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Giocare in borsa: un gioco molto serio

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Devo dire che la parola giocare in borsa non mi è mai piaciuta e non mi ha mai convinto del tutto. Certo i veterani della borsa, quelli che facevano trading quando ancora non si sapeva che cosa fosse internet, amano utilizzare questa espressione. Sono grandi vecchi, persone che nell’ambiente vengono rispettati perché loro, ai loro tempi, gli ordini dovevano urlarli al telefono, non immetterli con una piattaforma di trading online, magari comodamente da un tablet o uno smartphone. Loro, ai loro tempi, non avevano a disposizione un flusso continuo di notizie garantito da internet.

Banche e istituti centrali continuano a determinare l’andamento dei mercati

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Dopo una settimana difficile e carica di tensioni, le borse del Vecchio Continente tentano di chiudere la settimana in rialzo, reagendo con fiducia all’ampio progetto varato giovedì scorso dalla Banca centrale inglese. Come annunciato dal governatore dell’istituto Mark Carney il costo del denaro è stato tagliato dallo 0,5% allo 0,25%, raggiungendo il nuovo minimo storico. La manovra di stimolo opererà su diversi fronti: il piano di acquisto di titoli di Stato è stato portato da 375 a 435 miliardi di sterline, e verranno avviati un acquisto di 10 miliardi di sterline di debito societario di alta qualità e un altro, con un valore potenziale di 100 miliardi di sterline, per garantire la presenza di credito bancario a seguito del taglio dei tassi di interesse.

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Borse europee al momento quindi positive, in particolare Piazza Affari che da tutta la mattina guadagna oltre l’1% grazie ai risultati delle recentemente pubblicate trimestrali, che hanno portato in rialzo Bper, Ynap e Mediobanca. Più moderati gli altri principali listini europei, con Londra a +0,3%, Francoforte a +0,1% e Parigi a +0,5%. Si rimane comunque in attesa dei dati di luglio sul mercato del lavoro statunitense, che verranno pubblicati oggi pomeriggio e il cui esito inevitabilmente determinerà il comportamento della Federal Reserve sulla politica monetaria da mantenere.

Secondo quanto previsto dagli analisti di Saxo Bank, il settore non agricolo negli USA a luglio dovrebbe creare 179mila posti di lavoro, tanti quanti quelli calcolati nel settore privato mercoledì scorso da Adp. Un dato rilevante, e che secondo le previsioni non dovrebbe avere grandi ripercussioni sul tasso di disoccupazione, previsto in discesa dal 4,9% al 4,8%. Il tanto atteso ritocco del costo del denaro da parte della Fed rimane in ogni caso atteso dopo l’estate, anche se alzare i tassi ora, dopo le manovre espansive varate da Bce e BoE, potrebbe portare a una svalutazione del biglietto verde. Inoltre le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono salite inaspettatamente restando comunque sotto quota 300.000 per la 74esima settimana consecutiva, un risultato che mancava dal 1973.

Buone notizie invece per Mediobanca dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali
, ampiamente al di sopra delle attese degli analisti, arrivati dopo la conferma della partecipazione al fondo Atlante 2 e alla imminente ricapitalizzazione di Mps: il bilancio annuale ha mostrato infatti un utile netto di 605 milioni, in aumento del 2% rispetto allo scorso anno. Un risultato importante, frutto di una ampia diversificazione del business che ha reso bene all’istituto di piazzetta Cuccia, che vanta oggi indici di capitale oltre il 12%. Inoltre la cedola è in aumento dell’8% a 0,27 euro per azione, rispetto agli 0,25 euro del 2014/2015, garantendo un payout in rialzo al 38%. Inverte invece la rotta Monte dei Paschi di Siena, che dopo un avvio positivo torna sotto la parità, in ribasso dell’1,43% a 0,25 euro. Balza invece in avanti del 9% circa la Banca Popolare dell’Emilia Romagna, spingendo anche Bpm e Banco popolare a recuperare terreno in attesa della diffusione dei conti prevista per oggi.

