Investimenti

Value Investing: guida completa e regole per investire [2020]

Sei alla ricerca di un approccio metodico, razionale e professionale al trading? Sei stanco di passare ore intere ad analizzare un titolo senza un chiaro piano di investimento che guidi le tue azioni? Ebbene, è giunta l’ora di rivolgere la tua attenzione al value investing.

Si tratta di un modello operativo di gestione del portafogli semplice ma estremamente efficace: non dovrai affatto diventare un esperto di analisi tecnica né, tantomeno, privarti del tuo tempo libero per inseguire le piccole oscillazioni quotidiane dei prezzi.

In questa guida vogliamo spiegarti esaustivamente in cosa consiste il value investing e in che modo puoi applicarlo alle tue operazioni.

Ti forniremo una panoramica generale, consigliandoti letture per approfondire ulteriormente l’argomento e il miglior broker per fare value investing.

Si tratta di eToro: la piattaforma, infatti, grazie al Social Trading (clicca qui) ti permette di entrare in contatto con tutti gli altri trader che utilizzano questo metodo, in modo da confrontarti attivamente con loro e apprendere anche dalle loro esperienze.

Detto questo, caliamoci direttamente nel cuore della questione.

Value Investing: cos’è?

Come ti abbiamo anticipato, il value investing è una tecnica di investimento che permette un approccio più efficiente al trading.

Questo metodo fu teorizzato completamente per la prima volta da Benjamin Graham, un economista e investitore americano di straordinarie capacità analitiche. Sebbene Graham avesse affrontato studi scientifici, il suo innato interesse per la finanza e l’economia emersero non appena il giovane conseguì la laurea, nel 1914.

La storia narra che, nonostante l’Università della Columbia gli avesse offerto ben 3 cattedre tra cui scegliere (filosofia greca e latina, inglese e matematica), Benjamin Graham preferì iniziare a lavorare come commesso a Wall Street, occupandosi dell’affissione della quotazione dei titoli su una lavagna per una paga di 12$ a settimana.

Fu proprio in quegli anni che emerse il suo vero talento per gli investimenti e divenne ben presto socio di uno studio di brokeraggio. Nel 1919, all’età di 25 anni, Graham poteva contare su uno stipendio annuale di 600.000$ di allora (oltre 8 milioni di oggi).

Fu proprio il genio finanziario di Graham a dare vita ad una delle strategie di investimento più interessanti di sempre: il value investing, per l’appunto.

«L’investimento di successo diventa quindi un insieme di tecniche e di criteri che possono essere appresi, piuttosto che il prodotto di facoltà mentali uniche e incomunicabili»

Attualmente uno dei maggiori esponenti del value investing è proprio uno degli allievi più entusiasti di Benjamin Graham: Warren Buffett, l’Oracolo di Omaha.

Ma procediamo con ordine e vediamo in cosa consiste effettivamente il value investing.

Come funziona il value investing: la formula di Graham

La teoria alla base del value investing è semplice: piuttosto che speculare sul breve termine (trading) o sul potenziale di un’azione (growth investing), un investitore dovrebbe puntare al valore.

Riconoscere qual è il valore di un’azienda e calcolare se il mercato lo sta valutando equamente o meno. Gli investimenti dovrebbero, dunque, dirigersi verso quei titoli che il mercato tende a sottovalutare. Se una quotazione, infatti, non esprime il reale valore di un titolo, allora l’investimento risulta essere conveniente: il mercato, infatti, tende ad equilibrare questa situazione e, dunque, il prezzo del titolo tenderà a salire.

Ma in che modo si può calcolare il valore effettivo di un’azione?

La semplicità del value investing sta proprio negli strumenti che Graham stesso ha messo a disposizione degli investitori per semplificare le proprie teorie. Una volta superata la soglia dei 62 anni, infatti, Graham sciolse la propria società e si ritirò ufficialmente dagli affari.

Nel ventennio che va dal 1956 al 1976, anno della sua morte, l’economista americano si dedicò alla semplificazione del value investing attraverso formule e schemi che permettessero anche ai principianti di approcciarlo. La formula di Graham nacque proprio in quel periodo.

La formula di Graham presenta questa sequenza:

V=EPS(8,5+2g)x(4.4/rAAA)

Vediamo attentamente ogni passaggio:

  • V è il valore intrinseco di un titolo, ovvero il valore da calcolare per comprendere se conviene o meno investire;
  • EPS (earning per share) rappresenta quanto gli analisti si aspettino che l’azienda guadagni nel prossimo anno;
  • 8,5 è il rapporto prezzo/utili di un’azienda a crescita nulla;
  • g è il ritmo di crescita previsto per gli EPS nei prossimi 5 anni;
  • 4,4 è il ritorno minimo dell’investimento necessario a mettersi al riparo dall’inflazione;
  • rAAA, invece, è il rendimento su un’obbligazione corporate trentennale dell’azienda, con rating AAA;

Come riuscire a ottenere tutti questi dati?

Semplice: aprendo un conto su eToro (clicca qui) potrai accedere non solo alla scheda tecnica di ciascun titolo, ma grazie al Social Trading potrai anche chiederlo agli investitori più esperti.

Molti lettori ci hanno confidato di affidarsi alle tabelle di Yahoo Finance, ma personalmente abbiamo trovato in eToro una soluzione decisamente più affidabile e vantaggiosa.

Esempio pratico di value investing con la formula di Graham

A seguire vogliamo fornirti un esempio pratico: partiamo dal considerare le azioni Pfizer. A seguire tutti i valori rilevanti al fine di calcolare la formula di Graham:

Forumla di Graham-Pfizer

In base a questi dati, il valore che è possibile ricavare dalla formula di Graham è di 39,96 dollari. Confrontando questo prezzo con quello delle azioni Pfizer ci si può rendere conto che il titolo viaggia su quotazioni leggermente sovra-stimate rispetto al loro valore intrinseco.

Questo significa che non è un buon investimento?

Assolutamente no, ma che se si fa value investing le azioni Pfizer non rientrano nella categoria di titoli sui quali dovresti investire.

Ovviamente le azioni Pfizer sono un titolo che vale la pena di acquistare, ma per farlo dovrai realizzare un altro tipo di analisi. Per saperne di più leggi la nostra guida: comprare azioni Pfizer.

Vediamo adesso un esempio ti titolo che la formula di Graham consiglia di inserire nel proprio portafogli: le azioni Sanofi.

Formula di Graham- Sanofi

Sempre eseguendo il calcolo della formula di Graham, otteniamo che il valore intrinseco delle azioni Sanofi è di 77,66, a fronte di una quotazione media che si aggira su i 51€. Questo significa che le azioni Sanofi sono un ottimo titolo su cui fare value investing.

Value investing: come operare?

Una volta che avrai ottenuto il valore intrinseco di un titolo grazie alla formula di Graham, il passo successivo è quello di investire.

Apparentemente si tratterebbe di un’operazione meccanica: comprare se il titolo è sottostimato, vendere se invece è sottostimato. Semplice, no?

Ebbene, non lo è.

Vi sono numerose varianti da prendere in considerazione:

  • Il value investing con la formula di Graham non è fatto per la speculazione. Si tratta di una tecnica di investimento sul lungo termine il cui obiettivo è permetterti di comprare il miglior titolo. La vendita allo scoperto, dunque, non è contemplata;
  • Compra solo con offerte DMA (come le Real Stocks di eToro). Infatti i CFD non sono ottimali per il lungo termine e, come hai potuto vedere dai dati necessari alla formula di Graham, questi si basano su previsioni almeno quinquennali (prendi ad esempio la variabile g);
  • Seleziona società blue chip, ovvero aziende che sono solite ricompensare gli investitori con il rilascio periodico e costante di dividendi. In questo modo ti garantirai entrate costanti nel tempo;

Il value investing che ci ha tramandato Graham, dunque, è il modo migliore per trovare una società con potenziale inespresso, investirci dei soldi e dimenticarsi del portafogli per almeno un paio d’anni.

