Ue interviene sul mercato dei bond

banca centrale europeaLa Banca centrale europea ha espresso il chiaro intento di acquistare titoli pubblici e privati allo scopo di combattere una inflazione che attualmente risulta essere troppo bassa.

L’inflazione continua imperterrita la sua discesa ed il presidente della Bce, Mario Draghi, ha ammesso, in uno degli ultimi bollettini dell’istituto, la possibilità di adottare una politica monetaria non convenzionale. In altre parole, il taglio dei tassi d’interesse potrebbe non essere del tutto esaurito.

La Banca centrale europea sembra volere seguire questa strada prima di adottare decisioni molto più “forti”, come ad esempio il Quantitative Easing.

All’interno della Bce se ne è discusso molto, in quanto la situazione oggi è particolarmente grave ed altre possibili opzioni alternative, come ad esempio interventi sui tassi negativi sui depositi, eliminazione della riserva obbligatoria, nuove immissioni di liquidità sui crediti dell’economia reale, tanto per citarne alcuni, sono considerate di limitato impatto al problema e pertanto escluse dal possibile ventaglio di soluzioni da adottare dall’Eurotowers.

In realtà Mario Draghi ed i vertici della Bce hanno deciso di attendere ed usare il Qe soltanto in caso di estrema necessità, ovvero nell’eventualità che l’inflazione continui a mantenersi bassa e non riesca a recuperare dagli attuali livelli. Ecco perché le prossime stime sull’inflazione saranno cruciali.

L’obiettivo della Bce è di cercare di mantenere un livello di inflazione che si attesti intorno al 2% nel lungo periodo, come confermato da Draghi, ma al momento una simile stima appare quanto meno ottimistica.

Ecco quindi sorgere il vero problema, ovvero come delineare il Qe per quanto concerne il contesto europeo.

Negli Usa, gli acquisti di titoli da parte della banca centrale europea hanno avuto un effetto immediato sul credito, registrando una influenza diretta sull’economia reale grazie al mercato dei capitali.

In Europa è necessario passare attraverso le banche, che non sono sicuramente all’altezza al riguardo, anche se la prospettiva dell’introduzione della vigilanza unica le sta indirizzando verso la giusta strada, rimettendole in sesto grazie ad una serie di aumenti di capitale ed accantonamenti.

Altro aspetto da esaminare con attenzione è l’acquisto di titoli emessi non direttamente dai governi ma dai privati. In realtà occorre constatare che si tratta di un mercato che in Europa difficilmente potrebbe avere dimensioni tali da generare un impatto rilevante.

Secondo gli analisti sarebbero necessari acquisti pari a circa 50 miliardi di euro al mese per almeno un anno e mezzo, per incrementare l’offerta di moneta e far scendere la quotazione della moneta unica di circa un 10 per cento.

Si attende quindi ora la presentazione di un documento che lo stesso Draghi ha annunciato in coordinamento con la Banca d’Inghilterra, ma una cosa sembra certa: il Quantitave easing europeo non sembra essere una valida alternativa su cui puntare nel prossimo futuro.

2 Responses to Ue interviene sul mercato dei bond

  1. Conte Zio ha detto:

    Ma la BCE non deve assolutamente seguire i cattivi esempi provenienti da America, Regno Unito e Giappone, deve mantenere la barra dritta. Se poi riesce anche a dare una mano a qualche governo ben venga, ma a patto che in cambio ci siano riforme draconiane. Non si possono portare avanti le solite politiche di panem et circenses con distribuzioni a pioggia di doni agli amici e amici degli amici e allo stesso tempo ricevere denaro quasi gratis dalla BCE

  2. Livia ha detto:

    Ottimo articolo, come sempre su Mercati24 ci sono analisi lucidissime. Sono perfettamente d’accordo con Conte Zio, un intervento da quotare parola per parola come sempre.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *