Una nuova bolla di titoli tecnologici è all’orizzonte?

Che cosa sta succedendo al NASDAQ e ai titoli tecnologici? Siamo in presenza di una nuova bolla come quella dell’anno 2000? I casi sono tanti e diversi, tuttavia non pensiamo che quella che si stia verificando sia una bolla speculativa.

Chi ha seguito la storia dei titoli Facebook, e nella ancora breve storia di questo magazine lo abbiamo fatto, sa che il valore delle azioni si è dimezzato in pochi mesi: da un IPO a 38 dollari si è passati ad un valore di 19, destinato a scendere ancora. Un altro caso è quello di Groupon che ha perso in breve tempo fino al 70% del suo valore.  A molti viene in mente che stiamo vivendo la stessa situazione dell’anno 2000, quando il NASDAQ arrivò a 5000 punti. Attualmente siamo a 3000 e comunque la situazione è molto diversa.

bolla nasdaq

Perché da una parte abbiamo il caso di Facebook, la cui IPO è stata effettuata a prezzi elevati e con condizioni che non sempre sono stati trasparenti. Senza contare che il look up imposto sui titoli detenuti da dipendenti e managemente è stato troppo breve ed è stato causa di una parte dei ribassi. Abbiamo già analizzato in un altro post la situazione di Facebook focalizzando che le colpe di fondo sono da attribuirsi al management che non è in grado di monetizzare adeguatamente una vera e propria miniera di dati e informazioni preziose a livello pubblicitario che ha la possibilità di gestire.

Il caso di Groupon è molto diverso: in effetti l’azienda ha sofferto pesantemente la crisi dei consumi dovuta alla contrazione economica in corso e ha quindi dovuto rinunciare ad una bella fetta di fatturato. Si tratta di una discesa, in fondo, molto old economy: visto che i beni messi in vendita da Groupon sono soprattutto beni voluttuari destinati a fascie di reddito medio / basse, nel momento in cui la crisi colpisce più pesantemente i redditi di questo tipo (e soprattutto dei giovani che sono quelli più digitalizzati e più propensi a questo modello di acquisto) è ovvio che i profitti scendano e quindi anche il valore del titolo sul NASDAQ.

E visto che abbiamo appena nominato due casi “negativi” sarebbe opportuno anche nominare Linkedin, il social network professionale numero uno al mondo, che ha potuto raddoppiare il suo valore in un anno di quotazione.

Questo succede perché si tratta di servizi utili, forniti nel miglior modo possibile a livello tecnologico, e monetizzati correttamente.  Oggi come oggi la situazione è molto diversa, quindi, dall’anno 2000. Non stiamo più parlando di società appena fondate, senza un modello di busines, che puntavano a fare qualcosa giusto per raccogliere capitali in borsa, visto che andava di moda.

Adesso siamo in presenza di società che hanno un modello di busines (alcune volte giuste, altre volte sbagliato, altre volte ciclico e quindi dipendente dalle situazioni contingenti) e che puntano a guadagnare soldi, non a raccogliere semplicemente capitali in borsa per vedere, poi, che cosa farne.

Quindi non stiamo in bolla: e tuttavia consiglio di stare lontani, molto lontani, da titoli come quello di Facebook, anche perché stanno per scadere a breve altri look up e ne vedremo delle belle.

Fabio Craca

2 Responses to Una nuova bolla di titoli tecnologici è all’orizzonte?

  1. azionistafacebook ha detto:

    Io con facebook ci ho rimesso una miniera di soldi

  2. claudio ha detto:

    Ma non direi proprio che siamo in bolla, sono d’accordo con chi ha scritto l’articolo, ci sono titoli buoni e altri cattivi sta al trader comprare bene

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