Trading petrolio online: che ne sarà del prezzo del petrolio?

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Mercato del petrolio in agitazione nel corso dell’ultimo periodo, una guerra dei prezzi all’orizzonte tra chi, da un lato, spinge per ridurre i valori e chi, dall’altro, punta a ridare slancio alle quotazioni. I prima passi, di certo ostili, nei confronti degli altri produttori sono stati compiuti dall’Arabia Saudita, che nonostante le quotazioni del brent ai minimi da due anni, ha deciso di non ridurre la produzione di petrolio ma di tagliare i prezzi delle forniture di greggio alla sua clientela.

Il motivo è evidente: far scendere ancora di più le quotazioni dell’oro nero in modo da riconquistare quote di mercato.

Infatti subito dopo la notizia della decisione adottata dai sauditi, il Brent è calato di oltre 2 dollari, arrivando a toccare quota 91,55 dollari al barile, che rappresenta il minimo dal mese di giugno 2012, mentre il Wti è sceso al di sotto dei 90 dollari.

petrolio shaleI competitors più temibili sono Iraq ed Iran, operanti soprattutto con i Paesi asiatici, in primis la Cina, ed a cui ora bisogna aggiungere anche gli Stati Uniti, il cui export all’estero cresce di giorno in giorno, su livelli addirittura quadrupli rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Occorre sottolineare che sembra ripetersi la stessa situazione di quanto già avvenuto negli anni ottanta, quando l’azione decisa all’epoca dai sauditi, diretta a conquistare quote di mercato, portò il barile a scendere a 10 dollari. Anche oggi l’Arabia Saudita può permettersi un’ulteriore ribasso delle quotazioni del greggio.

Cosa non affatto sopportabile da parte di altri paesi, ad iniziare dalla Russia. Una quotazione prolungata su livelli ad esempio di 60 dollari al barile, sarebbe devastante per la sua economia, oltre per quella di tanti altri paesi, come ad esempio il Venezuela, già prossimo al default, e diverse nazioni del Medio Oriente e del continente Africano.

Ecco perché il taglio non della produzione, ma dei prezzi, da parte di Riyadh, ha letteralmente preso in contropiede i mercati.

Sembrerebbe in atto uno scontro interno all’Opec, dove siedono parecchi “nemici”. Ad iniziare proprio da Washington, che grazie allo shale oil (petrolio estratto dalle rocce) si è resa indipendente dal punto di vista energetico. Una abbondanza di oro nero che ha spinto paesi come la Nigeria a sospendere le esportazioni verso gli USA, un fatto accaduto nel luglio scorso e che non si registrava dal 1973.

Buona parte degli analisti ritiene comunque che dietro le decisioni adottate dai sauditi ci siano proprio gli americani, anche perché un’ulteriore spinta al ribasso delle quotazioni del greggio metterebbe definitivamente in ginocchio la Russia, che già vacilla a seguito delle dure sanzioni internazionali.

2 Responses to Trading petrolio online: che ne sarà del prezzo del petrolio?

  1. Conte Zio ha detto:

    Buone notizie, qualche volta ci vogliono. L’Arabia Saudita ha capito, probabilmente, che è finito il tempo in cui si poteva tirare la corda impunemente, con gli USA che vanno verso l’autonomia energetica vedo tempi bui per sceicchi e tiranni vari. Chi lo capisce per tempo e abbassa la cresta forse potrà sopravvivere, gli altri saranno spazzati via dalla Storia.

  2. Giuly Luly ha detto:

    Ma che dire, il mercato è cristallino, si possono fare profitti a iosa con il trading online e io li sto facendo. Apprezzo molto la segnalazione di AvaTrade che io utilizzo, ma segnalo che anche PLus5090 è molto buono per il trading sul petrolio con i CFD

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