Se vuoi ottenere risultati concreti in tempi brevi, il value investing non fa per te.

Il margine di sicurezza nel value investing

Un altro importantissimo aspetto del value investing è costituito dal margine di sicurezza.

Il margine di sicurezza nel value investing indica lo scarto che deve esistere tra il prezzo di un asset e il suo valore intrinseco affinché l’operazione risulti essere vantaggiosa e i rischi contenuti.

In generale non esiste una vera e propria regola nell’individuare il margine di sicurezza ideale. Il suo valore in relazione al valore intrinseco, infatti, varia sia in base alla società che in base alla tipologia di investimento che si vuole andare ad attuare.

Ad esempio sulle azioni di società di alta qualità solitamente si è disposti ad entrare sul mercato anche quando il margine di sicurezza corrisponde al 90% del valore intrinseco. Ad esempio, se un titolo di alta qualità presenta un valore intrinseco di 100$, non appena il prezzo delle sue azioni gravita intorno ad una media di 90$ ad azione l’investimento risulta essere sufficientemente sicuro e conveniente.

Al contrario, società minori o investimenti realizzati nell’ottica di vendere poi successivamente, di solito scelgono un margine di sicurezza del 50%.

In questo modo anche nel caso in cui le azioni della società non riuscissero a raggiungere la pienezza del proprio valore intrinseco, si potrebbe vendere e ottenere comunque un profitto.

È estremamente importante monitorare l’evoluzione del valore intrinseco e del margine di sicurezza nel caso in cui si vuole operare con il value investing.

Torniamo nuovamente sulle azioni Sanofi, le quali abbiamo visto avere un valore intrinseco di circa 77,66€ a fronte di un valore reale delle azioni di circa 51€. Questo significa che il margine di sicurezza è, al momento, del 65,67%.

Tenendo conto che la Sanofi, stando alle analisi della Morgan Stanley, è tra le società europee con cedola alta e sicura, conviene comprare il titolo senza attendere ulteriori conferme di mercato e aspettare che il margine di sicurezza salga al 90%.

Al di là di Graham: il value investing oggi

Ovviamente negli ultimi 50 anni il value investing si è evoluto notevolmente: sebbene le basi individuate da Graham sono tuttora valide, nel frattempo si sono aggiunte non poche varianti e analisi aggiuntive.

Ad esempio non pochi investitori hanno iniziato ad inserire tra i dati sensibili da valutare anche i flussi di cassa delle aziende, dato che le valutazioni di mercato delle quotazioni dei titoli si stanno sempre più basando sui risultati economici lordi.

Un’evoluzione, questa, che rende ancor più sottile la differenza tra value investing e growth investing.

Il nostro consiglio?

Non complicarti eccessivamente la vita e mantieniti sul semplice. I fondamenti del value investing sono costituiti da quel tipo di considerazioni riassunte nella formula di Graham.  Attendendoti a questa potrai individuare titoli che sicuramente potranno crescere in futuro dato che il loro valore intrinseco eccede quello reale.

Non considerando le varianti ti potrebbe sfuggire qualche titolo, ma facendo affidamento al Social trading di eToro potrai mantenerti in stretto contatto con value investors più esperti di te e potrai apprendere stesso da loro le novità del momento.

In alternativa potrai copiarne direttamente gli investimenti con il Copy Trading (clicca qui per registrarti gratuitamente).

Il value investing di Warren Buffett

Attualmente il metodo Warren Buffett costituisce il punto più alto raggiunto dalla teoria del value investing.

L’Oracolo di Omaha, nonché 4° uomo più ricco del mondo, infatti, ha perfezionato la strategia inventata dal suo maestro aggiungendovi elementi fondamentali per affrontare le evoluzioni del mercato contemporaneo.

Non è un caso se il metodo Warren Buffett viene studiato anche da chi fa analisi fondamentale: numerosi suoi punti, infatti, aggiungono alla formula di Graham elementi di valutazione esterni alla determinazione del valore intrinseco.

Value investing

Prendiamone in considerazione alcune:

  • Performance della società, monitorata attraverso l’evoluzione decennale del ROE (return on equity);
  • Debito societario, analizzato attraverso il D/E (debt to equity ratio), ovvero il rapporto tra il patrimonio netto (patrimonio di proprietà dell’impresa) e il totale degli indebitamenti. È possibile anche prendere in considerazione il solo debito sul lungo termine per monitorare questo aspetto;
  • Margine di Profitto della società, calcolato attraverso il rapporto tra il reddito netto e la redditività delle vendite;
  • IPO: si tratta di uno dei punti fondamentali del value investing di Buffett. La società deve aver avuto un IPO almeno un decennio prima al momento dell’analisi. Deve, cioè, aver ampiamente dimostrato il proprio valore al mercato e deve averlo reso analizzabile;
  • Dipendenza da materie prime: Buffett non investe in società che dipendono solo da una materia prima. Questo, infatti, mette a repentaglio il loro valore sul lungo termine;
  • Visibilità dei prodotti: se un’azienda non riesce a immettere sul mercato un prodotto che si differenzi da quelli della concorrenza, si tratta di una società sulla quale non conviene investire sul lungo termine;

Una volta valutati questi punti, Buffett procede a ricavare un’analisi complessiva che riesca a rispondere alla domanda: il titolo è sopra-valutato o sotto-valutato?

Imparare a fare value investing: come procedere?

Il value investing, come ti abbiamo detto, non è un metodo di investimento rapido e veloce. Si tratta di una strategia che ti consigliamo nel caso in cui non ti preme ottenere urgentemente risultati. Stai pianificando di creare un fondo per spese future?

Vuoi, ad esempio, comprare una casa? Garantirti un tuo fondo pensione privato? Avere i soldi per garantire ai tuoi figli una istruzione al top presso istituti prestigiosi?

Ebbene, allora il value investing fa al caso tuo.

Dato che si tratta di un’operazione che richiede tempo, i passi che ti consigliamo per iniziare sono i seguenti:

1 – Libri sul value investing: The Intelligent Investor

La prima cosa da fare per apprendere al meglio il value investing è leggere. Tra le tante strategie finanziarie, quella del value investing, infatti, è quella che può contare su una più vasta e meglio organizzata letteratura.

Il must per chiunque voglia approcciare questo mondo è il capolavoro di Benjamin Graham stesso: The Intelligent Investor, ormai disponibile anche con la traduzione italiana.

Questo libro è pensato appositamente per tutti coloro che hanno appena iniziato ad interessarsi al mondo degli investimenti finanziari e che non hanno una formazione accademica al riguardo. Di facile lettura, rappresenta il modo migliore per apprendere questa strategia stesso dal suo ideatore.

Warren Buffett stesso lo ha definito “by far the best book on investing ever written” (il miglior libro sugli investimenti mai scritto da allora).

Inoltre chi ama le sfide potrebbe anche apprezzare un altro libro, sempre di Benjamin Graham, Security Analysis. Decisamente più tecnico, questo libro rappresenta una pietra miliare per chiunque voglia investire seriamente sul mercato azionario.

2 – Broker per il value investing: eToro & Trade.com

Il secondo punto fondamentale è quello di scegliere un broker affidabile che ti permetta di investire realmente in azioni (cioè di comprare azioni reali).

Per questo motivo ti consigliamo di fare affidamento alle Real Stocks di eToro (clicca qui) o all’offerta DMA di Trade.com (visita il sito ufficiale).

Entrambi sono broker regolamentati e sicuri al 100%: la scelta ricade interamente sulle tue preferenze personali.

Con eToro (visita il sito ufficiale), infatti, potrai contare sul Social Trading e sul Copy Trading. Il primo ti permetterà di ottenere facilmente informazioni dagli altri investitori professionisti mentre il secondo ti permetterà di copiare investimenti realizzati da altri in automatico.

Un metodo alternativo per costruirti un portafogli con il value investing.

Trade.com (visita il sito ufficiale), invece, ti permette di apprendere tutto ciò che ti serve per analizzare al meglio le società. I suoi materiali formativi gratuiti, infatti, contengono numerosi e validi approfondimenti sul value investing.

Per aprire un conto su eToro e sfruttare le sue offerte clicca qui. Verrai indirizzato direttamente alla formula di registrazione.

Per ricevere gratuitamente i materiali formativi di Trade.com, invece, clicca qui: una volta aperto un conto ti verranno comunicati tutti gli accessi ai corsi e alle video-lezioni, oltre che al link dal quale poter scaricare il manuale in .PDF o e-Book.

3 –  Esercita il value investing prima su un conto demo

Il conto demo è uno strumento indispensabile per chi inizia da zero. Anche nel caso di strategie sul lungo termine come il value investing.

Grazie al conto demo, infatti, potrai familiarizzare con i vari passaggi della strategia e con gli strumenti della piattaforma di trading.

In questo modo potrai applicare senza rischi le varie regole che ti abbiamo esposto in precedenza e prendere dimestichezza con la formula di Graham e il margine di sicurezza.

Una volta che questi procedimenti ti saranno completamente chiari, allora potrai procedere con l’attività sul conto reale di trading.

Il conto demo, inoltre, ha il vantaggio di farti comprendere effettivamente quanto denaro è opportuno investire all’inizio: sebbene i broker che ti abbiamo consigliato presentino depositi minimi ridotti (eToro 200€ e Trade.com 100€), comprare titoli reali potrebbe comportare la necessità di avere a propria disposizione più denaro.

In media consigliamo di iniziare almeno con un migliaio di euro, ma sfruttando il conto demo potrai trovare la cifra che meglio risponde alle tue esigenze.

Value investing: opinioni e considerazioni finali

In conclusione, il value investing non è una strategia di investimento flessibile: non potrai trasformare le tue operazioni in altro.

Si tratta di un modo di procedere che ti porterà a comprare titoli e a mantenerli in tuo possesso per molti anni, incassando i dividendi periodici e non vendendo pressoché nulla.

Allo stesso tempo, tuttavia, si tratta di una strategia estremamente efficace che può portarti ad accrescere il tuo capitale di percentuali impensabili per altre modalità di investimento.

Per questo motivo è opinione diffusa che il value investing non sia accessibile a chiunque ma che, se vuoi diventare un investitore di successo e iniziare a prendere sul serio il mercato azionario, non puoi farne a meno.

Ribadiamo, dunque, che per iniziare ti consigliamo di affidarti a due piattaforme regolamentate e sicure come eToro e Trade.com e ti auguriamo un buon value investing.

 

Cos’è il value investing?

Il value investing è una strategia di pianificazione delgi invstimenti che premia operazioni sul lungo periodo. Riassunta alla perfezione dal motto di Buffett: “Price is what you pay. Value is what you get“, questa strategia punta a massicci ritorni sul lungo periodo.

Come fare value investing?

Per fare value investing è necessario apprendere tutti i fondamentali di questa strategia. Inoltre, per chi fa trading online, diventa indispensabile affidarsi a offerte DMA che permettano l’acquisto reale dei titoli.

Quanti soldi servono per fare value investing?

Fondi maggiori permettono di realizzare fin da subito un portafogli più completo. Fondi minori richiedono maggiore attenzione e successivi depositi per aumentare l’esposizione e le operazioni possibili.
In ogni caso si può iniziare a fare value investing anche con depositi ridotti.+

Il nostro voto
Clicca per lasciare un voto!
[Totale: 0 Media: 0]

Lascia un commento