Economia e Finanza

Unicredit taglia le filiali


Il consiglio di Amministrazione di Unicredit ha deciso la chiusura di 350 filiali in Italia, in aggiunta alle 150 già previste dal piano industriale, entro il 2015. Una decisione non solo doverosa ma anche tardiva, visto che un intervento di questo tipo andava fatto come minimo al momento della fusione con Capitalia che portò ad una pesantissima sovrapposizione sul territorio. Tuttavia è importante che il provvedimento sia stato preso, in quanto ridà un po’ di fiato ai conti della banca. E, bisogna anche aggiungere, in questi ultimi tempi Unicredit sta cercando di cambiare la pesante eredità delle ere precedenti: la distribuzione dei ruoli tra i dipendenti. Un’eredità che non deve essere imputata solo ad Alessandro Profumo (dopo tutto lui era in altre faccende affaccendato) ma che risale ai tempi in cui le banche componenti di Unicredit erano pubbliche.

Se osserviamo la composizione del personale di Unicredit balza subito agli occhi una cosa: si tratta di un esercito di generali (o al massimo di colonelli) in cui pochi sono (e vogliono essere) operativi. Il management ha cercato di cambiare le cose, cercando di rimodulare le assegnazioni del personale ma si sa come vanno queste cose in Italia.

E poi vallo a spiegare ad un dirigente (o quadro) che dopo decenni di servizio deve cominciare davvero a lavorare. Tuttavia questa condizione è davvero necessaria per far ripartire la banca. E visto che si tratta anche di una delle due banche più importanti in Italia (insieme a Insesa) è importante anche per far ripartire l’economia.
Lo abbiamo detto più volte, le banche italiane non fanno prestiti a famiglie e imprese perché hanno troppi incagli e troppe spese.

E’ fondamentale, quindi, che procedano ad una radicale ristrutturazione interna che possa liberare delle risorse. L’importante è che queste risorse, appena liberate, finiscano a finanziare il mondo produttivo sano, quello che è costretto a chiudere le imprese perché non ha la liquidità necessaria malgrado i fondamenti ottimi, perché non ha amicizia nella politica o nel sindacato.

Vincenzo Colonna

Lascia un commento