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Fallimento Coop Trieste: i risparmiatori riavranno solo il 30% del proprio capitale

Coop Trieste

Le Coop di Trieste, Istria e Friuli sono vicine al fallimento, procedura richiesta dalla stessa Procura di Trieste.

Questo cosa significa? Semplice, il prestito sociale utilizzato dalle Coop come strumento di deposito e risparmio per i propri soci non prevede la garanzia fino a 100 mila euro come succede con gli istituti bancari europei, ma solo un recupero del 30% della quota capitale versata, ovviamente senza interessi, grazie ad una fideiussione coperta da Banca Generali.


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Il prestito sociale è da sempre utilizzato da piccoli risparmiatori (c’è un limite di giacenza massima), di ogni estrazione sociale e di ogni zona d’Italia, spesso da anziani, per le condizioni vantaggiose che offre: nessuna spesa, neanche i bolli annuali, tassazione sugli interessi molto più bassa di quelli bancari, ma uniformata qualche tempo fa a quella di questi ultimi e tassi d’interesse un pochino migliori rispetto alle banche. Nessuno vi dice che non c’è però una garanzia fino a 100 mila euro in caso di fallimento, ma d’altronde i punti vendita Coop sono presenti ovunque in Italia e da sempre sono garanzia di trasparenza ed affidabilità.

Non è andata così per la Coop Trieste ed ora rischia di passarsela male anche la Governatrice della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, che sta per essere investita da almeno 1000 cause di risarcimento da parte di 1000 dei 17mila risparmiatori truffati (dal 2007 le Regioni sono obbligate per legge a vigilare sulle attività delle cooperative), e da una class action che potrebbe vedere addirittura il Comune di Trieste costituirsi come parte civile contro la stessa Regione Fiuli.

100 mila soci, 17 mila risparmiatori che hanno versato 103 milioni di euro nelle casse del prestito sociale delle suddette cooperative e che ora rischiano di perderne il 70%, 600 dipendenti che ora rischiano di rimanere disoccupati. Si continua a cercare una soluzione nonostante la richiesta della Procura di Trieste, per salvaguardare almeno i tanti risparmiatori, attraverso un’operazione di salvataggio da parte della Coop NordEst, che intanto ha acquistato alcune pagine dei giornali locali per rassicurare i risparmiatori delle altre Coop del Nord Est ed evitare una corsa al ritiro dei soldi dai propri depositi da parte di molti risparmiatori.

Se la situazione non venisse risolta (l’enorme buco finanziario sarebbe stato nascosto, secondo l’accusa, attraverso finte vendite immobiliari effettuate ad altre Società del Gruppo che generavano plusvalenze totalmente fittizie), l’intero mondo Coop con i suoi prestiti sociali distribuiti su tutto il territorio italiano (si parla di una cifra che va dagli 11 ai 12 miliardi di euro gestiti in tutto il Paese) potrebbe veder minata la sua reputazione e portare ad un ridimensionamento generale della struttura.

Ovviamente a livello politico le accuse al mondo della sinistra e del Pd cominciano a trovare spazio, per una tragedia finanziaria che potrebbe investire 17mila famiglie, di certo non poche in proporzione ad un territorio del genere. Intanto anche l’immobile che ospita uno dei più grandi centri commerciali di Trieste è ipotecato per coprire i buchi finanziari delle cooperative e dallo scorso 17 Ottobre tutti i risparmiatori delle Coop Operaie di Trieste, Istria e Friuli non possono più prelevare neanche un centesimo dei propri soldi, con le conseguenze negative che tutti possiamo immaginare.

Giancarlo Sali