Un’Europa alla deriva

Dopo le tanto attese e tanto deludenti decisioni della Banca Centrale Europea appare chiaramente quello che è l’Europa: una nave senza nocchiero in gran tempesta. Il problema di fondo è che non si capisce che cosa fare per risolvere la crisi che colpisce la periferia ma non il cuore dell’Europa, la Grande Germania. Draghi ha provato a fare qualcosa ma come giustamente è stato detto, è come curare una metastati diffusa con un’aspirina. E comunque questa aspirina ha subito suscitato le ire dei risparmiatori tedeschi. Fondi pensioni, assicurazioni e semplici risparmiatori hanno giustamente fatto notare che questa politica prolungata e dissennata di tassi a zero li sta pesantemente danneggiando.

Ovviamente i tassi a zero servono a sostenere a galla, ancora per un poco, gli Stati cicala, cioè quelli che continuano a vivere ben al di sopra delle loro possibilità e che non fanno assolutamente niente per migliorare la produttività. Insomma, i tassi a zero sono un regalo per l’Italia che così non deve dichiarare default, almeno per un po’. Perché in fondo l’aiutino di Mario Draghi non è assolutamente risolutivo, anzi. Serve a rimandare la resa dei conti di qualche altro mese, magari giusto per consentire ai grandi investitori stranieri di mettere in salvo i loro soldi e di liquidare con tranquillità le posizioni che hanno in titoli di Stato italiani.

La vicenda dimostra ancora una volta che viviamo in un’Europa completamente alla deriva: i tedeschi da una parte, gli indebitatissimi italiani (e greci, francesi, ecc) dall’altra. Il problema è che i tedeschi sono dove sono perché hanno fatto le riforme al momento giusto. Per dire, ai pensionati tedeschi non viene più pagata la tredicesima fin dal lontano 2006. Ora come si può dire ai pensionati tedeschi che i loro sacrifici servono solo a pagare i privilegi degli italiani? I pensionati tedeschi hanno rinunciato alla tredicesima per rilanciare il loro Paese (operazione pienamente riuscita) non per pagare la quattordicesima a quelli italiani, magari andati in pensione ben prima dei 60 anni. O magari per finanziare tutta la corte dei miracoli che vive dalla granda mangiatoia della spesa pubblica italiana.

E’ questa la debolezza più grande dell’Europa, il fatto che molti stati non vogliono fare le riforme perché sperano che tanto prima o poi la Germania aprirà il portafoglio e pagherà per tutti. E’ una sorte di bluff, giocato soprattutto dagli italiani e dai greci. I greci in fondo hanno vinto la loro scommessa perché hanno ottentuo ben 3 tagli del loro debito pubblico (e comunque il problema non è risolto). Gli italiani come al solito pensano di essere furbi e invece sono i più stupidi e paghernno cara, carissima, questa loro allergia a fare le riforme.

La cosa che fa veramente male è che a pagare saranno soprattutto le giovani generazioni, quelle che meno hanno colpa in tutto lo sfascio in cui chi ci governa ci ha trascinati.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *