Un tranquillo weekend di paura per le banche italiane

banche italiane

Quello che sta per iniziare è un tranquillo weekend di paura per le banche italiane. Le situazioni sono tante, sono veramente critiche e sono purtroppo difficilmente gestibili viste le dimessioni di Matteo Renzi conseguenti alla vittoria del No al referendum costituzionale. Facciamo una rassegna dei problemi delle banche italiane. Dei problemi più urgenti, ovvimante, altrimenti ci vorrebbe molto più di un singolo articolo.

Il Monte dei Paschi di Siena

Il problema in assoluto più grave è quello del Monte dei Paschi di Siena. La banca più antica del mondo, che aveve resistito ai nazisti e ai lanzichenecchi, non ha reistito al PD. La situazione della Banca senese è veramente disastrosa. Ne avevamo parlato in tanti articoli, ad esempio qui.

Il Monte dei Paschi ha sofferenze immense, il complesso piano messo a punto con il supporto costosissimo di JP Morgan è fallito miseramente per l’esito negativo del referendum. In pratica gli investitori avrebbero messo 5 miliardi di euro nel pozzo senza fondo del Monte dei Paschi probabilmente per riceverli indietro con gli interessi, chissà come, dal governo Renzi. Il fatto che il governo Renzi sia saltato per l’esito infausto del referendum (che ha consegnato di fatto l’Italia nelle mani della Troika) ha fatto tirare indietro gli investitori istituzionali. Tenendo conto che tra questi investitori c’era anche il Quatar, tra i massimi finanziatori mondiali del terrorismo islamico, c’è quasi da tirare un sospiro di sollievo. Ovviamente JP Morgan incasserà comunque un lauto premio, giusto per l’interessamento.


Monte dei Paschi di Siena ha richiesto una proroga di 20 giorni alla BCE per risolvere i suoi problemi
. La BCE, giustamente, ha risposto no. A questo punto restano in piedi 3 soluzioni:

  • L’intervento pubblico
  • La risoluzione della banca
  • Il Bail In

La risoluzione della banca avrebbe gravi conseguenze sistemiche ed è quindi da escludere. L’intervento pubblico sarebbe pesantissimo per le finanze pubbliche e sarebbe anche ingiusto perché servirebbe a salvare chi ha sbagliato (e probabilmente rubato). La cosa migliore da fare sarebbe il bail in, anche tenuto conto che c’è un ampio cuscinetto di obbligazioni subordinate da erodere. Di fatto, con il bail in si potrebbe mantenere la stabilità finanziaria. A pagare sarebbero coloro che hanno approfittato degli alti tassi delle obbligazioni subordinate. Tra questi, purtroppo, vi sono anche molti clienti retail, semplici correntisti ingannati dai bancari del Monte dei Paschi di Siena.

E’ un peccato per loro, ma potrebbe essere una lezione utile per i risparmiatori italiani. Probabilmente sarebbe opportuno anche che la magistratura indaghi su queste vendite, se si dimostra il reato di truffa è possibile far pagare il conto a questi lestofanti. Ma siamo in Italia, i sindacati comandano e quindi è estremamente difficile che succeda. Molti di questi impiegati hanno utilizzato tecniche che fanno sembrare gli hacker dietro a Dubai Lifestyle delle persone corrette e oneste.

Lo scenario più probabile è sempre il salvataggio pubblico: miliardi di euro dei contribuenti che finiranno a salvare i soliti noti.

Banca Popolare di Bari

maria etruria boschi
La situazione della Banca Popolare di Bari è tragica, il rischio è quello di non riaprire il 2 gennaio. Oltre ai noti problemi di cui abbiamo parlato abbondantemente (e su cui sono intervenuti anche tanti azionisti fottuti) è arrivato al pettine il nodo del diritto di recesso. Il decreto del Governo Renzi (con lo zampino di Maria Etruria Boschi) prevedeva la trasformazione delle banche popolari in società per azioni, anche per mettere fine allo squallido spettacolo dei prezzi delle azioni decisi senza un criterio dai vertici. Ebbene lo stesso decreto per evitare che il diritto di recesso dei soci, previsto dal codice civile in questi casi, svuotasse il capitale delle banche aveva previsto che il pagamento agli azionisti non potesse essere fatto con il capitale delle banche. In pratica, una farsa.

La farsa è stata ingigantita dalla decisione della Banca Popolare di Bari di fissare il prezzo di ricesso ad un valore elevatissimo, superiore ai 7 euro. Non dovevano pagare loro questi soldi, quindi potevano metterci anche 100 euro. In pratica era un eventuale acquirente (impossibile a questi valori) che avrebbe dovuto garantire il recesso ai soci che volevano uscire. Poi è arrivata la mazzata. Il Consiglio di Stato ha giustamente sospeso questa norma assurda e quindi Banca Popolare di Bari si trova, virtualmente, a dover affrontare una vera e propria emorragia di capitali se i tantissimi soci scontenti della gestione Jacobini esercitassero il diritto di recesso.

Per questo motivo la Banca Popolare di Bari ha deciso di rimandare l’assemblea all’ultimo giorno utile (27 dicembre). Probabilmente si aspetta una decisione all’ultimo momento del Governo, che possa salvare Jacobini, che gestisce la banca con l’aiuto dei famigliari (tutti con stipendi elevatissimi e aumentati malgrado lo stato di crisi della banca). Francesco Boccia, dietro le quinte, gongola. A piangere sono i soci che vedranno, ancora una volta, calpestati i loro diritti.

7 Responses to Un tranquillo weekend di paura per le banche italiane

  1. Fabrizio Iannuzzi ha detto:

    Gli azionisti della Banca Popolare di Bari non rivedranno nemmeno un euro. Punto. Purtroppo ci ho messo una croce sopra su questi 25.000 euro che mi hanno fottuto. Una nota: mi fa veramente schifo il comportamento di chi lucra sulle nostre disgrazie politicamente. Mi riferisco a Francesco Boccia, giustamente citato nell’articolo. L’odio per Renzi di questo figuro lo paghiamo noi azionisti fottuti di Banca Popolare di Bari e non mi sembra affatto giusto.

  2. Angelo Pisani ha detto:

    Bancari farabutti e truffatori, con l’aiuto dei sindacati nessuno pagherà. penso che anche i 30 direttori di filiale di banca etruria rinviati a giudizio per truffa aggravata se la caveranno. Mi viene solo da piangere a pensare a quanto ci ho messo tutti i soldi che mi ha fottuto la banca popolare di bari

  3. mimmo ha detto:

    Provo disgusto per questi signori con poltrone dorate nelle banche e nei parlamenti che discettano sulla sorte dei nostri capitali come se fossimo un parco buoi da mandare al macello. Questa testata di mercati24 è stata coraggiosissima andare contro i poteri forti, le minacce (tutte visibili sui commenti degli articoli), proseguendo poi con grande determinazione una campagna di informazione, non è da tutti. Tutti parliamo di stampa venduta e asservita al denaro invece qui dobbiamo dire solo un grazie!!! Io non credevo che su internet potesse sorgere un movimento di opinione così forte per la tutela dei ns. diritti che va oltre le associazioni (alcune vendute). Mercati24 ci ha dato informazione completa, dando spazio a tutti e ha fatto capire la gravità della situazione, non ci ha nascosto nulla e ci ha messo di fronte alla cruda verità sin dall’inizio! Deve temere per la propria fedina chi depaupera, sottrae soldi, chi mente sul patrimonio delle società andando fuori dalle leggi.
    E poi veniamo alle poltrone della banca pop. bari ben remunerate e che nessuno ha detto di voler coerentemente lasciare a seguito dei numeri disastrosi – 470.000,00 di euro di passivo!!! Pazzesco!!!! Speriamo che le associazioni (non vendute) diano seguito alle azioni in sede civile e penale più volte sbandierate e adesso (chissa perchè) ritirate. Qui all’assemblea del 27 e a quella successiva penso che debba esprimere in maniera chiara e la prima parola deve essere pulizia delle poltrone, dentro ma anche fuori la banca (alle elezioni), vero signor Boccia, Presidente Commissione Bilancio? perche non ti votiamo più se continui a fare uscite ridicole per mantenere queste situazioni medievali, col signorotto locale che gestisce tutto, il sud non ha bisogno di questo. Sai bene che le preferenze verranno reintrodotte e quindi voteremo gente che vuole trasparenze e verità!! E’ inutile che metti mano in questa situazione torbida perchè se verrà fuori che hai interessi in questa banca li faremo uscire. Ci fu chiarissimo quello che hai fatto con la delega fiscale, (passata anche senza il tuo “preziosissimo” contributo). Insieme a qualche altro parlamentare (Signorotto) locale hai “subordinato” il passaggio della delega fiscale alla esclusione della pop. bari dalla trasformazione in spa . Non ti è riuscita la furbata e i giochetti di palazzo stanno finendo per te e tuoi amichetti. Fuori! a casa tutti….non vi vogliamo! All’assemblea vanno dette queste cose! Ma avra Boccia la faccia di perdere voti presentandosi in assemblea della pop bari? Non la vedo saggia come idea….l’unica idea saggia per il cda della banca è dimettersi e fare mea culpa il 27, mentre per Boccia la proposta potrebbe essere di ritirarsi in un monastero con la moglie (anche lei fu indagata mi sembra per storie di poltrone in asl campane)……

  4. FRANCESCO PELLEGRINI ha detto:

    Il Direttore dell’Agenzia della BPB ove ho il conto e dove mi sono state vendute come “sicure per il capitale investito” azioni per quasi 90mila euro (che non avevo trovato a terra ma erano i frutti di risparmi dei miei suoceri e della mia famiglia in 34 anni di matrimonio), bè questo Direttore ha tentato di convincermi, come del resto sta facendo anche il Comitato degli Azionisti di cui faccio parte, che in Assemblea sarà gioco forza votare per il SI alla trasformazione in SPA.
    Ad una prima lettura sembra un consiglio ottimo perchè servirebbe ad evitare che la Banca “chiuda” il giorno dopo non avendo più i requisiti previsti dalla legge.
    Mi aveva quasi convinto ma il cervellino zuzzurellone mi sta facendo pensare che, essendo ormai convinto che, COMUNQUE, quei soldi non li vedrò più, non mi resta che la magra consolazione di evitare almeno che questi farab…. continuino a fare danno. Infatti, consigliando di votare SI alla trasformazione non stanno facendo altro che cercare di garantirsi la continuità dei loro incarichi e delle loro male azioni.
    Per quanto mi riguarda la BPB può andare a finire ai pesci con tutti i suoi Jacobini ed accoliti vari e sarò lieto di esserne anche io l’artefice insieme ad almeno altri 18 soci che parteciperanno all’Assemblea e che compatti voteremo per il NO alla trasformazione. Noi abbiamo perso i soldi ma voi non ve la passerete meglio dal 28 di dicembre. Preparate i cartoni!!!

    • Giangi ha detto:

      NO! Votare NO, oppure astenersi o non andare proprio! Chi vota sì alla trasformazione non potrà poi esercitare il diritto di recesso. Ecco perché tentano di convincere a votare sì: non hanno i soldi per pagare, al prezzo folle che loro stessi hanno stabilito, i soci recedenti.

  5. gianni ha detto:

    Francesco capisco la rabbia che hai addosso perchè è la stessa di tanti di noi! La banca va però ristrutturata e non buttata ai pesci e lasciata nelle mani di qualcuno che prende stipendi altissimi. La cosa che sta venendo fuori è invece quella di fare una lista in cui mettere quelli di noi più bravi e MOLTO onesti. Quindi se noi votiamo contro è probabile che i soldi non li rivediamo mai più se noi invece uniti votiamo SI alla trasformazione e facciamo una LISTA alternativa a quelli che sono dentro la banca adesso abbiamo una speranza, piccola, ma meglio di niente, per riprendere qualcosa. Per il resto ognuno deve sentirsi libero e non “bloccato” come i nostri soldi.Se poi daranno un altro anno di TEMPO dal parlamento ALLA BANCA PER TRASFORMARSI la situazione sarà molto grave perchè significherà che la nostra morte sarà lenta, dolorosa ma senza troppa pubblicità, e ci saranno queste storie del tira e molla che vediamo da mesi sul valore dell’azione. E ‘ necessario avere certezza della pena se qualcuno a sbagliato e certezza dei nostri capitali se c’e’ una speranza piccola riavere qualcosa.

  6. FRANCESCO PELLEGRINI ha detto:

    Forse stiamo cadendo tutti nella trappola di pensare a cosa fare noi nell’assemblea del 27 dimenticando che nessuno ha avuto risposte circa il rispetto dell’ordine cronologico di vendita delle azioni, attesa anche la scomparsa dalla scena di qualche “fortunato” che inizialmente aveva attivato comitati e gruppi vari.
    Penalmente ci sarebbe da indagare su questa procedura della quale nessuno vuole parlare. Perchè?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *