Vertice Padoan-Vestager, la chiave dell’accordo sui crediti deteriorati è la garanzia

È in corso l’atteso incontro tra il ministro dell’Economia italiano, Pier Caldo Padoan, e il commissario Ue alla Concorrenza, Margrete Vestager. Tra i temi in agenda il più delicato è di certo la gestione delle sofferenze bancarie da parte dell’Italia; l’incontro preliminare degli sherpa del tesoro con i funzionari di Bruxelles ha lasciato la sensazione che l’accordo sia vicino.
La proposta avanzata dall’Italia è quella dell’utilizzo da parte delle stesse banche di SPV “Special Purpose Vehicle” (società veicolo per la cartolarizzazione dei crediti, nda). Queste società potrebbero emettere dei bond junior (riservati a investitori esperti e senza garanzie statali), mezzanini (coperti solo in parte) e senior (aperti anche all’acquisto da parte di investitori istituzionali e coperti interamente dalla garanzia statale).

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NODO PREZZO L’ultimo ostacolo è rappresentato dal prezzo delle garanzie che il Tesoro dovrebbe garantire a chi decide di acquistare pacchetti di crediti deteriorati; favorendone lo smaltimento. La Commissione chiede all’Italia che la garanzia pubblica abbia un prezzo di mercato, montato basso da nascondere un aiuto di Stato. L’Italia, dal canto suo, preme perché il prezzo non sia troppo alto, tanto da scoraggiare i possibili acquirenti e lasciare il mercato dei crediti bloccati e le banche ancora gravate da 22 miliardi lordi di crediti inesigibili.
Per scongiurare tale circostanza, il governo italiano propone un prezzo che si aggiri tra i 20 e i 30 punti base, l’Europa spinge per una soluzione vicina ai 100 punti base.

Nonostante posizioni apparentemente distanti, filtrano indiscrezioni che vorrebbero la Vestager disposta a trovare un accordo. Da un lato, il neo commissario alla Concorrenza (in carica da poco più di un anno) ha la volontà di tutelare la posizione di Bruxelles sulla limitazione degli aiuti di Stato, dall’altro è però frenata dal timore di non evitare una crisi finanziaria nella terza economia dell’Unione. Una crisi bancaria in Italia potrebbe avere conseguenze pesantissime per tutta l’Unione.
D’altro canto, la soluzione “leggera” prospettata dall’Italia, pur portando a una svalutazione per le banche italiane ma meno dolorose di quelle che, ad esempio, la Commissione ha imposto per le quattro banche salvate dal governo di Roma.

RIFORMA BCC Il progetto elaborato dal ministero dell’economia e da quello della Giustizia arriverà sul tavolo del Consiglio dei ministri tra due giorni, assieme alla riforma delle Bcc, tema carissimo al premier Renzi.
Da tempo il governo sul tema delle banche punta su due priorità che reputa fondamentali: solidità e urgenza di aggregazioni e fusioni. Un mercato creditizio meno frammentato, a parere di Palazzo Chigi, reggerebbe meglio alle turbolenze dei mercati finanziari. Quello che appare chiaro è che in Italia e in Europa si ha bisogno di meno annunci e di più riforme strutturali.

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