Un Renzie piccolo piccolo

matteo renzieMatteo Renzi, alias Renzie come è stato ribattezzato da Beppe Grillo, sta deludendo non pochi tra i suoi sostenitori della prima ora. Da anni ha predicato tagli strutturali alla spesa pubblica e quando partorisce tra lunghe sofferenze la sua prima finanziaria non può esimersi dall’aumentare le tasse sui proventi finanziari che passano al 26%. Qualcuno dirà che in Europa sono allo stesso livello ma in Europa non ci sono imposte di bollo così alte come in Italia. Comunque anche questo è un dettaglio, l’importante è far finta di elargire 80 euro in busta paga a 10 milioni di persone (a grande maggioranza iper-garantiti impiegati pubblici) senza toccare l’ipertrofica spesa pubblica italiana. La grande mangiatoia si è mossa, ma di poco. Sindacati e partiti devono poter continuare a mangiare a più non posso, almeno fino a che il default non arriverà.

Una manovra economica che abbia come orizzonte il 2014, secondo quanto emerso del decreto del governo in carica, pone il problema delle coperture, oltre al fatto di non essere assolutamente strutturale, ovvero mancare di una proiezione temporale di almeno 3 anni.
È evidente che l’esecutivo italiano, attraverso la serie di misure che ha posto in essere, dovrebbe riuscire nell’intento di coprire il taglio dell’Irpef nel 2014, ma in ogni caso si tratta di interventi che in futuro dovranno, per logica di cose, essere rimpiazzati da operazioni strutturali.

Resta comunque incerto, peraltro come anche sottolineato dalla stessa Banca d’Italia, che i proventi della revisione della spesa, riusciranno a coprire sia lo sgravio dell’Irpef che anche quelli relativi ai programmi che non sono oggetto della attuale legislazione ma appartenenti a quelle passate.

Senza dimenticare che alla base di tutto ciò, vi è la necessità di poter disporre di un patto di maggioranza stabile e duraturo che permetta di garantire un taglio strutturale della spesa superiore a 30 miliardi di euro.

Ecco perché le misure adottate dal governo Renzi risultano essenziali per comprendere quali possano essere le prospettive future per il paese.
Dal canto suo Bruxelles, dopo aver valutato le misure introdotte dall’esecutivo italiano, potrà anche acconsentire a spostare temporaneamente l’obiettivo di medio termine del pareggio di bilancio.

Potrà puntare il dito sul mancato rispetto dell’impegno a diminuire il deficit strutturale di almeno un valore pari allo 0,5%, ma nulla potrà eccepire se il governo dimostrerà che è capace di centrare la tanto attesa crescita dell’economia, tramite l’adozione di riforme strutturali, che dopo essere state annunciate più volte a parole, si tramutano in fatti concreti.

Eccezioni invece Bruxelles non le ammetterà per quanto concerne il fronte delle coperture.
Il presidente del Consiglio è ormai percepito dall’opinione pubblica come colui che cambierà il paese, anche se le difficoltà rimangono sempre elevate, sia dal punto di vista legislativo che amministrativo.
In una nazione dove è di solito l’immobilismo politico a prevalere, qualunque sia la parte che governa, il presidente Matteo Renzi sta spingendo e sembra non volersi fermare mai, mediante la scelta di un riformismo frenetico che però fa sorgere parecchi dubbi per quanto concerne le risorse economiche, che più economisti ritengono essere ridotte al lumicino. Il dubbio negli analisti rimane, anche dopo le misure annunciate dal governo, come anche rimangono tutte le problematiche relative alle coperture e la mancanza di misure strutturali.
Non servono interventi occasionali e temporanei ma permanenti, soltanto in questo modo si potrà assicurare una crescita certa a tutto il paese. Ora spetterà a Renzi dimostrare con i fatti, all’Europa intera, che le risorse ci sono e che gli interventi strutturali del paese saranno finalmente realtà.

One Response to Un Renzie piccolo piccolo

  1. Conte Zio ha detto:

    Renzie è una vera e propria delusione, ha abbassato la testa di fronte agli ordini della Camusso e ha venduto il destino dell’Italia. Pazzesco.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *