significativa la crescita in Europa e altrove”.
Una situazione negativa a cui non possono porre rimedio le sole scelte di politica monetaria espansive adottate dalle Bache centrali, alle quali vanno aggiunte, si legge nel documento, “politiche nazionali di largo respiro”.

L’ITALIA “Dopo un rallentamento a fine 2015 – scrive l’Ocse – la ripresa dovrebbe consolidarsi, trainata dai consumi privati e, in minor misura, da una crescita pur modesta degli investimenti, mentre anche la produzione industriale riparte. Gli investimenti sono però ancora frenati dalle difficoltà di accesso al credito. Le iniziative del Governo per la creazione di un mercato secondario per i crediti a rischio, i non-performing loans, e il risanamento dei bilanci bancari rappresentano una pre-condizione importante perché si rafforzi l’offerta di credito e quindi l’investimento”.
Secondo l’Ocse, “la fiducia di consumatori e imprese si è allontanata dai picchi post-crisi ma rimane elevata”, si legge nel documento, “gli incrementi netti nel reddito delle famiglie, dovuti all’aumento dei redditi nominali, la bassa inflazione e le misure fiscali, insieme a un incremento della domanda (in particolare per veicoli da trasporto e altri beni durevoli), stanno sostenendo i consumi privati nonostante il recente rallentamento nella crescita dell’occupazione”. In questo contesto – osservano i tecnici – “razionalizzare e ridurre la spesa pubblica è una priorità ma dipenderà in parte sull’aumento dell’efficienza della pubblica amministrazione”.
Infine, pur apprezzando gli sforzi che Roma sta facendo in tema di riforme strutturali, è necessario produrre uno sforzo maggiore per aumentare la produttività e l’incisività del mercato del lavoro.

L’Fmi rivede al rialzo le stime sul Pil italiano ma avverte che la ripresa è lenta e fragile. Di questo passo l’Italia tornerà al livello pre-crisi a metà del 2020

La ripresa dell’Italia “è probabile che si rafforzi ma che rimanga modesta nei prossimi anni”, lo scrive il Fondo Monetario Internazionale a seguito della visita periodica all’Italia svolta nell’ambito delle missioni ad un singolo Paese.

Washington ha tastato il polso all’economia del Belpaese e l’analisi disegna un quadro in leggero miglioramento ma ancora estremamente fragile e non al passo dei principali concorrenti internazionali. Se, infatti, le stime di crescita sono state riviste al rialzo dal Fondo, dall’1% previsto all’1,1% (un dato che rimane, però, più basso delle previsioni di gennaio che stimavano la crescita all’1,3% e dell’1,2% calcolato dal governo nel Documento di Economia e finanza), questo fa notare anche come “la ripresa rimane modesta” e “i rischi sono orientati al ribasso” per «la volatilità dei mercati finanziari, il rischio Brexit e l’emergenza immigrazione.

Hai mai pensato di ottenere ingenti profitti extra con il trading binario? Se non l’hai fatto, dovresti seriamente prendere questa opportunità in considerazione. Le opzioni binarie sono uno strumento d’investimento semplificato, e se da una parte questa caratteristica rende indubbiamente più facile l’approccio ai principianti, dall’altra porta spesso molti a sottovalutarne i rischi connessi ad ogni attività di trading. Per operare con successo sulle opzioni binarie avrai prima di tutto bisogno di affidarti ad un broker regolamentato CONSOB che abbia a cuore la tutela dei tuoi fondi nonché la tua formazione. Operare avendo alle spalle una solida conoscenza delle nozioni fondamentali del trading incrementerà esponenzialmente le tue chance di profitto. Se stai cercando un broker così Iq Option è il broker che fa per te. Provalo subito qui.

Pur definendo “impressionante” lo sforzo del governo Renzi per le riforme, i tecnici di Washington prevedono che alle condizioni attuali il ritorno a un livello pre-crisi ci sarebbe non prima della metà del 2020.
Nel comunicato diffuso al termine della visita del capo missione, Rishi Goyal, e del vicedirettore per il Dipartimento europeo, Thanos Arvanitis, si legge: “La crescita nominale potrebbe essere troppo debole per risolvere stabilmente le fragilità finanziarie ed i bilanci potrebbero continuare a costituire una fonte di vulnerabilità, poiché il loro risanamento richiederebbe un periodo prolungato”.
In merito al processo di riforme, è importante che gli sforzi compiuti ad oggi “siano ampliati e completati”, “è dunque importante che per il futuro si mantenga un ampio sostegno politico a favore di un vasto pacchetto di riforme”.

Washington, quindi, consiglia di “procedere con maggiore decisione alle riforme strutturali
, anche nel settore fiscale” ma avverte anche che “il raggiungimento degli obiettivi di bilancio e la creazione di un margine per abbassare in modo significativo il cuneo fiscale ancora elevato potrebbe richiedere difficili scelte politiche, riguardanti possibilmente anche gli alti livelli di spesa sociale e l’introduzione di una moderna tassa sugli immobili”. Un orientamento contrario a quello intrapreso dal governo con l’abolizioni della Tasi e dell’Imu sulla prima casa. Per il Fondo “è importante non compromettere la sostenibilità del sistema pensionistico”

Riguardo all’annoso problema del debito pubblico, che a marzo ha toccato livelli record, Rishi Goyal, sottolinea come soia difficile che questo scenda già nel 2016 ma anche che è “vicino ad intraprendere una parabola discendente. (…)qualora si materializzasse la crescita nominale attesa e gli obiettivi di bilancio a medio termine fossero realizzati come previsto. Tuttavia, il miglioramento sarà graduale e vulnerabile agli shock, come nel caso di un eventuale aumento dei tassi di interesse. Un programma ambizioso di privatizzazioni contribuirebbe ad un più repentino abbassamento del livello di debito”.

Infine, i tecnici del Fondo si sono soffermati sullo stato di salute delle banche italiane, sottolineando come “i crediti deteriorati sembrano essere in via di stabilizzazione” ma avvertendo che “i bilanci delle banche sono messi a dura prova dal livello molto alto di Npl e dall’eccessiva durata dei procedimenti giudiziari”. L’Fmi consiglia che “ulteriori provvedimenti dovrebbero mirare a ridurre sensibilmente nel medio periodo il volume corrente dei crediti deteriorati abbassando il costo del rischio e migliorando l’efficienza operativa”.

Lavoro, Inps: “con gli sgravi ridotti -77% di posti stabili nel primo trimestre 2016”

inps lavoro

Continua il calo di assunzioni stabili a seguito della riduzione da quest’anno degli sgravi contributivi dal 100% al 40%. A certificarlo è l’istinto Nazionale previdenza statale che nel report dell’osservatorio sul precariato, in merito all’analisi dei flussi, scrive: “Complessivamente le
assunzioni (attivate da datori di lavoro privati) nel periodo gennaio-marzo 2016 sono risultate 1.188.000, con una riduzione di 176.000 unità rispetto al corrispondente periodo del 2015 (-12,9%).
Questo rallentamento ha coinvolto essenzialmente i contratti a tempo indeterminato: –162.000, pari a -33,4% sul primo trimestre 2015. Il calo è da ricondurre al forte incremento delle assunzioni a tempo indeterminato registrato nel 2015 in corrispondenza dell’introduzione degli incentivi legati all’esonero contributivo triennale.
Analoghe considerazioni possono essere sviluppate in relazione alla contrazione del flusso di trasformazioni a tempo indeterminato (-31,4%)”.


Siete in cerca di un profitto extra che vi permetta di arrivare a fine mese con meno preoccupazioni? Il trading binario potrebbe essere la risposta che fa per voi. Le opzioni binarie sono uno strumento d’investimento semplice, sebbene proprio la loro natura porti spesso molti a sottovalutarne i rischi. Per operare con successo sulle opzioni binarie è allora quantomeno necessario affidarsi ad un broker regolamentato CONSOB che non solo tuteli i tuoi fondi ma si occupi anche della tua formazione. Operare sulla base di una solida conoscenza dei fondamenti del trading è essenziale per incrementare esponenzialmente le tue chance di profitto. Se stai cercando un broker così Iq Option è il broker che fa per te. Provalo subito qui.

La nuova forma di incentivo introdotta con la Legge di Stabilità 2016, è rivolta alle assunzioni a tempo indeterminato e alle trasformazioni di rapporti a termine di lavoratori che, nei sei mesi precedenti, non hanno avuto rapporti di lavoro a tempo indeterminato Tale misura prevede l’abbattimento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (ad eccezione dei premi Inail) in misura pari al 40% (con limite annuo di 3.250 euro) per un due anni. Nel 2015 l’esonero contributivo era totale (sempre esclusi i premi Inail) e di durata triennale con un tetto di 8.060 euro.

Nello specifico, nei primi tre mesi del 2016 sono stati stipulati 428.584 contratti a tempo indeterminato
(comprese le trasformazioni) mentre le cessazioni, sempre di contratti a tempo indeterminato, sono state 377.497 con un saldo positivo di 51.087 unità. Il dato – sottolinea l’Inps – è peggiore del 77% rispetto al saldo positivo di 224.929 contratti stabili dei primi tre mesi 2015 e risente della riduzione degli incentivi sui contratti stabili. Il dato è peggiore anche del 2014 (+87.034 posti stabili nei primi tre mesi).
Un dato rilevante se si pensa che nel 2014 l’Italia risentiva più di oggi degl’effetti della peggiore crisi economica da quella del ’29, che non c’erano gli sgravi e che esisteva ancora il vecchio articolo 18.

Se si allarga l’analisi a tutte le tipologie di contrattuali – compresi, quindi, i rapporti a termine e quelli di apprendistato – trend rimane negativo
.
Nei primi tre mesi di quest’anno, la variazione netta dei rapporti di lavoro subordinato è stata positiva per 241mila unità, dato inferiore del 26% rispetto allo stesso periodo del 2015.
Un dato in controtendenza è quello dei contratti precari. Il saldo dei rapporti a tempo determinato, nel primo trimestre 2016, è positivo di 272mila unità, con un incremento del 22,2% rispetto allo stesso periodo del 2015. Questi dati sembrano smentire la lettura del Governo che ha sempre letto il dato sulle nuove assunzioni come l’effetto del Jobs act e, più in generale, di una solida ripresa economica.

Coerente con questi dat appare il continuo boom dei cosiddetti voucher, i i buoni lavoro destinati al pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio
, del valore nominale di 10 euro. Nel primo trimestre del 2016 ne sono stati venduti 31,5 milioni con un boom del 45,6% rispetto al 2015; Nello stesso periodo dello scorso anno si era registrato un aumento del 75,4% rispetto al primo trimestre del 2014. È proprio nell’uso abnorme di questo strumento che si può leggere il concretizzarsi di una nuova forma di precariato e il sintomo del persistere di un’enorme sacca di lavoro nero. Negli scorsi giorni, la stessa Ines aveva rivelato come il 37% dei percettori di voucher non ha altri redditi da lavoro, mentre l’85% guadagna meno di mille euro l’anno.

Eurostat, il Pil dell’eurozona torna ai livelli precrisi ma a preoccupare è sempre l’inflazione

I dati diffusi oggi da Eurostat (l’Ufficio statistico dell’Unione europea, nda) restituiscono un’immagine contrastante dell’economia del vecchio continente: da una parte il Pil cresciuto più delle attese, dall’altro un livello dell’inflazione che torna negativo e ben lontano dagli obiettivi della BCE.

Hai mai pensato di ottenere ingenti profitti extra con il trading binario? Se non l’hai fatto, dovresti seriamente prendere questa opportunità in considerazione. Le opzioni binarie sono uno strumento d’investimento semplificato, e se da una parte questa caratteristica rende indubbiamente più facile l’approccio ai principianti, dall’altra porta spesso molti a sottovalutarne i rischi connessi ad ogni attività di trading. Per operare con successo sulle opzioni binarie avrai prima di tutto bisogno di affidarti ad un broker regolamentato CONSOB che abbia a cuore la tutela dei tuoi fondi nonché la tua formazione. Operare avendo alle spalle una solida conoscenza delle nozioni fondamentali del trading incrementerà esponenzialmente le tue chance di profitto. Se stai cercando un broker così Iq Option è il broker che fa per te. Provalo subito qui.

La crescita economica dei Paesi dell’eurozona mette a segno un’inaspettata accelerata: Il prodotto interno lordo è aumentato dello 0,6% nei primi tre mesi dell’anno rispetto al trimestre precedente ed è aumentato dell’1,6% su base tendenziale. I risultati sono superiori a quelli attesi dagli analisti: +0,4% trimestre su trimestre e +1,4% anno su anno. Un risultato che porta l’area euro ai livelli pre-crisi, con sei anni di ritardo rispetto agli USA e Regno Unito.

Il risultato dell’Ue a 28 è stato leggermente inferiore, +0,5%, a riprova che le misure decise dalla Banca centrale europea stanno dando risultati positivi.
A guidare il rialzo del Pil dell’eurozona sono soprattutto le performance della Francia e della Spagna. La Francia è crescita dello 0,5%, rispetto allo 0,3% stimato dagli analisti. Per i francesi è il terzo trimestre consecutivo di crescita del Pil, un segnale importante di saluta dell’economia transalpina.
Sorprende anche l’andamento del Pil spagnolo che, nonostante la fase d’instabilità politica fa segnare un nuovo aumento dell 0,8%, come nell’ultimo trimestre dello scorso anno e superiore al +0,7% atteso.
Su base annua l’incremento del Pil iberico fa meglio delle aspettative degli analisti: +3,4% contro + 3,2%.

Nel primo trimestre del 2016 i Paesi dell’eurozona nel loro insieme hanno fatto meglio sia degli Usa, che si sono fermati a un deludente +0,5%, che della Gran Bretagna. Un segnale positivo ma che si scontra con un altro dato che, al contrario, preoccupa la Banca centrale europea: l’inflazione.

L’ulteriore discesa del prezzo del petrolio, e di conseguenza del prezzo de costi energetici, ha spinto verso il basso il livello dei prezzi al consumo. Su base annuale l’indice dei prezzi al consumo è sceso del -0,2% dopo la variazione nulla di marzo. Le stime degli analisti erano per una contrazione dello 0,1%. Lo stato di deflazione europea allontana di molto dall’obiettivo della Bce di un’inflazione vicina al 2%.

Il dato preliminare di aprile, ancora inferiore a quello atteso, creerà pressione su Francoforte per il varo di ulteriori misure di stimolo monetario. Il board della Bce, però, ha già dimostrato l’intenzione di voler attendere, in linea con quanto fatto gà da Fed e Boj, per valutare i possibili risultati delle misure già intraprese e di quelle decise ma non ancora messe in atto come l’acquisto di obbligazioni societarie e i nuovi finanziamenti alla banche finalizzati all’aumento del credito all’economia.

Eurogruppo, Dijsselbloem: gli impegni vanno rispettati anche se la ripresa è debole

La partita europea sulla flessibilità dei conti sta entrando nel vivo e la squadra dei rigoristi stringe le fila. A prendere la palla stavolta è Jeroen Dijsselbloem, presidente dell’Eurogruppo e dell’Ecofin (per questo semestre) che, nel difendere il rispetto delle regole, afferma: “sarebbe illogico ripensare gli obiettivi di medio termine ogni volta che c’è una situazione di volatilità”.

Vuoi guadagnare anche tu con il trading binario? Allora hai bisogno di un broker che ti insegni come massimizzare i tuoi profitti e minimizzare i rischi di perdita. Fare trading sulle opzioni binarie, sebbene piuttosto semplice ad un primo sguardo, può comportare rischi elevati. E’ quindi indispensabile iniziare a fare trading solo con una solida formazione di base, così da non dover fronteggiare condizioni di mercato avverse senza la giusta preparazione. A questo proposito Iq Option rappresenta è una delle migliori alternative per il trading binario. Questo broker regolamentato CONSOB, vi offre infatti un percorso formativo d’eccellenza con webinar gratuiti, e-book avanzati, sessioni di coaching, analisi giornaliere e molto altro ancora. Il programma Iq Option ti consentirà di divenire un trader di successo capace di gestire con prontezza le fluttuazioni di mercato. E se questo non fosse abbastanza, il broker si impegna a rimborsarti i primi trade così che tu possa avvicinarti ai mercati in tutta sicurezza. Prova oggi Iq Option qui.

Un’importante sponda arriva anche dal vice presidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis che ha dichiarato che non è in preparazione alcuna modifica dell’approccio delle istituzioni europee, dunque: osservanza rigorosa delle regole di bilancio.


Se la “squadra dell’austerità”, capeggiata dalla Germania
, serra le fila, dall’altro lato del campo non si sta a guardare. È in questa chiave che va letto, ad esempio, lo scontro verbale tra il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi – che ha ripetutamente criticato le scelte scelte delle istituzioni europee in fatto di politica di bilancio – e il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker.

In questa contrapposizione tra austerità e flessibilità, tra nord e sud Europa, le posizioni non sono granitiche come sembra e la diplomazia è in pieno fermento. La linea del rigore, pur mantenendo formalmente una posizione di fermezza sa che l’austerità sta aggravando la crisi di Paesi come l’Italia e la Spagna che hanno un peso economico rilevante in Europa e che il pericolo di un contagio metterebbe in serio pericolo la stessa Unione.

Questa consapevolezza, con ogni probabilità, è alla base delle parole dello stesso Dombrovskis che ha dichiarato ”seguiamo la situazione della volatilità dei mercati da vicino e se serve siamo pronti ad agire presentando proposte su come rafforzare la ripresa economica, perché non sia danneggiata dalla volatilità”. Tra le righe è possibile scorgere un atteggiamento di maggiore disponibilità al dialogo con i Paesi che invocano a gran voce una maggiore flessibilità.
Per l’Italia a partita si gioca principalmente sulle clausole di salvaguardia (neutralizzate per il 2016) che, tra aumenti di Iva e accise, costerebbero 15,1 miliardi di euro per il 2017 e addirittura 19,5 per l’anno successivo. Cifre enormi che deprimerebbero i consumi e, di conseguenza, la ripresa economica. Da parte sua, l’Italia sta provando a mettere sul piatto del negoziato una serie di riforme, come l’unificazione della Legge di Stabilità con quella di Bilancio, che migliorino la propria efficienza e la pongano in una posizione di maggiore forza per ottenere quella maggiore flessibilità che dovrebbe aiutare a rilanciare in maniera decisa la propria ripresa economica.

La crisi dei testi scolastici: persi migliaia di posti di lavoro nel settore

La crisi economica ha indotto alcuni settori a risentire di gravi danni economici al loro indotto. Si tratta di settori di tipologie diverse e molto spesso eterogenee, che hanno dovuto per cause di forza maggiore ridimensionare la loro presenza e apportare cambiamenti di rotta per poter sopravvivere nel mercato. Fanno parte di questa realtà anche le case editrici di testi scolastici, beni che un tempo venivano acquistati nuovi e in abbondanza dalle famiglie, ma che negli ultimi anni sono stati notevolmente ridotti, perché la corsa al risparmio ha mutato l’acquisto in scambio e le famiglie si sono sempre più rivolte a risorse di carattere digitale.

In quest’ottica è interessante conoscere il caso della casa editrice Pearson, considerata il maggiore editore mondiale di libri di scuola e di materiali didattici. Emblematico del percorso che tante case editrici scolastiche stanno vivendo, quello della casa Pearson prevede per il 2016 una ristrutturazione del valore di mezzo miliardo di dollari, che molto probabilmente andrà a ricadere sul personale impiegato in azienda.

4 mila sono infatti i posti di lavoro che verranno persi durante la manovra di ristrutturazione societaria, che in percentuale si traduce nella diminuzione del 10% dei dipendenti che attualmente collaborano con la casa editrice. Cifre importanti, che si legano alla cessione avvenuta nel corso dell’anno del quotidiano Financial Times di appartenenza del gruppo editoriale, ceduto ai giapponesi di Nikkei per ben 1,2 miliardi di dollari. Il titolo Pearson è quindi balzato in borsa in seguito all’annuncio della ristrutturazione aziendale, la quale fotografa una situazione che non risparmia nessuno Stato al mondo e che dipinge una realtà sociale ormai compresa e universalmente accettata.

In epoca moderna sono infatti pochi gli studenti che acquistano un libro in più, perché la conoscenza si è infinitamente digitalizzata e il mercato cartaceo ha subito una contrazione difficile da recuperare. Lo dimostrano i dati, soprattutto quelli relativi agli States e anche a paesi come il Sud Africa, dove la vendita di testi scolastici ha subito un calo del 60%.

A fronte di questa realtà, la casa editrice londinese ha quindi provveduto ad abbassare le stime di guadagno previste per l’anno in corso e ad attuare un abbondante taglio delle risorse e degli investimenti dedicati ai libri scolastici. Nel corso del 2015, la Pearson aveva lasciato per strada quasi metà del suo valore, ricapitalizzandosi sul mercato a 5,4 miliardi di sterline contro i 7 miliardi delle origini. I dipendenti saranno quindi chiamati ad affrontare licenziamenti e ristrutturazioni nell’ambito del personale, una manovra già iniziata nel 2013, che purtroppo sembra percorrere una strada che non può essere fermata, almeno nel presente più immediato.

Occupazione, Istat: disoccupazione scende all’11,3% ai minimi da 3 anni ma il jobs act non decolla

Poche novità sostanziali nei dati diffusi dall’Istat nel rapporto periodico sullo stato dell’occupazione in Italia. Il tasso di disoccupazione a novembre è sceso all’11,3%, i calo dello 0,2%, toccando il livello più basso degli ultimi 3 anni . Un dato positivo cha fa il paio con quelli degli occupati che aumentano di 36 mila unità e quelli sugl’inattivi che rimangono sostanzialmente invariati.
Un dato questo apparentemente positivo ma che ad un’attenta analisi mostrano un aspetto meno incoraggiante.

Hai mai pensato di ottenere ingenti profitti extra con il trading binario? Se non l’hai fatto, dovresti seriamente prendere questa opportunità in considerazione. Le opzioni binarie sono uno strumento d’investimento semplificato, e se da una parte questa caratteristica rende indubbiamente più facile l’approccio ai principianti, dall’altra porta spesso molti a sottovalutarne i rischi connessi ad ogni attività di trading. Per operare con successo sulle opzioni binarie avrai prima di tutto bisogno di affidarti ad un broker regolamentato CONSOB che abbia a cuore la tutela dei tuoi fondi nonché la tua formazione. Operare avendo alle spalle una solida conoscenza delle nozioni fondamentali del trading incrementerà esponenzialmente le tue chance di profitto. Se stai cercando un broker così Iq Option è il broker che fa per te. Provalo subito qui.


I DATI (PROVVISORI) DI NOVEMBRE
Abbiamo detto del tasso di disoccupazione sceso all’11,3% con 48mila persone in meno in cerca di un’occupazione. Contestualmente aumentano anche gli occupati dll’0,2%, con 36mila persone che hanno trovato un lavoro; il tasso di occupazione però è del 56,4%, tra i più bassi d’Europa.
Rimangono sostanzialmente stabili gl’inattivi, con un tasso di inattività al 36,3%. In Italia più di una persona su tre non lavora e non cerca occupazione.

I DATI TRIMESTRALI se allarghiamo il periodo la ricerca all’ultimo trimestre e confrontiamo i dati al trimestre precedente, il calo dei disoccupati è di 134mila unità (-4,4%), un dato positivo ma fortemente mitigato dal calo degli occupati (12mila, -0,1%) e dall’aumento degl’inattivi (+88mila, +0,6%).

SU BASE ANNUA Se si tiene conto dei dati su base annua il numero dei disoccupati è sceso di 479mila unità e quello degli occupati è salito di 206mila; in aumento anche gl’inattivi, nell’ultimo anno ben 138mila persone hanno smesso di cercare un lavoro.

ALCUNE CONSIDERAZIONI Questi i numeri, ma per analizzare con più puntualità gli effetti delle riforme messe in atto dal governo bisogna fare qualche considerazione in più.

I numeri raccolti dall’Istituto nazionale di statistica sono influenzati in maniera decisiva dagl’incentivi sulla defiscalizzazione più che dal Jobs Act. Una considerazione corroborata dai numeri:
da gennaio a novembre i contratti a termine sono aumentati di 124mila unità, quelli a tempo indeterminato di 61mila. se prendiamo in considerazione l’intervallo da marzo a novembre (da quando è in vigore il Jobs act, nda) i contratti a tempo indeterminato sono aumentati di soli 36 mila unità, mentre quelli a tempo determinato di ben 148mila. La forbice, dunque, si è allargata a favore dei contratti a termine proprio nel periodo in cui è entrato in vigore il cd. Jobs act; dimostrando che i contratti a tempo indeterminato sono spinti dai contributi statali, che hanno un costo e che non possono essere procrastinati all’infinito.
Se a questo aggiungiamo che i nuovi contratti a tutele crescenti hanno sensibilmente eroso i diritti e le tutele rispetto ai vecchi contratti a tempo indeterminato il giudizio sullo stato del mercato del lavoro devono inevitabilmente rivisti al ribasso.
Inoltre, come appena ricordato, gl’incentivi alla defiscalizzazione sono costati per il solo 2015 circa due miliardi di euro; un investimento che non ha dato i frutti sperati se, come i dati dimostrano, il mercato del lavoro italiano è ancora caratterizzato da instabilità e andamenti incerti.
Un’ultima considerazione va fatta sulle fasce d’età. I dati Istat ci dicono che una componente molto sostanziosa di occupati riguarda la fascia d’età degli over 50 (+233mila), un aumento influenzato dalle nuove norme sul ritiro; mentre quella in maggiore sofferenza è quella tra i 25 e i 34 anni. Quella italiana è una popolazione lavorativa più vecchia e mano tutelata.

Confindustria, segnali di ripresa anche per il meridione

Ci sono segnali di ripresa economica anche per il meridione d’Italia. A sostenerlo è uno studio condotto da Confindustria e SRM, un centro studi collegato al gruppo Intesa San Paolo.
Secondo le stime “i segnali di vitalità dell’economia meridionale, visibili già nella prima parte dell’anno, si sono infittiti, tanto da far prevedere la possibilità di valori timidamente positivi per il PIL meridionale già alla fine del 2015(…) il PIL del Mezzogiorno dovrebbe infatti tornare a salire dello 0,2% nel 2015 ed in maniera un po’ più robusta nel 2016 (+1%)”. Lo studio però sottolinea che “in un caso e nell’altro, però, la crescita attesa è inferiore a quella del resto del Paese”.

Siete in cerca di un profitto extra che vi permetta di arrivare a fine mese con meno preoccupazioni? Il trading binario potrebbe essere la risposta che fa per voi. Le opzioni binarie sono uno strumento d’investimento semplice, sebbene proprio la loro natura porti spesso molti a sottovalutarne i rischi. Per operare con successo sulle opzioni binarie è allora quantomeno necessario affidarsi ad un broker regolamentato CONSOB che non solo tuteli i tuoi fondi ma si occupi anche della tua formazione. Operare sulla base di una solida conoscenza dei fondamenti del trading è essenziale per incrementare esponenzialmente le tue chance di profitto. Se stai cercando un broker così Iq Option è il broker che fa per te. Provalo subito qui.

BENE EXPORT E OCCUPAZIONE, MALE INVESTIMENTI Secondo le stime dell’indagine l’indicatore sintetico dell’economia meridionale nel 2015 dovrebbe segnare un valore timidamente positivo, per la prima volta dal 2011.
A trainare i segnali di ripresa sono tre indicatori su cinque: PIL, Export e Occupazione. Resta sostanzialmente invariato il dato relativo alle imprese, mentre rimane in terreno negativo l’indicatore degl’investimenti, sebbene il calo registrato nel 2015 è inferiore a quello degli anni precedenti.
In questo quadro economico, il clima di fiducia delle imprese manifatturiere meridionali si mantiene sui livelli massimi degli ultimi quattro anni, così come quella dei consumatori.
Sono in calo anche il numero medio di procedure fallimentari e il numero di società con almeno un protesto nell’anno. Tornano a crescere i fatturati delle grandi imprese (+4,6%) e di quelle medie (+1,9%) mentre cala ancora quello delle piccole (-2,3%) che, essendo il 99% del totale, condiziona il dato complessivo.

SOLO SCALFITA LA DISOCCUPAZIONE Confindustria sottolinea come “al miglioramento delle aspettative ha sicuramente contribuito la crescita dell’occupazione al Sud: nei primi nove mesi dell’anno, infatti, sono 136.000 in più, rispetto all’anno precedente, gli occupati nelle regioni meridionali, riportando il dato vicino alla soglia psicologica dei sei milioni di occupati (5 milioni e 970 mila)”.

Lo studio spiega che all’incremento degli occupati meridionali ha contribuito lo sgravio per le nuove assunzioni a tempo indeterminato. Dei 900 mila assunti totali al meridione, 290 mila sono state assunzioni agevolate. Inoltre – secondo confindustria e SRM – “il dato sulla Cassa Integrazione, tornato sui livelli pre-crisi, conferma a sua volta la stabilizzazione dell’economia meridionale dopo sette anni di turbolenza”. L’organizzazione degl’industriali precisa in una nota che “Certamente si tratta solo di segnali, perché il macigno della disoccupazione, soprattutto giovanile (ben rappresentata dal 38,9% di NEET meridionali) è solo scalfito; ma sono segnali, per la prima volta, di segno chiaramente positivo”.

NON È ANCORA VERA RIPRESA L’export è un grande traino per le imprese manifatturiere meridionali ma migliorano anche le dinamiche del credito. Nei primi mesi dell’anno è aumentata la domanda di credito al sud e, contestualmente, c’è stato un allentamento nelle condizioni richieste per la concessione di prestiti.
Ma non c’è da farsi facili illusioni. “Si conferma – precisa la nota – un clima timidamente positivo anche per il Sud, ancora lontano però da poter essere considerato una vera e propria ripresa. Pesa, in particolare, il dato degli investimenti, pubblici e privati”.

LATERZA: IL 2016 PUÒ ESSERE L’ANNO DELLA RIPRESA Secondo il vice presidente di Confindustria Alessandro Laterza “il 2016 può essere l’anno della ripartenza per il Mezzogiorno: l’anno in cui accelerare gli investimenti pubblici, a cominciare da quelli cofinanziati dai fondi europei 2014-20, e rilanciare quelli privati, anche grazie al Credito d’imposta per gli investimenti, che Confindustria ha fortemente sostenuto: le imprese meridionali sono pronte”.

Dati Eurostat, Italia lumaca d’Europa

L’economia italiana è in ripresa ma il recupero dei livelli pre-crisi è lento rispetto agli altri big dell’UE. I dati diffusi dall’Eurostat (l’equivalente dell’Istat a livello europeo) sottolineano come i progressi dell’Italia siano influenzati più da fattori esogeni, come il basso prezzo del petrolio e i prestiti BCE a costo zero, che agli effetti delle riforme messe in campo dal Governo di Roma.
Il Ministero dello sviluppo economico però legge nei numeri dell’eurostat “segnali positivi”, tant’è che li ha inseriti nel suo “cruscotto congiunturale”, una sintesi statistica che presenta, senza rielaborarli, dati relativi alla congiuntura economica provenienti da diverse fonti, in particolare dall’Eurostat.
Quello del Mise pare, però, più un ottimismo imposto dal gioco dei ruoli più che da una fredda analisi economica. Per il dicastero di via Molise “l’Italia ha ingranato la ripresa” ma analizziamo i dati in dettaglio.

Vuoi guadagnare anche tu con il trading binario? Allora hai bisogno di un broker che ti insegni come massimizzare i tuoi profitti e minimizzare i rischi di perdita. Fare trading sulle opzioni binarie, sebbene piuttosto semplice ad un primo sguardo, può comportare rischi elevati. E’ quindi indispensabile iniziare a fare trading solo con una solida formazione di base, così da non dover fronteggiare condizioni di mercato avverse senza la giusta preparazione. A questo proposito Iq Option rappresenta è una delle migliori alternative per il trading binario. Questo broker regolamentato CONSOB, vi offre infatti un percorso formativo d’eccellenza con webinar gratuiti, e-book avanzati, sessioni di coaching, analisi giornaliere e molto altro ancora. Il programma Iq Option ti consentirà di divenire un trader di successo capace di gestire con prontezza le fluttuazioni di mercato. E se questo non fosse abbastanza, il broker si impegna a rimborsarti i primi trade così che tu possa avvicinarti ai mercati in tutta sicurezza. Prova oggi Iq Option qui.


PRODUZIONE INDUSTRIALE
I numeri diffusi dall’Eurostat dicono che in Italia il livello della produzione industriale è inferiore del 31% risiero ai massimi pre-crisi, con un recupero di appena il 3% rispetto ai livelli più bassi registrati durante la crisi. Fanno molto meglio dell’Italia, la Germania con il 27,8%, La Francia che recupera l’8%, la Gran Bretagna con il 5,4% e persino la Spagna che ha recuperato il 7,5%.
Ancora peggiori i numeri per quanto riguarda le costruzioni. Anche nell’edilizia gli altri big recuperano di più: a ottobre il dato italiano era 85 punti sotto il massimo pre-crisi e ha toccato il nuovo minimo assoluto dall’inizio della crisi economica. Secondo l’Eurostat, tutte le altre grandi economie europee hanno invece recuperato dai picchi negativi, dal 32,9% della Spagna al 3,4% della Francia.

LAVORO E OCCUPAZIONE GIOVANILE
L’Italia registra un sensibile ritardo anche nel mercato del lavoro. Nel terzo trimestre del 2015 il tasso di disoccupazione
è sceso all’11,5% ma rimane un livello troppo alto, soprattutto se confrontato con il 4,5% della Germania e al 5,2 della Gran Bretagna. In un’ottica di trend persino la Spagna che fa segnare un tasso di disoccupazione del 21,6% ha fatto meglio dell’Italia. Madrid, infatti, ha recuperato il 4,7% rispetto ai livelli peggiori della crisi, rispetto all’1,6% italiano.

Dati ancora più negativi se analizziamo quelli relativo all’occupazione giovanile (dai 15 ai 24 anni). L’Italia è il fanalino di cosa dell’Ue con solo il 15,15 di giovani con un lavoro. In Francia lavorano il 28% dei giovani, nel Regno Unito quasi la metà (il 48,8%), in Germania il 43,8%. Anche la Spagna fa meglio di noi con il 17,7% di giovani occupati. Il recupero rispetto al periodo peggiore della crisi per Roma è inferiore al punto percentuale (0,9%), la Gran Bretagna fa registrare un recupero del 4,2%, la Germania del 2,7% e la Spagna quasi del due per cento (1,9%).

LA FIDUCIA DEI CONSUMATORI ITALIANI È AI MASSIMI Nonostante il quadro economico non appaia dei più floridi, i livello del clima di fiducia dei consumatori è ai livelli massimi dall’inizio della crisi. Ad incidere positivamente è il costo dell’energia, particolarmente vantaggioso. Roma (+7,7%)fa meglio di tutte le altre big europee, anche della Germania, dove il dato è persino negativo (-7,5%). Un dato positivo si registra anche nella fiducia delle imprese. Un ottimismo che fa il paio con quello del Ministero dello sviluppo.

Contribuì a scatenare la crisi dei mutui subprime: condannato a 10.000 dollari di multa

fannie maeSe oggi viviamo in crisi, è colpa della crisi dei mutui subprime. Una delle più colossali truffe della storia, con milioni di persone che comprarono case costose contraendo mutui che sapevano benissimo non poter restituire. La crisi nacque da questo comportamento immorale diffuso ma anche dal comportamento di Fannie Mae, che doveva fornire garanzie proprio per questi mutui. Uno dei funzionari, Thomas Lund, responsabile della divisione che si occupava di garantire prestiti per l’acquisto di case unifamiliari, è stato riconosciuto colpevole di gravissime colpe. Ha mentito spudoratamente alle banche e al mercato, nascondendo agli azionisti un’esposizione da 100 miliardi in mutui subrprime. Insomma, se oggi viviamo ancora in crisi lo dobbiamo anche a questo personaggio.

Un comportamento così grave dovrebbe essere sanzionato e lo sarà. Il bello è che Lund ha gli agganci giusti nell’America che conta (Obama, amici di Obama, amici degli amici di Obama). Risultato? Invece di passare qualche decennio in un penitenziario federale come avrebbe meritato per tutte le sofferenze causate a milioni di persone, se la cava con 10.000 dollari di multa.

Anzi, dobbiamo essere precisi. La SEC ha accettato di non considerare il pagamento come una multa ma come un semplice regalo verso il governo degli Stati Uniti d’America. Ancora, la multa non la pagherà nemmeno il famigerato Thomas Lund ma la stessa Fannie Mae. E indovinate un po’, chi è che mantiene in piedi la decotta Fannie Mae? Il governo degli Stati Uniti. In pratica Obama è riuscito nel capolavoro di salvare i suoi amici e di pagare la multa al posto loro.

Il governo degli USA fa quindi un regalo a se stesso come conseguenza di una truffa da centinaia di miliardi di dollari
, truffa che ha portato alla rovina decine di milioni di persone e che ancora oggi causa sofferenze immani in tutto il mondo.

Non credete anche voi che c’è qualcosa che non va?

Che poi già dalla definizione di Wikipedia ci possiamo accorgere che qualcosa non va dentro Fannie Mae:

La Federal National Mortgage Association, nota comunemente come Fannie Mae, è una government-sponsored enterprise statunitense, impresa privata con supporto governativo

E’ pubblica o è privata? Solita storia Keynesiana, le perdite sono pubbliche, i profitti privati, cioè destinati agli amici e ai supporter del governo.