Trump, prima conferenza stampa: ecco i contenuti

Ampiamente attesa, si è finalmente svolta la prima conferenza stampa ufficiale del neo presidente eletto Donald Trump: il tema di apertura è stato intuibilmente quello relativo al problema della diffusione corretta dell’informazione da parte dei media, con particolare con riferimento all’hackeraggio e al dossier russo. Successivamente, Trump si è spostato a parlare di temi politici, ribadendo la sua ferma intenzione di smantellare Obamacare.

I temi economici

Per quanto concerne i temi meramente economici Trump ha innanzitutto promesso che le sue politiche favoriranno una quanto mai ampia creazione di nuovi posti di lavoro. Il neo presidente repubblicano ha inoltre affermato che verranno attuate delle misure in favore delle imprese che producono negli Stati Uniti piuttosto che fuori confine e contemporaneamente delle misure di penalizzazione per le aziende statunitensi che operano all’estero. Ha infine ribadito la ferma volontà di costruire, subito, il muro con il Messico.

Insomma, nessuna novità all’orizzonte, visto e considerato che una buona parte degli annunci erano già stati premessi in campagna elettorale. È comunque possibile considerare qualche interessante valutazione: le politiche di Trump punteranno a rafforzare la crescita economica statunitense, sia supportando le imprese domestiche sia aumentando l’occupazione – e questo ha prodotto la reazione positiva delle borse USA – ma tutto questo verrà fatto anche attraverso strumenti protezionistici – e questo ha contribuito a penalizzare il dollaro. Chiaramente in questa sede l’approccio ai temi economici è stato estremamente generico e a carattere prettamente politico. I programmi effettivi e i dettagli verranno messi a punto solo nei prossimi mesi.

Attenzione, però, a non guardare con troppo ottimismo al futuro a breve termine grazie all’interventismo del neo presidente: se infatti la linea di Trump era già emersa in campagna elettorale, ed è stata dunque confermata, è anche vero che il mercato ha già scontato i contributi positivi del programma economico di Trump, ma non sembra aver scontato la sua parte più negativa.

Le dichiarazioni di Carney

Dall’altra parte dell’Oceano Atlantico hanno invece assunto nuova rilevanza le dichiarazioni di Carney, con il governatore della Bank of England che ha anticipato di poco l’intervento di Trump, soffermandosi sulla Brexit.

Nel dettaglio, il numero 1 della BoE ha dichiarato che un accesso ridotto al mercato unico rappresenta un rischio per i servizi finanziari britannici, e che anche il fatto che il Regno Unito possa non avere più voce in capitolo nella regolamentazione UE rappresenta un rischio e che quindi Brexit ha il potenziale di amplificare i rischi per l’economia domestica.

Carney ha tuttavia altresì dichiarato che Brexit non rappresenta più il rischio principale per la stabilità finanziaria domestica, che l’azione della BoE ha contribuito a contenere gli effetti negativi dell’esito del referendum, che i buoni dati recenti danno ragione della revisione al rialzo delle proiezioni di crescita fatta dalla BoE a novembre, che i rischi derivanti da Brexit sono ora inferiori, e che se il sistema bancario britannico fronteggia dei rischi significativi se si perde l’accesso al mercato unico, l’economia UE è più a rischio di quella britannica nel caso di un’hard Brexit.

Una valutazione che sembra essere ben supportata dalla realtà dei fatti e da quanto accaduto negli ultimi tempi, e che in effetti potrebbe contribuire significativamente a ridurre i rischi di nuove tensioni sui mercati finanziari. Tuttavia, permane ancora molto evidente e forte l’incertezza sul merito e sulla durata dei negoziati, soprattutto con riferimento al tema dell’accesso al mercato unico. Un tema che dovrebbe restare nel breve un fattore che mantiene sotto pressione la sterlina, o che quanto meno ne limita l’upside in caso di indicazioni positive dai dati. Sul fronte macro, infine, a fronte di un nuovo peggioramento dei saldi di bilancia commerciale, i dati di produzione industriale hanno fortemente sorpreso verso l’alto, indicando la prosecuzione di una crescita robusta anche nel quarto trimestre.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *