Unicredit e Pioneer, lotta a 5 per il colosso giapponese

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Il nuovo amministratore delegato Jean Pierre Mustier continua alacremente nel suo oneroso compito, la riorganizzazione completa di Unicredit. Attraverso una struttura più snella ed efficiente, un rinnovato management, un nuovo piano industriale che verrà annunciato entro dicembre e diverse cessioni, il manager francese sta dimostrando grandi risorse e pare fermamente intenzionato a non fare passi indietro. Al momento per Unicredit rimane per esempio caldo il tema Pioneer: la multinazionale giapponese specializzata in prodotti digitali ed elettronica è una ghiotta esca per molti investitori, e proprio in quest’ultimo mese le trattative sono parse molto mosse. Al momento comunque la rosa sembra essersi ridotta fino a cinque soli grandi nomi, anche se nessuna conferma ufficiale è arrivata dall’istituto di credito.

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Secondo varie indiscrezioni comunque lo stesso Mustier avrebbe incaricato gli advisors di JP Morgan e i legali di Gianni Origoni Grippo Cappelli di portare avanti i contatti solamente con alcuni selezionati interlocutori, scelti ad hoc dai vertici Unicredit. Il primo nome è quello di Allianz, la tedesca prima compagnia al mondo nel settore delle assicurazioni, il secondo quello di Banca Generali, la banca italiana nata come online e ora orientata principalmente alla consulenza finanziaria e alla gestione del risparmio. Tuttavia se Allianz ha dalla sua parte tutti i numeri per poter effettuare una operazione di tale portata, questa appare forse meno accessibile per le più limitate casse di Banca Generali. Ma questo lo valuteranno Mustier e soci.

Il terzo nome è invece quello di Poste Italiane, il quarto quello già noto della francese Amundi e il quinto quello di Macquarie, il gruppo australiano di servizi e consulenza finanziaria. Notevole interesse sarebbe stato mostrato anche da una decina di altri investitori, tra cui rientrerebbero nomi importanti come Natixis, Anima e diversi private equity, ma al momento le voci vogliono una gara chiusa tra questi cinque. In particolare Mustier avrebbe escluso dalle trattative proprio i private equity, i quali avevano pur mostrato un forte interesse per il colosso giapponese, ma che potrebbero approfittare di questa ultima settimana per allearsi e trovare magari una possibilità alternativa. Le offerte scadono il 19 settembre, e fino ad allora molte previsioni potrebbero rivelarsi errate, come già negli scorsi mesi.

In questo modo potrebbero facilmente rientrare in gioco alcuni interlocutori apparentemente esclusi, come è appunto il caso della stessa Poste Italiane la quale punta ad affiancarsi nell’operazione a un partner finanziario più solido e strategico. Infatti il gruppo guidato da Francesco Caio è già socio di Anima Holding, appunto interessata all’affare, e potrebbe inoltre vantare nell’operazione il supporto di Cdp. L’obiettivo dei gruppi italiani potrebbe a questo punto essere quello di creare un fronte unico dell’asset management e del risparmio, un’ipotesi da considerare specialmente ora che anche Banca Generali è entrata nell’affare, affiancata secondo i rumors dalla banca giapponese Nomura.

Pioneer rimane comunque un obiettivo comune e sarà difficile toglierlo alle mani di grandi colossi come Allianz o Macquarie. La società giapponese opera in tutto il mondo e in particolare risulta molto attiva sul mercato statunitense, costituendo per tutte le parti interessate un importante allargamento del mercato. I francesi di Amundi sono estremamente determinati a portare a termine l’operazione, ma anche Allianz vede l’operazione come una ottima opportunità per crescere sul mercato italiano e su quello statunitense, come pure Macquarie che sta investendo molto nel settore dei servizi finanziari. Scopriremo presto quale di queste ipotesi diverrà realtà nelle prossime settimane, portando a Unicredit qualche miliardo in liquidità (al momento sta trattando la cessione anche della banca polacca Pekao) utile per arrivare preparati alla imponente ricapitalizzazione prevista per la fine del 2016.

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Unicredit e Pioneer, lotta a 5 per il colosso giapponese
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I colossi finanziari stanno per spartirsi quello che resta di Unicredt. Il primo bocconcino è Pioneer.
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