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Quanto vale un dollaro australiano (AUD) in Euro (EUR)?

Quanto vale un dollaro australiano in euro

Oggi, quanto vale un Dollaro Australiano in Euro? Ecco tutte le delucidazioni per permettervi di capire quanto vale oggi un dollaro australiano in euro nel mercato forex.

Come investire sulla coppia di valute AUD/JPY

dollaro australiano

I principali mercati finanziari, nel corso degli ultimi mesi si sono dovuti spesso confrontare con un’instabilità intrinseca, causata in larga parte dalla svalutazione dello yuan e dell’economia cinese. Alcuni Paesi come Australia e Giappone hanno dovuto fare i conti non solo con i propri problemi economici, ma anche per via di questa vicinanza territoriale.

Dollaro australiano

dollaro australiano

Il dollaro australiano è la moneta, o valuta, ufficiale dello Stato dell’Australia e dei territori che da esso dipendono quali le Isole Cocos o Keeling, l’isola Christmas, le Isole Heard e McDonald e l’isola Norfolk. L’Australia vanta infatti molti arcipelaghi a lei vicini, che adottano la stessa moneta. Oltre a quelle descritte vi sono le isole Tuvalu, le isole Nauru e l’arcipelago delle Kiribati, e questi ultimi sono tre Stati indipendenti.

Il dollaro australiano è una valuta particolarmente apprezzata da chi fa forex trading in parte per le sue caratteristiche tecniche, in parte per motivi affettivi.

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Ogni moneta possiede un codice Iso 4217, che nel caso del dollaro australiano è AUD, anche se è consono scrivere la semplificazione o abbreviazione della valuta impiegando la sigla A$ oppure semplicemente $, come nel caso del dollaro americano.
La storia del dollaro australiano è abbastanza recente, perché dobbiamo considerare che l’Australia è stata per molti anni una colonia britannica. L’introduzione della moneta ufficiale è avvenuta in data 14 febbraio 1966 per rimpiazzare la sterlina australiana che aveva già da diverso tempo sostituito la sterlina inglese in terra australiana. Si tratta di una moneta divisa in 100 cent e al tempo il premier australiano Robert Menzies aveva espresso il desiderio di chiamare la valuta Royal. Furono proposti nomi quali l’Australe, ma alla fine la scelta cadde sulla nomea di dollaro australiano.

Dollaro australiano: emissioni

Due sono state le principali emissioni di questa valuta: la prima su carta avvenne per l’appunto nel 1966. Il primo dollaro australiano mostrava nella fronte l’effige della regina Elisabetta II e nel retro un’opera d’arte aborigena. L’emissione da 2 dollari mostrava John MacArthur, ufficiale dell’esercito britannico, imprenditore e politico e nel retro William Farrer, uno dei primi agronomi australiani. La banconota da 5 dollari mostrava nel fronte l’effige del naturalista e botanico inglese Joseph Banks e nel retro Caroline Chisholm, donna di lettere progressista e orientata al movimento femminista. La banconota del dollaro australiano da 10 dollari mostrava invece nella sua fronte l’effige di Francis Greenway, architetto inglese di nascita ma vissuto in Australia e nel retro l’immagine dello scrittore e poeta australiano Hanry Lawson. La banconota da 20 dollari australiani mostrava quindi nel fronte l’immagine dell’aviatore australiano Sir Charles Kingsford-Smith e sul retro l’effige di Lawrence Hargrave, pioniere dell’esplorazione e aviatore inglese. Per quanto riguarda le banconote di grande taglio, i 50 dollari australiani mostravano nella loro parte frontale l’effige di Howard Florey, patologo e fisiologo australiano e di John Clunies-Ross, capitano esploratore e governatore delle isole Cook. L’ultimo taglio del dollaro australiano, quindi la banconota da 100 dollari, venne emessa nel 1984 con l’esploratore britannico che guidò la spedizione nell’Artico Douglas Mawson nel fronte e l’astronomo e scopritore di comete John Tebbutt nel retro.

Nel 1984 vennero emesse delle altre banconote con personaggi diversi raffigurati
. La banconota da 1 dollaro australiano mostrava nella parte frontale la regina Elisabetta II e cinque canguri, mentre quella da due dollari mostrava sempre la regina Elisabetta II e un anziano uomo aborigeno nel retro. La regnante era presente anche nella banconota da 3 dollari, mentre nel retro era stata raffigurata l’effige della Parliament House e della vecchia Parliament House nel retro. È interessante notare che nel 2001, in occasione del centenario della federazione, venne emessa una banconota commemorativa che raffigurava nel fronte il politico australiano Henry Parkes e nel retro la donna di politica, di arte e lettere Catherine Helen Spence. All’inizio degli anni Novanta vennero quindi emesse nuove banconote da 10, 20, 30 e 100 dollari raffiguranti personaggi appartenenti alla vita politica, medica, sociale e naturalistica dell’Australia.

Dollaro australiano: monete

Per quanto riguarda le monetine, quelle che valgono frazioni di dollaro raffigurano sul retro il monarca e sul fronte una selezione di animali australiani autoctoni. Nel dettaglio, la monetina da 2 cent riporta un clamidosauro, quella da 5 cent è in argento e riporta un’echidna, mentre nei 20 centesimi è raffigurato l’ornitorinco. La moneta da 50 centesimi riporta il canguro e l’emù che reggono lo stemma del paese. Si tratta di una grande moneta dodecagonale realizzata con una lega in rame e nickel, che andò a sostituire la vecchia moneta rotonda e molto preziosa perché realizzata in argento.


Nel 1991 vennero abolite le piccole monetine di rame
, mentre nelle isole autonome di Tuvalu, Nauru e l’arcipelago delle Kiribati vi sono tuttora delle monete specifiche che hanno soprattutto uno scopo decorativo. Le più importanti sono quella emessa nel 1979 con lo stemma nazionale e quella da 1 dollaro con raffigurata una piroga sul bilanciere, nonché la moneta da 50 cent che riporta il frutto di Pandano e quella da 10 cent con il frutto del pane, quella da 5 cent con il geco e quella da 2 cent con la Cyrtosperma.

Dollaro australiano: previsioni

Per quanto riguarda le previsioni del dollaro australiano, si tratta di una situazione che viene definita stabile da molti anni dagli analisti internazionali. L’Australia è una terra forte poiché vanta molte ricchezze naturali, un’economia in ascesa e una situazione governativa stabile. Queste caratteristiche rendono le previsioni del dollaro australiano abbastanza semplice e poco altalenante da valutare da parte degli analisti che si occupano di prevedere le variazioni di valore delle valute nel nostro presente a livello internazionale.

Dollaro australiano-euro

Il cambio fra dollaro australiano ed euro è di circa 0,70 centesimi, ovvero serve questa quota di dollaro australiano per realizzare un euro di controvalore.

Dollaro australiano-dollaro neozelandese

Il dollaro neozelandese è la valuta ufficiale dello stato della Nuova Zelanda e delle isole Cook, che viene indicato con la sigla NZD. Si tratta di una moneta indipendente dal dollaro australiano anche se i due Stati sono molto attigui e assimilati sotto diversi punti di vista. Il valore di cambio del dollaro neozelandese nei confronti dell’euro è abbastanza simile a quello del dollaro australiano, quindi 0,65 centesimi di euro per un dollaro neozelandese.
Per ottenere un dollaro neozelandese serve 1,03 dollari australiani, il che dimostra come il valore delle due valute sia praticamente lo stesso, salvo variazioni periodiche.

Dollaro australiano-dollaro americano

È interessante notare che il cambio medio fra dollaro australiano e dollaro americano si stabilisce sui 0.75 dollari australiani per un dollaro americano.

Il dollaro è al ribasso contro le valute australi (Analisi Forex 23 Maggio 2016)

Il Dollaro Australiano e quello Neozelandese, sono saliti contro il Dollaro USA durante la mattinata di lunedì, in quanto gran parte dei traders hanno preferito mettere al sicuro le proprie posizioni lunghe sul dollaro, dopo la scorsa settimana che si è dimostrata molto positiva per il dollaro USA, in quanto le aspettative sono aumentate tantissimo dopo un rinnovato interesse da parte della Federal Reserve di innalzare il tasso di riferimento.

Il Dollaro Australiano, è al momento della scrittura delle news, in guadagno del +0.14%.

Il Dollaro USA si è rafforzato in grande misura, dopo che le minutes della Federal Reserve hanno confermato un possibile proseguimento dell’innalzamento dei tassi d’interesse, già dal prossimo mese.

I politici della Federal Reserve, hanno confermato che un innalzamento dei tassi d’interesse di Giugno potrebbe essere confermato, ma solo e soltanto se i dati economici indicheranno che siamo in fase di crescita anche nel secondo trimestre, e che l’inflazione e l’occupazione sono in aumento costante.

William Dudley, uno dei membri, in quanto Presidente, più importanti della Federal Reserve di New York, ha confermato durante la giornata di giovedì, che l’economia Statunitense potrebbe essere buona abbastanza da consentire un innalzamento dei tassi già del prossimo mese, oppure da Luglio.

Anche la coppia NZD/USD si è mossa al rialzo, mostrando un’ottima candela positiva, che porta la coppia al rialzo dello 0.55% a 0.6793 per questa prima sessione della settimana:

Screenshot 2016-05-23 09.21.03

L’indice del dollaro USA invece, che misura la forza del biglietto verde, contro un portafoglio di valute major, è in leggero ribasso di 95,16 -0,13, -0,14%.

Parlando anche della sessione asiatica conclusasi da poco, il Dollaro è caduto anche contro lo Yen, in quanto l’azionario di Tokyo e i dati giapponesi, hanno mostrato che c’è un disavanzo commerciale superiore alle aspettative per quanto riguarda il mese di Aprile. Vi lasciamo gli aggiornamenti degli ultimi prezzi Forex:

EUR/USD1.1235+0.0012+0.11%
EUR/CHF1.11120.00000.00%
GBP/USD1.4497-0.0017-0.12%
EUR/GBP0.7750+0.0026+0.34%
USD/CHF0.9890-0.0012-0.12%
USD/JPY109.47-0.66-0.60%
EUR/JPY123.00-0.63-0.51%
BTC/USD440.95+0.35+0.08%

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Il Dollaro cresce, arriva l’innalzamento dei tassi USA?

Il Dollar Index è al rialzo del +0.36% a 94,89, i prezzi sono supportati da dei dati macroeconomici molto interessanti che hanno permesso alla Federal Reserve di essere molto hawkish.

Durante la giornata di Martedì, i dati hanno mostrato che i prezzi al consumo USA hanno registrato il più grande incremento in più di tre anni, nel mese di Aprile. Il Dipartimento del Lavoro ha affermato durante la giornata di martedì, che i prezzi al consumo sono aumenti dello 0.4% durante il mese scorso, si tratta dunque del più grande incremento dal Febbraio 2013, dopo essere salito dello 0.1% durante il mese di Marzo. Si tratta quindi di un incremento annuale dell’1.1% sul CPI, rispetto allo scorso anno.

Anche la costruzione di case negli Stati Uniti è rimbalzata nel mese di aprile, un segno che il mercato immobiliare potrebbe aver trovato trazione dopo un primo trimestre di cali. Il Dipartimento del Commercio ha detto Martedì che l’indice delle costruzioni edilizie private è aumentato del 6,6% rispetto al mese precedente a un tasso destagionalizzato annuale di 1.172.000 nel mese di aprile. Le cifre del primo trimestre sono stati riviste al rialzo di 40.000.

Inoltre, a sostenere il biglietto verde, sono stati i commenti che sostengono la linea dura di due membri di spicco della Fed. Sia il presidente della Fed di Atlanta Dennis Lockhart che il presidente della Fed di San Francisco John Williams hanno suggerito che ci saranno “due o tre rialzi dei tassi,” progettati per il futuro, mentre Lockhart ha osservato che un rialzo dei tassi rimarrà comunque sul tavolo quando la Federal Open Market Committee si riunirà per la due giorni del prossimo 14-15 Giugno.

Per quanto riguarda la situazione delle coppie Forex, possiamo notare un aumento generale del dollaro, in praticamente tutte le coppie major:

EUR/USD1.1262-0.0048-0.42%
USD/JPY109.43300.46800.43%
GBP/USD1.4429-0.0016-0.11%
EUR/GBP0.7805-0.0024-0.31%
EUR/JPY123.2390-0.0120-0.01%
AUD/USD0.7274-0.0044-0.60%

Il crollo più pronunciato c’è stato per la coppia AUD/USD. Il Dollaro Australiano sta infatti passando dei giorni di grande pressione. All’inizio della sessione di martedì scorso, l’assistente del governatore della RBA, Guy Debelle, ha affermato ad un pubblico cinese che la nazione dovrebbe continuare il suo percorso di internazionalizzazione della valuta, ma ha sostenuto l’approccio cauto di Pechino al compito.
Il dollaro australiano ha anche visto nuovi ribassi, in quanto i nuovi dati riguardanti la crescita dei salari sono stati più bassi del previsto. I salari sono aumentati solo dello 0,4% trimestralmente, e del 2,1% a/a – su entrambe le misure siamo di fronte al dato di crescita più lento di sempre.

L’inversione del Dollaro Australiano sorprende i mercati

C’è stata un grande sorpresa nei mercati delle valute questa mattina, la sorpresa è arrivata direttamente dalla Reserve Bank of Australia, e dalle minutes che sono state appena rilasciate. L’aussie ha invertito il suo corso. salendo di ben 68 punti, a 0.7355, in rialzo dello 0.93%. Anche il Kiwi ha guadagnato, muovendosi di 28 punti al rialzo, per toccare il livello di 0.6818. Il Dollaro Australiano è salito contro i suoi avversari più importanti, dopo che la RBA ha rilasciato le minutes riguardanti la politica monetaria di Maggio. La Banca Centrale ha tagliato i tassi per la prima volta in un anno, menzionando il dato sottotono sull’inflazione, come un principale fattore che ha spinto ad un taglio dei tassi d’interesse. Il taglio ha portato gli speculatori ad aspettarsi un nuovo taglio dei tassi futuro. La situazione Forex è la seguente:

Screenshot 2016-05-17 09.46.14

EUR/USD 1.1331 0.0013 0.11%
USD/JPY 109.4060 0.2960 0.27%
GBP/USD 1.4518 0.0065 0.45%
EUR/GBP 0.7805 -0.0024 -0.31%
EUR/JPY 123.9700 0.4710 0.38%
AUD/USD 0.7355 0.0068 0.93%

Nonostante il tono molto dovish delle minutes di Martedì, secondo molti economisti ed esperti delle politiche monetarie internazionali, siamo molto vicini ad un nuovo taglio del tasso d’interesse. Le parole utilizzate dalla RBA attualmente, sono molto simili a quelle del Febbraio dello scorso anno, che furono seguite da questo taglio.

I mercati finanziari, potrebbero arrivare alla conclusione che il meeting di Maggio della RBA implica che la Banca con poche probabilità rimarrà al livello di 1.75%, con un’altra riduzione fino all’1.50%. Ma siamo certi che un nuovo taglio, sarà senza dubbio messo in atto solo e soltanto se ci sarà un dato sull’inflazione tale da giustificarlo.

L’Australian Bureau of Statistics verso la fine di aprile ha riferito che l’indice dei prezzi al consumo (CPI) si è contratto dello 0,2 per cento nei tre mesi fino alla fine di marzo, portando il tasso annuo al 1,3 per cento, rispetto al 1,7 per cento alla fine del Dicembre. È stato il primo segnale di deflazione in sette anni.

I verbali hanno rivelato che i membri del consiglio che hanno preso una decisione per fare un taglio del tasso di rifinanziamento principale oppure per rimanere in attesa di ulteriori informazioni. La banca centrale ha affermato che i prezzi dovrebbero rimanere intorno all’1-2 per cento rispetto al 2016, recuperando intorno ai livelli di 1,5% – 2,5% entro la metà del 2018. I membri hanno notato che le prospettive per le condizioni economiche interne sono cambiate poco o nulla. Sul fronte internazionale, la RBA ha affermato che la crescita dei principali partner commerciali dell’Australia è probabile che sia in realtà un pò più timida di quanto si pensasse.

Gli effetti sul Forex dell’annuncio del nuovo stimolo monetario BCE

La volatilità è stata all’ordine del giorno durante la scorsa settimana, in praticamente tutti i mercati finanziari e in tutti le asset class, in quanto gli investitori hanno reagito con vigore ai segni sempre più persistenti di un’indebolimento generale dell’economia, e ai prezzi del petrolio sempre più bassi. La settimana è incominciata con i titoli di prima pagina dell’economia Cinese, che è cresciuta solo del 6.9% rispetto al 7.3% di un anno prima, registrando quindi la crescita più bassa degli ultimi 25 anni.

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Tutto sul nuovo Stimolo Monetario della BCE

I venditori hanno preso il controllo dei mercati azionari sulla notizia e la debolezza si è addirittura aggravata dopo che il Fondo monetario internazionale ha affermato di aspettarsi che l’economia cinese crescerà del 6,3% quest’anno e del 6,0% nel 2017. Inoltre, i prezzi del petrolio greggio sono stati colpiti da una massiccia ondata di pressione di vendita, raggiungendo il loro minimo di 12 anni prima di un rally di quasi il 21% in chiusura durante la sessione del Venerdì. Il rally di copertura short molto aggressivo, è stato alimentato da condizioni tecniche di ipervenduto e le preoccupazioni per una una bufera di neve imminente che dovrebbe aumentare il consumo di carburante. I fondamentali nel complesso, tuttavia, rimangono ribassisti.

AUD/USD stimolo monetario BCE

Le azioni e valute che influenzano le materie prime, hanno aperto la strada alla fine della scorsa settimana con rally imponenti, guidati da sentori di nuove misure di stimolo da parte della Banca centrale europea. I commercianti hanno anche concluso la settimana con la speculazione che la banca centrale del Giappone potrebbe aumentare il suo programma di acquisto di asset, affermato nella riunione di fine gennaio.
L’Aussie, ovvero la coppia AUD / USD si è piegata, ma tuttavia non si è rotta la scorsa settimana. La coppia Forex è rimbalzata al suo minimo degli ultimi sette anni all’inizio della settimana, comunque, per essere scambiata al rialzo nella seconda parte della settimana, spinta da parte degli acquirenti, che hanno piazzato delle scommesse audaci, per un recupero sopra i 0,7000.

NZD/USD stimolo monetario BCE

La coppia NZD / USD è stata sotto pressione all’inizio della settimana dopo il rilascio di dati sull’inflazione da parte della Nuova Zelanda, che sono stati peggiori del previsto. I commercianti si aspettavano un aumento dello 0,3 per cento dell’inflazione, ma in realtà è stato solo dello 0.1%. Anche il CPI trimestrale ha deluso con una contrazione dello 0,5 per cento, al di sotto del previsto calo dello 0,2 per cento.

EUR/USD stimolo monetario BCE

Dopo diverse settimane di consolidamento, la coppia EUR / USD ha chiuso al ribasso venerdì, in quanto l’annuncio di un possibile nuovo QE ha messo ulteriore pressione al ribasso. Il dollaro è però avanzato contro l’euro dopo che il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi ha suggerito che più QE potrebbe arrivare già a marzo.

Lunedì Nero della Borsa Mondiale, ma si può fare profitti anche in momenti come questo

Lunedì nero borsa

Il 2016 è iniziato nel peggiore dei modi per chi investe assiduamente nei mercati azionari, in quanto si tratta della prima vera seduta dell’anno che ha portato le borse di tutto il mondo, compresa Piazza Affari, Dow Jones e Nasdaq ad andare in rosso di oltre il 2-3%, vediamo insieme però i postumi in questa mattinata di martedì.

US Dollar Index 99.04 0.17 0.17%
S&P 500 2011.75 -0.50 -0.02%
NASDAQ 100 4652.00 -39.07 -0.83%
DAX 30 10377.00 -9.50 -0.09%

Il FTSE Mib ha perso addirittura il 3,2% andando al di sotto dei 20.730 punti, pesanti sono stati i movimenti ribassisti anche nel resto d’Europa, in quanto il Dax ha perso circa il 5%, il Cac40 il 3%, FSTE 2.30%. E’ stato veramente un lunedì inaspettato che ha portato la gran parte degli indici europei ed americani a crollare sonoramente.

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Un nota importante la merita l’S&P500, che ha avuto il peggior anno dal 2001, scendendo ben al di sotto del livello psicologico dei 2000. Il 2015 per il Dow Jones e lo S&P si è chiuso in negativo per la prima volta dal 2008 e dal 2011.

Le cause del crollo, le cause del lunedì nero della Borsa Mondiale

Gli analisti affermano che queste che stiamo vedendo adesso in Europa e USA, sono le ripercussioni naturali del crollo della Borsa in Cina, in quanto l’indice Shangai Composite ha perso addirittura il -6.90%, e dello Shenzhen Composite che ha perso addirittura l’8%, registrando la peggior seduta mai vista dal 2007.

Importanti movimenti anche sul Forex

EUR/USD 1.0900 0.0033 0.30%
USD/JPY 119.0900 -1.2275 -1.02%
GBP/USD 1.4759 0.0020 0.13%
EUR/GBP 0.7385 0.0011 0.15%
EUR/JPY 129.8100 -0.9430 -0.72%
AUD/USD 0.7201 -0.0087 -1.19%

Vediamo dei grossi movimenti nella nottata anche sulle Australi, come ad esempio il Dollaro Australiano, che ha perso l’1.19%. Brutta batosta questa mattina anche per il Dollaro, che perde l’1% contro lo Yen.

L’Oro è il vero protagonista

Nelle situazioni di crisi come queste, tutti si abbuffano sull’oro, che in questi giorni è salito tantissimo:

Petrolio 36.70 -0.13 -0.35%
Oro 1077.60 5.25 0.49%
Gas Naturale 2.30 0.01 0.31%
Argento 13.97 0.14 1.04%
Grano 459.25 -1.00 -0.22%
Caffè 124.02 -2.08 -1.65%

In queste ore sta tentando di scavalcare la soglia di 1080, ma forse i bull non basteranno per cambiare il trend.

Fare profitti anche in momenti di magra come questo

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Tensione per il meeting Federal Reserve

Settimana importantissima per la Federal Reserve, che dovrebbe finalmente decidere sul tasso d’interesse

Questa settimana sarà senza dubbio dominata dal meeting della Federal Reserve e della conferenza stampa presieduta da Janet Yellen, dove verrà deciso durante la giornata di mercoledì il da farsi sul tasso d’interesse USA. Nel frattempo, i traders delle valute sono molto concentrati dai prezzi delle materie prime, in special modo dal petrolio, fattori che stanno pesando notevolmente sui prezzi. La giornata di oggi non sarà caratterizzata da un’assenza di dati, in quanto i traders si stanno preparando alle vacanze natalizie. Ma chi ha un conto forex attivo certo starà molto attento a seguire gli sviluppi del mercato…

Le notizie provenienti dalla sessione asiatica, sono state comunque molto importanti, in quanto il Giappone ha da pochissimo rilasciato i suoi dati manifatturieri e non manifatturieri, attraverso l’indice Tanken che è risultato leggermente migliore rispetto alle previsioni. Questo ha permesso allo Yen giapponese di scavalcare la quota di 121, per poi tornare qualche ora dopo proprio sotto questo livello.

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La fiducia nei grandi costruttori giapponesi ha tenuto botta negli ultimi tre mesi, ma sta comunque peggiorando, secondo un sondaggio della banca centrale. L’indice del titolo per il sentiment dei grandi produttori è a +12 nel mese di dicembre, un livello invariato rispetto a tre mesi fa, secondo la Banca del Giappone con il suo indice “Tankan”. Un ottimo dato rispetto alla stima mediana di +11. Contro l’euro la moneta giapponese ha guadagnato 25 punti, e adesso è scambiato intorno a 132.70.

Il dollaro australiano e il kiwi sono scesi, in quanto il dollaro USA ha riacquistato parte del suo slancio. Le valute australi sono entrambi cadute venerdì, in quanto i commercianti sono molto preoccupati per l’economia cinese, così come il calo dei prezzi delle materie prime a livello mondiale hanno portato al calo dei prezzi del petrolio. Il dollaro AUD è scambiato a 0,7175 e il NZD a 0,6695, e il dollaro è a 97.85 dopo aver rotto il livello di 100, che era il prezzo di appena una settimana fa.

Prezzi forex

EUR/USD 1.1033 0.0060 0.54%
USD/JPY 120.4700 -0.6300 -0.52%
GBP/USD 1.5131 -0.0062 -0.41%
EUR/GBP 0.7292 0.0069 0.95%
EUR/JPY 132.9100 0.0295 0.02%
AUD/USD 0.7248 0.0060 0.83%

Le Australi dominano i mercati

Un buon momento per investire nel Dollaro Australiano

E’ arrivato il momento di investire nelle Australi? Diremmo proprio di sì, in quanto ci sono stati degli ottimi dati economici, e non c’è alcuna fretta per abbassare i tassi da parte della RBA.

AUD/USD, guardate che progressione:

audusd

Le australi stanno andando molto bene questa mattina. L’Aussie è stato supportato dal rilascio delle news provenienti dalla Royal Bank of Australia e da ottimi dati macroeconomici che hanno senza dubbio aiutato il percorso del dollaro australiano, specialmente contro il dollaro, in quanto attualmente la coppia sta guadagnando oltre 29 punti, in crescita dello 0.40%.

Una valuta sostenuta dalla RBA

Il dollaro australiano è stato sostenuto da segni che la banca centrale e Glenn Stevens non hanno nessuna fretta per ridurre i tassi, anche se i ripetitivi e deludenti dati potrebbero cambiare la situazione in futuro. Anche se i commercianti sperano in ulteriore stimolo dalla Cina aiuterà l’economia australiana. Il verbale conteneva una valutazione positiva del mercato del lavoro dal consiglio della banca, e commenti che gli sforzi di regolamentazione per smorzare l’attività degli investitori nel mercato immobiliare sembrano funzionare molto bene. Ci sono ottimi segni quindi da parte delle australi, che potrebbero quindi continuare ad estendere i guadagni anche durante la settimana. Tenete d’occhio quindi valute come AUD, NZD e anche lo Yen, che dipende ovviamente moltissimo dalla Cina e dalle valute Australi.

I latticini aiutano incredibilmente il dollaro australiano

Ad aiutare entrambe le valute è stato il movimento rialzista dei prezzi dei prodotti lattiero-caseari, in quanto entrambi i paesi sono grandi esportatori. I prezzi alla vendita all’asta GlobalDairyTrade sono stati crescenti in quattro aste consecutive. L’asta GDT di Fonterra Cooperative Group ci sarà nella giornata di oggi, con i futures dei prezzi del latte che si prevede possano avere poco movimento, dopo i guadagni negli ultimi quattro eventi. Il recente rally dei prezzi dei prodotti lattiero-caseari ha contribuito a fugare i timori per l’economia della Nuova Zelanda, dopo un crollo dei prezzi attraverso la maggior parte dell’anno, che ha costretto gli esportatori di latte a tagliare i loro versamenti agli agricoltori, erodendo il loro reddito per la stagione in corso e pesando sulle prospettive per il settore rurale.

Prezzi forex live

Ma torniamo al Forex, e diamo uno sguardo ai prezzi durante questa mattinata:

EUR/USD 1.1362 0.0028 0.25%
USD/JPY 119.5400 0.1240 0.10%
GBP/USD 1.5480 0.0014 0.09%
EUR/GBP 0.7340 0.0012 0.16%
EUR/JPY 135.8100 0.4960 0.37%
AUD/USD 0.7279 0.0029 0.40%

Tutto “all green”, era un pezzo che non vedevamo tutte le major in verde. Infatti come è possibile vedere ad accusare attualmente è soltanto lo Yen, in quanto USD, EUR ed AUD stanno avendo la meglio.

Innalzamento tassi d’interesse USA rimandato

Innalzamento Tassi USA rimandato

Questa prima parte di settimana è già partita male per il dollaro, che nonostante continui ad avere una buona fiducia da parte degli investitori, potrebbe vedersi allontanare l’innalzamento dei tassi dal 2015 al 2016.

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La scorsa settimana è stata piena di sorprese, ma per una volta non sono state le questioni Cinese, Greche o altre catastrofi mondiali a scuotere i mercati.

La giornata di ieri è stata prevalentemente mista, ma nella quale il dollaro è riuscito a spuntarla per un soffio. Forse questa notizia se l’aspettavano in pochi, ma è praticamente realtà. Le previsioni degli analisti per un rialzo dei tassi nel 2015 sono scese ad un livello ridicolo, e gran parte ormai si aspetta un rialzo nel 2016.

I datori sul lavoro degli Stati Uniti hanno mostrato che sono stati aggiunti ben 142.000 lavoratori ai libri paga non agricoli nel mese di settembre, secondo il Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti, ben al di sotto quindi dei 202.000, ovvero l’aumento previsto dagli economisti. L’aumento di agosto è stato rivisto al ribasso, il tasso di disoccupazione è rimasto al 5,1 per cento, il livello più basso degli ultimi sette anni, i salari ristagnano e più persone hanno lasciato la forza lavoro, un dato molto allarmante che sta facendo alzare le antenne a molti investitori.

I dati al ribasso hanno portato molte scommesse su un rialzo dei tassi per il 27-28 ottobre, data in cui ci sarà un incontro della politica monetaria della Fed, l’innalzamento dei tassi per adesso è quindi previsto al 10 per cento, dal 18 per cento una settimana prima e dal 41,5 per cento di un mese fa, secondo la price action nei contratto a termine dei fondi Fed. Le probabilità di un rialzo dei tassi a marzo 2016 sono oltre del 50 per cento.

C’è stato quindi un allontanamento delle possibilità per un innalzamento dei tassi d’interesse.

Ora che i dati sui posti di lavoro in USA sono finalmente usciti, l’attenzione tornerà a questa settimana nella Reserve Bank of Australia e sulla decisione del comitato monetario. Molte sono state le pressioni sul da farsi per la Reserve Bank of Australia, che dovrà decidere se tagliare i tassi di interesse nella prossima riunione di politica monetaria il 6 ottobre. Il motivo principale per il taglio è il rapporto ribassista da parte del Fondo Monetario Internazionale, e le previsioni di crescita per il calo degli esportatori di materie prime, tra cui ovviamente c’è anche l’Australia.

EUR/USD     1.1185     0.0010     0.08%
USD/JPY     120.4900     0.0000     0.00%
GBP/USD     1.5148     -0.0000     0.00%
EUR/GBP     0.7384     0.0007     0.09%
EUR/JPY     134.7800     0.0900     0.07%
AUD/USD     0.7077     -0.0006     -0.09%

Il dollaro Australiano continua infatti a perdere, con un EURO sopra le righe che in queste prime ore mattutine sta recuperando non poco terreno, dopo un lunedì deludente.

Il dollaro crolla dopo la decisione della Fed di mantenere i tassi inalterati

E’ finalmente arrivata la decisione della Fed sui tassi. Erano mesi che aspettavamo questa decisione, e finalmente è arrivata. La Federal Reserve ha finalmente deciso che non è ancora arrivato il momento di innalzare i tassi d’interesse in questa economia che si sta “espandendo moderatamente”, a detta della Fed.

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La reazione è stata ovviamente drammatica da parte del dollaro, che ha perso contro tutte le valute, in parte minore contro le australi e le giapponesi il primo giorno, ma in questo ultimo giorno della settimana di trading stanno arrivando le bastonate più forti da parte della sessione europea.

Solo stamattina infatti la situazione è drammatica:

EUR/USD 1.1447 0.25%
USD/JPY 119.1800 -0.85%
GBP/USD 1.5643 0.39%
EUR/GBP 0.7319 -0.11%
EUR/JPY 136.4200 -0.60%
AUD/USD 0.7253 1.26%

Degno di nota il comportamento di AUD/USD, che guadagna l’incredibile quota di 1.26% sul dollaro:

dollaro usa dollaro australiano

La coppia è infatti ora adesso sul supporto importante di 0,7250 e sta avendo qualche difficoltà a superarlo.

La FOMC ha lasciato quindi i tassi invariati, mostrando preoccupazioni per la debolezza globale. I motivi per questa mossa sono molteplici ma la preoccupazione principale sembra essere l’economica globale e i suoi sviluppi che potrebbero frenare l’attività economica negli Stati Uniti. I membri della Fed hanno inoltre affermato che i recenti sviluppi a livello mondiale sono negativi e probabilmente metteranno ulteriore pressione al ribasso sull’inflazione.

La Fed ha osservato ancora la debolezza delle esportazioni, e il fatto che le misure di inflazione basate sul mercato si sono mosse al ribasso. La FOMC ha indicato ancora una volta che sarà opportuno aumentare i tassi quando sarà certo che che l’inflazione si sarà mossa di nuovo all’obiettivo del 2%.

Lacker non è stato favorevole alla decisione della Fed, in quanto era in favore ad un aumento del tasso d’interesse. La Fed ha ribadito che l’economia si sta espandendo ad un tasso moderato, i dati immobiliari sono migliorati ulteriormente, e l’inutilizzo delle risorse di manodopera è diminuito.

In conclusione, la decisione della Fed è stata senza dubbio una delusione per tutti quei traders che si stavano aspettando un innalzamento del tasso d’interesse. La Yellen è rimasta timidamente dovish, non innalzando il tasso d’interesse. Tuttavia crediamo che la decisione della Federal Reserve sia buona, in quanto l’economia non ha ancora tutti i dati in regola per poter subire un innalzamento dei tassi, che potrebbe peggiorare la situazione, c’è bisogno quindi ancora di un periodo con i tassi bassi per far maturare al meglio la situazione.