Per quanto riguarda le valute l’euro si mantiene poco mosso, attestandosi a 1,114 dollari e a 112,57 yen
. Rimane debole la sterlina, a quota 1,31 contro il biglietto verde, che a sua volta arretra sulla valuta nipponica a 101,05. Lo spread tra Btp e Bund decennali è poco mosso a 124,9 punti base, con un rendimento stabile all’1,14%. In Francia, intanto, il deficit commerciale è peggiorato nel primo semestre di 1,1 miliardi, arrivando a un totale di circa 24 miliardi, appesantito dal settore manifatturiero e affondando l’export dell’1,4%, e l’import dell’1%.

Anche la Borsa di Tokyo rimane in attesa delle indicazioni sul mercato del lavoro USA, terminando in parità la settimana con l’indice Nikkei che si mantiene stabile a 16.254 punti, praticamente invariato rispetto a ieri. Ha chiuso invece in modo contrastato Wall Street, anche se gli indici si sono mossi all’interno di un intervallo relativamente ristretto: il Dow Jones ha perso lo 0,02%, l’S&P 500 è salito dello 0,02% e il Nasdaq dello 0,13%.

Lunedì Nero della Borsa Mondiale, ma si può fare profitti anche in momenti come questo

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Il 2016 è iniziato nel peggiore dei modi per chi investe assiduamente nei mercati azionari, in quanto si tratta della prima vera seduta dell’anno che ha portato le borse di tutto il mondo, compresa Piazza Affari, Dow Jones e Nasdaq ad andare in rosso di oltre il 2-3%, vediamo insieme però i postumi in questa mattinata di martedì.

US Dollar Index 99.04 0.17 0.17%
S&P 500 2011.75 -0.50 -0.02%
NASDAQ 100 4652.00 -39.07 -0.83%
DAX 30 10377.00 -9.50 -0.09%

Il FTSE Mib ha perso addirittura il 3,2% andando al di sotto dei 20.730 punti, pesanti sono stati i movimenti ribassisti anche nel resto d’Europa, in quanto il Dax ha perso circa il 5%, il Cac40 il 3%, FSTE 2.30%. E’ stato veramente un lunedì inaspettato che ha portato la gran parte degli indici europei ed americani a crollare sonoramente.

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Un nota importante la merita l’S&P500, che ha avuto il peggior anno dal 2001, scendendo ben al di sotto del livello psicologico dei 2000. Il 2015 per il Dow Jones e lo S&P si è chiuso in negativo per la prima volta dal 2008 e dal 2011.

Le cause del crollo, le cause del lunedì nero della Borsa Mondiale

Gli analisti affermano che queste che stiamo vedendo adesso in Europa e USA, sono le ripercussioni naturali del crollo della Borsa in Cina, in quanto l’indice Shangai Composite ha perso addirittura il -6.90%, e dello Shenzhen Composite che ha perso addirittura l’8%, registrando la peggior seduta mai vista dal 2007.

Importanti movimenti anche sul Forex

EUR/USD 1.0900 0.0033 0.30%
USD/JPY 119.0900 -1.2275 -1.02%
GBP/USD 1.4759 0.0020 0.13%
EUR/GBP 0.7385 0.0011 0.15%
EUR/JPY 129.8100 -0.9430 -0.72%
AUD/USD 0.7201 -0.0087 -1.19%

Vediamo dei grossi movimenti nella nottata anche sulle Australi, come ad esempio il Dollaro Australiano, che ha perso l’1.19%. Brutta batosta questa mattina anche per il Dollaro, che perde l’1% contro lo Yen.

L’Oro è il vero protagonista

Nelle situazioni di crisi come queste, tutti si abbuffano sull’oro, che in questi giorni è salito tantissimo:

Petrolio 36.70 -0.13 -0.35%
Oro 1077.60 5.25 0.49%
Gas Naturale 2.30 0.01 0.31%
Argento 13.97 0.14 1.04%
Grano 459.25 -1.00 -0.22%
Caffè 124.02 -2.08 -1.65%

In queste ore sta tentando di scavalcare la soglia di 1080, ma forse i bull non basteranno per cambiare il trend.

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Tesla pronta a vendere 2.1 mln di azioni per espandere il proprio business verso una Tesla Economica: la Model 3

Tesla Motors Inc., il produttore di auto elettriche di lusso, ha affermato che offrirà 2,1 milioni di azioni che permetteranno all’azienda Statunitense di raccogliere circa $ 500 milioni per ampliare il business oltre al prossimo modello di SUV Tesla che uscirà il prossimo mese.

La società ha detto che con il ricavato, si possono raggiungere $ 566.500.000 se i sottoscrittori eserciteranno pienamente la loro opzione per l’acquisto di ulteriori azioni, questi soldi poi saranno utilizzati per espandere le operazioni di vendita al dettaglio della società, la rete di ricarica e di archiviazione di energia, così come per sviluppare la più grande fabbrica di batterie del mondo e un’auto elettrica più-conveniente chiamata Model 3, secondo una deposizione presso la Securities and Exchange Commission. Le azioni di Tesla sono salito del 2 per cento circa a $ 242 circa.

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Le azioni sono scivolate del 15 per cento
Mercoledì scorso dopo aver chiuso a $ 282,26 il 20 luglio, il primo giorno di negoziazione dopo aver annunciato l’opzione “Modalità Ludicrous” che potrebbe portare una Model S berlina da zero a 60 miglia (97 chilometri) all’ora in 2,8 secondi. L’Amministratore Delegato Elon Musk ha introdotto il primo incentivo alle vendite del brand il 29 luglio e il 5 agosto e ha affermato che le consegne potrebbero cadere del 10 per cento al di sotto dell’obiettivo originale se i fornitori non potranno fornire pezzi necessari in tempo.

Musk, il più grande azionista della società, ha indicato che potrebbe comprare fino a 83,974 mila azioni nell’offerta ad un prezzo di $ 20 milioni, in base alla deposizione.

Tesla ha raccolto $ 226.000.000 nel giugno 2010, mese in cui ci fu l’offerta pubblica iniziale, la prima IPO per una casa automobilistica degli Stati Uniti in mezzo secolo. Nel maggio 2013, l’azienda ha raccolto 1.08 miliardi di dollari $ in titoli azionari e in offerte, una mossa che ha permesso di rimborsare il suo prestito di $ 465.000.000 dal Dipartimento dell’Energia, nove anni prima del previsto. Nel febbraio 2014, Tesla ha preso in prestito 2.3 mld di dollari per contribuire a finanziare la cosiddetta gigafactory, che sta costruendo vicino a Reno, Nevada. Nel mese di giugno, Tesla ha ottenuto una linea di credito del valore di $ 750 milioni.

Ottimo martedì per le borse

E’ stato un ottimo martedì per le borse, che dopo ben una settimana di risultati negativi, si riesce a riprendere, con un sospiro di sollievo da parte di tutti i traders.



Le borse sono state fermamente rialziste questo martedì, dopo una striscia negativa, caratterizzata da ben cinque giorni di perdite.

Il Dow è salito di 200 punti, l’S & P 500 è salito di 27 punti, e il Nasdaq è salito di 56 punti. Lunedì, il Dow è sceso al suo livello più basso da almeno cinque mesi.

Abbiamo visto alcuni risultati economici molto positivi questa mattina, con l’UPS, Ford, Merck, la Pfizer che hanno frantumato al rialzo le stime.

Ma gigante del petrolio BP, ha perso molto terreno, riportando una perdita degli utili, posizionandosi per “un periodo di prezzi più bassi”. Lunedì, il Brent, uno dei punti di riferimento internazionali, è scivolato in un mercato che è stato molto ribassista – andando quindi a registrare un calo del 20% dai recenti massimi.

L’azionario Cinese ha avuto un martedì alquanto agitato , con lo Shangai Composite che ha aperto al ribasso del 4%, andando dal rosso al verde svariate volte per poi andare a chiudere al ribasso dell’1.7% al ribasso. L’indice è sceso dell’8.5% durante la giornata di lunedì, si è trattato quel giorno della peggiore sessione dal Febbraio 2007.

Parlando invece del mercato americano, i prezzi delle case Case-Shiller hanno mostrato un ribasso dello 0.2% mensile, ma un incremento del 4.9% annuale.

I Servizi Flash PMI sono stati un po’ meglio del previsto, andando a 55,2 nel mese di luglio rispetto al consensus di 55,0 e rispetto a 54,8 del mese di giugno.
E, la fiducia dei consumatori è scesa al minimo degli ultimi 10 mesi. L’indice del Conference Board è sceso a 90,9 nel mese di luglio, da 101,4 del mese precedente.

Dopo la chiusura dei mercati, l’American Petroleum Institute rilascerà i suoi ultimi dati sulle scorte di petrolio greggio degli Stati Uniti.

Anche dopo la campanella di chiusura, Twitter rilascerà i suoi guadagni.

E’ il primo giorno dell’incontro politico di due giorni della Federal Reserve che gli economisti
, molti si aspettano che questo sarà in gran parte un non-evento, senza grandi cambiamenti di prospettiva e nessuna conferenza stampa. Tuttavia, ci sarà fermento per la dichiarazione di domani in quanto ci potrebbe essere qualche indizio da parte del FOMC sulla sua disponibilità ad aumentare i tassi di interesse quest’anno.

Per quanto riguarda USD, ecco cosa sta succedendo:

euro dollaro

Un ottimo rialzo che sta portando tutte le coppie contro il dollaro ad un ribasso improvviso

Azionario USA scende dopo i dati sul PIL, Microsoft protagonista positivo

Azionario USA scende dopo i dati sul PIL, Microsoft protagonista positivo

L’azionario statunitense si è mosso in negativo durante la giornata di ieri 29 Aprile, a fronte di una crescita negli USA che si è dimostrata più debole del previsto in un mercato che era già sulla difensiva, in quanto c’era già aria di dati negativi, in quanto gran parte degli investitori si sono rifugiati nella coppia forex EUR/USD, che continua a volare verso nuovi massimi.



Martedì scorso i mercati hanno visto l’indice prettamente tecnologico Nasdaq subire una pesante battuta d’arresto, anche a fronte della decisione della politica monetaria da parte della Federal Reserve. Uno dei mercati azionari che sta più spingendo il Nasdaq verso l’alto è Microsoft, azione che ha avuto un bel rally, avvicinandosi al valore di 50 dollari. L’azienda fondata da Bill Gates, azienda che gli permesso di diventare il più giovane multimiliardario di tutti i tempi, sta facendo bene e continua a sfornare novità che stanno pian piano conquistando importanti fette di mercato.

Il PIL Statunitense è sceso ad un deludente 0.2% nel Q1, valore molto più basso di quanto ci si aspettasse, dopo essere scivolato ad un 2.2% nel Q4, da un 5.0% nel Q3. Le debolezze non si sono fermate soltanto al PIL, ma anche ad altri dati, come gli Investimenti Fissi, che sono scesi al 2.5%, dopo un Q4 a 4.5%, contro un 7.7% del Q3. La spesa dei non residenti è scesa al 3.4% dopo un guadagno a 4.7% nel Q3, grazie ad una discesa a 23.1% nelle strutture. Il consumo del Governo è rimasto basso anche quelle, cadendo a 0.8% da un -1.9%, con la spesa statale e locale che è scesa a 1.5%. Tutti gli altri dati sono stati più o meno deludenti e hanno contribuito a far scendere non solo il settore azionario, ma anche il dollaro, e ha permesso alla coppia EUR/USD di avvicinarsi al livello chiave di 1.12. C’è da vedere se tra qualche giorno questo livello verrà distrutto oppure no dalla coppia denominata “The Fiber”.

Parlando anche di Twitter, i traders stanno ancora digerendo il bruttissimo movimento sui mercati che ha coinvolto Twitter, azienda che in questa settimana ha perso tantissimo. Twitter non ha rispettato le previsioni degli analisi. Non è la prima volta che la compagnia dei pochi caratteri per messaggio ha mancato le aspettative degli analisti e degli investitori, ai quali gli era stato detto che le nuove funzionalità e servizi, avrebbero iniziato a “pagare”. Intanto, la crescita della società si è rallentata al 18% da un dato precedente che si era affermato al 21% precedentemente.

NASDAQ tocca massimi storici

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Il mercato azionario americano sta ritornando a livelli di crescita accettabili, come un tempo. L’indice NYSE Composite sta adesso tradando ai massimi storici e il Nasdaq sta facendo lo stesso. L’indice Nasdaq Composite al momento è scambiato al di sopra dei massimi di Marzo. E’ scambiato inoltre inoltre sopra ai massimi di Marzo 2000, chiudendo sopra i 5045, che è un risultato molto bello per tutti gli investitori in questo indice.

Ottimi guadagni da Microsoft e Google, insieme ad amazon, hanno permesso al mercato dei Futures di fare un bel rally durante il trading questa settimana. Google ha superato la resistenza di 580, e adesso trova un bel supporto in area 540.

Anche SPX è vicino ad un nuovo record. L’S&P 500 in questo momento è ben al di sopra della resistenza nel triangolo formatosi negli ultimi mesi. Una chiusura sopra il suo massimo di febbraio, sul livello 2119 avrebbe avrebbe portato l’indice ad un nuovo record. Nove di dieci settori si sono mossi più in alto giovedì scorso, con i maggiori profitti che ci sono stati in beni per i consumatori e sul settore energetico.

Il NASDAQ è stato l’ultimo dei principali indici a toccare il massimo storico negli ultimi 18 mesi. L’indice S&P 500 il Dow Industrials hanno registrato i loro massimi nel 2014. L’ultima volta che il Nasdaq ha toccato questi livelli fu più di 15 anni fa. L’azionario tecnologico è il fattore scatenante di questo grande rally.

Dopo la campana di chiusura di giovedì scorso, Microsoft, Google e Amazon hanno rilasciato guadagni sopra le righe. Microsoft sta aiutando il Nasdaq ad andare verso l’alto di oltre il 3% nella fase pre-mercato, dopo che la società ha registrato una forte crescita in hardware e nel cloud computing nel corso dell’ultimo trimestre. Le vendite del cloud computing commerciale, che include Office 365 e il servizio Azure, è salito del 106% annualmente.

Amazon ha registrato il suo primo trimestre del 2015 con risultati finanziari che hanno avuto un fatturato di 22,72 miliardi dollari e un utile negativo per azione di 0,12 centesimi di dollaro. Gli analisti si aspettavano Amazon in perdita di 0,13 per azione, su un fatturato di 22,39 miliardi dollari. Amazon ha anche annunciato che la sua attività di cloud computing, AWS, ha registrato un fatturato di $ 1,5 miliardi nel trimestre in questione, con un tasso di esecuzione di 5 miliardi di dollari l’anno e profitti per ben 265 milioni dollari. Questo ha ovviamente consentito ad AMZN di spiccare il volo con Google e Facebook e gli altri indici tecnologici.

Nasdaq: fuga dai titoli tecnologici


La Borsa non è un gioco, abbiamo spiegato più volte che giocare in borsa è un’espressione che non ci piace perché porta a sottovalutare i pericoli insiti in questo particolare investimento. Facciamo un esempio concreto, il NASDAQ che sembrava destinato a schizzare in alto senza limiti. Non è stato così, i limiti ci sono sempre. Ovviamente per quelli che hanno avuto l’intelligenza di investire con strumenti derivati e soprattutto hanno scommesso al ribasso, adesso è il momento di incassare. Perché l’altra lezione è che sui mercati finanziari c’è sempre chi vince e chi perde. E chi utilizza gli strumenti giusti, i migliori broker, di solito fa la parte del vincente è festeggia.

nasdaq giocare in borsaCrescono i timori per il rischio bolla che da qualche settimana aleggia su Wall Street. Il Nasdaq è stato colpito nelle scorse settimane da una eccezionale ondata di vendite, che ha riguardato soprattutto il comparto delle biotecnologie e una buona parte di aziende operanti sul web, come ad esempio Facebook ed eBay, tanto per citare due tra le più celebri. Proprio negli scorsi giorni il Nasdaq ha perso in una sola seduta il 3,1 per cento, la peggiore flessione registrata dal 2011. La paura diffusa sui mercati è che i titoli tecnologici abbiano toccato livelli eccessivi che nel lungo periodo rischieranno di divenire insostenibili.

Dai primi di marzo l’indice del comparto è sceso di oltre 6,5 punti percentuali. Un po’ meglio l’S&P 500, che comunque ha lasciato sul terreno oltre il 2 per cento.

In quest’ultimo periodo sono state particolarmente colpite le aziende biotech, indistintamente sia piccole che grandi aziende, con l’indice del settore IBB che ha lasciato sul campo oltre il 6 per cento.

Dal comparto Biotech i timori si sono comunque riversati pesantemente proprio sul Nasdaq. È sufficiente osservare che l’indice tecnologico sta correndo a multipli ritenuti da molti analisti eccessivi, pari esattamente a 35 volte gli utili. Tanto per fare un termine di paragone, l’S&P 500 viaggia alla metà: 17 volte.

Male soprattutto tutti i “big”. Ad esempio il social network Facebook è sotto di oltre il 20 per cento dai massimi dell’anno e dopo un buon inizio del 2014, ormai ha praticamente azzerato i guadagni.
Non meglio va alla celebre casa d’aste online eBay, che continua a registrare quotazioni in forte calo.

Il mercato è nervoso, questo è il motivo perché nelle ultime settimane si è registrata una tendenza costante ribassista con picchi verso il basso, generando nuovi timori negli investitori.

Soprattutto il comparto delle biotecnologie è stato il termometro dei continui ribassi dell’ultimo periodo. Un 2013 in cui le quotazioni sono letteralmente volate, con titoli che nel corso degli ultimi 5 anni mediamente hanno quintuplicato i valori. Purtroppo si tratta di un indice settoriale che periodicamente è esposto a crolli vorticosi, molto spesso il fulcro di bolle speculative in Borsa. Di frequente si tratta di aziende il cui successo dipende da come andrà un dato prodotto immesso sul mercato ed a seguito di tutta una serie di approvazioni ottenute delle autorità competenti. Soltanto nel mese di marzo, l’indice del comparto biotech del Nasdaq ha lasciato sul terreno oltre l’11 per cento ed anche gli Etf settoriali hanno registrato forti cali, con di ribassi di molto superiori.

Esempio tipico al riguardo può essere fatto sul titolo Prana Biotechnology, che soltanto in una settimana, da quando è stato rilevato l’insuccesso di una terapia, ha visto crollare le sue quotazioni di oltre il 70 per cento.

Ecco spiegato perché il Nasdaq è soggetto a questi maggiori sbalzi, con alcuni titoli appesi ad un filo il più delle volte, legati al successo o al fallimento di un singolo prodotto, che nel giro di qualche settimana può perfino far quadruplicare le quotazioni per poi ritrovarsi a perdere, in altrettanto breve tempo, la metà del valore.

Giocare in borsa al ribasso
Come si vede, la situazione vedrà un rapido e corposo crollo dell’indica NASDAQ. Si tratta di una situazione ideale per giocare in borsa al ribasso, cioè scommettere pesantemente sulla caduta degli indici. In questo caso si guadagna, ovviamente, proprio quando gli indici scendono. Se gli indici salgono, si perde. Ovviamente è possibile scommettere al ribasso sia sull’intero indice che su uno specifico titolo azionario, quotato in Borsa.
Per quanto riguarda la scelta dei titoli, si raccomanda sempre di non investire (nè al rialzo nè al ribasso) su titoli di piccola capitalizzazione, a maggior ragione se sono quotati alla Borsa Italiana, una vera e proprio trappola dove il parco buoi è tosato con sorprendente regolarità. Se vuoi giocare in Borsa, scegli Il NASDAQ o altri indici ad alta qualità e soprattutto scegli broker che ti diano accesso ai mercati internazionali, non solo a Borsa Italiana.

Analisi titoli azionari: Google

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Google, primo motore di ricerca sul pianeta, continua a crescere e sembra non volersi più fermare. L’impero nato il 27 settembre 1997 da due giovani studenti americani, Larry Page e Sergey Brin, ha rivoluzionato Internet ed oggi è uno dei colossi dell’economia mondiale.

La maggior parte dei guadagni per la società americana deriva dalla pubblicità online, lontana anni luce da quella presente sui cartelloni che si incontrano nelle strade, ma addirittura “misurabile” grazie a dei semplici click del mouse.

I numeri di Google nel corso degli anni si sono messi in mostra per un comune denominatore: la continua e strabiliante crescita. Soltanto un anno fa, il primo trimestre del 2013, il gruppo di Mountain View chiudeva con ricavi pari a 13,97 miliardi di dollari, registrando un rialzo di ben il 31% rispetto all’analogo periodo del precedente anno. L’utile netto, sempre nel trimestre considerato, era salito ulteriormente toccando i 3,34 miliardi di dollari, a fronte dei 2,89 dei primi tre mesi del 2012.

Il motore di ricerca, nel corso degli anni, continua ad incrementare profitti e conquistare fette di mercato sempre più ampie, grazie a giganteschi impianti sparsi per il globo che hanno il compito di raccogliere milioni di url di siti internet, mail, immagini e video.

Il grande successo di Google deriva dal non seguire un modello di business rigido, ma aperto e vario. Nel corso degli anni ha infatti ampliato il suo raggio d’azione, mantenendo comunque al centro di tutti i suoi business sempre la pubblicità. Ancora oggi, circa il 90% dei ricavi di Google proviene dall’advertising.

Nel 2006 da segnalare l’acquisizione di YouTube per 1,65 miliardi di dollari, con Google che, ad ogni click in più, diventa ogni giorno più forte.

Il colosso di Mountain View non resta mai fermo, è in continua evoluzione e guarda sempre con attenzione al mondo esterno. Capisce che la vita non è solo online, ma risulta necessario integrarsi il più possibile con le persone. Ecco quindi tirare fuori dal cilindro Android, interessandosi sempre più al mondo degli smartphone ed alle loro possibile applicazioni.

Le principali avversarie di Google sono infatti sempre più attive in questo mercato, con Apple che è riuscita a portare il web tra la gente comune grazie all’iPhone e iPad, ed a creare applicazioni che girano soltanto sul suo sistema operativo, consentendogli in poco tempo di moltiplicare gli utili. Dal 2011 anche Microsoft e Nokia si sono strette in una partnership globale, ed il colosso Facebook, anche dopo la recente acquisizione di WhatsApp, attira sempre più persone sulla sua piattaforma social. Il mondo è in continua trasformazione, Google sa bene che non è la sola dominatrice incontrastata, e per tale motivo osserva, intuisce e, quando possibile, cerca di anticipare il trend del mercato.

Il 2012 e il 2013 sono anni in cui tutti i giganti del web, e quindi Google in testa, sono sempre più presi di mira dal fisco, che vorrebbero riuscire ad ottenere una parte maggiore dei loro utili, applicando nuove e più alte tasse. Una battuta d’arresto per il gigante di Mountain View e qualche grattacapo in più, ma nulla che può intaccare il suo indiscutibile valore e la leadership raggiunta nel tempo, continuando a crescere e generare profitti.

Il motore di ricerca più utilizzato al mondo archivia l’ultimo trimestre del 2013 con ricavi da pubblicità in rialzo di un altro 17% a 14,07 miliardi di dollari. L’utile netto del gruppo va ancora più su, a 3,38 miliardi di dollari, a fronte dei 2,89 miliardi dollari dello stesso periodo dell’anno precedente, con il titolo che ormai è vicino ai 1.200 dollari: nel 2004 il debutto al Nasdaq fu pari a 85 dollari. Una cavalcata straordinaria ed inarrestabile che proseguirà, secondo i principali analisti, anche nel 2014.

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L’economia USA e i 4 anni di governo di Obama

L’articolo di oggi vuole esaminare, in modo dettagliato, alcuni dati simbolo della presidenza Obama che illustrano chiaramente quali sono le basi della sua politica economica.

Una nuova bolla di titoli tecnologici è all’orizzonte?

Che cosa sta succedendo al NASDAQ e ai titoli tecnologici? Siamo in presenza di una nuova bolla come quella dell’anno 2000? I casi sono tanti e diversi, tuttavia non pensiamo che quella che si stia verificando sia una bolla speculativa.