Trading online oro, mercato odierno

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Le quotazioni del metallo prezioso continuano a scendere, un andamento ribassista largamente previsto dagli analisti, anche se sembra oggi orientato verso il livello più basso del range in precedenza stimato, coincidente con le previsioni più pessimistiche.

La maggior parte delle banche d’affari questa volta avevamo esattamente previsto il quadro economico dell’oro: per la fine del 2014 le sue quotazioni si sarebbero nuovamente riavvicinate ai 1.100 dollari per oncia.

Ad essere sinceri alcuni analisti avevano fissato un target di 1.050 dollari, oggi non più considerato, come nel recente passato, troppo pessimistico.

trading online oroStiamo parlando di un livello ancora difficilmente raggiungibile nel breve, ma al quale adesso gli investitori prestano più attenzione, una previsione diffusa inizialmente dagli analisti di Goldman Sachs.

I motivi di questo repentino ribasso delle quotazioni del metallo giallo sono comunque evidenti.

Innanzitutto la totale assenza di inflazione, che non rappresenta la circostanza ideale per fa crescere gli acquisti nei tradizionali beni rifugio, quali appunto l’oro. C’è anche da segnalare un andamento ribassista di altre materie prime, come ad esempio il petrolio, che preannuncia quotazioni nel comparto delle commodities molto deboli anche nel corso dei prossimi mesi.

Non è nemmeno da sottovalutare l’economia statunitense, ormai avviata ad una piena ripresa, e che va ad incidere negativamente sull’oro, in quanto si traduce nella ormai vicina conclusione delle operazioni di riacquisto di titoli di stato, decisi in passato per immettere liquidità nel sistema statunitense (quantitative easing). Una maggiore disponibilità che ha permesso una più repentina crescita della domanda di oro.

A tutto questo occorre aggiungere il consolidamento del dollaro sui mercati, che va ad influenzare in modo negativo le quotazioni in “biglietti verdi” del bene rifugio per eccellenza.

Tornando ai numeri, il metallo giallo a Londra e a New York negli ultimi giorni quotava a 1228 dollari per oncia, ovvero il valore minimo dai primi di gennaio dell’anno. Soltanto nel corso degli ultimi due mesi ha perso più di 100 dollari, ovvero un calo superiore all’8 per cento.

Nonostante i timori esistenti sulle previsioni ribassiste dei prossimi mesi sul metallo prezioso, attualmente la discesa delle quotazioni appare la più chiara ed affidabile, anche se occorre sottolineare che è possibile rilevare elementi in grado di invertire improvvisamente il trend. Con riguardo a questi ultimi, ad essere sinceri, si riscontra però molta debolezza.

A tutelare le quotazioni dell’oro, in questo momento, soltanto gli acquisti delle banche centrali ed un rallentamento (obbligato) dell’estrazione mineraria da parte delle società aurifere.

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